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Forum del Circolo di Studi Storici "Le Calabrie"
 
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La Motta
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Archeologia e Arte medievale
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Autore Messaggio
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Inviato: Mer Feb 21, 2018 3:16 pm    Oggetto: Ads

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Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio Mar 06, 2008 7:13 pm    Oggetto: La Motta Rispondi citando

So che il Circolo ha dedicato degli studi in particolare a questo tema, ma so anche che non ho personalmente potuto, per varie ragioni, averne diretto profitto.

La mia curiosità si appunta, da quasi-profano in materia di urbanistica storica, sull'origine di questo modello inseditativo: come il castron bizantino rappresentò un portato della cultura romaica, che rapporti ha la motta con gli archetipi della cultura egemone del periodo in cui fiorì, cioè quella francese? Cioè: è ovvio che la motta rifletta da noi il fenomeno europeo dell'incastellamento medievale; ma nelle nostre zone è ravvisabile qualche diretto influsso della cultura urbanistica d'Oltralpe, determinato dalla presenza angioina e forse prima normanna?

Mi interessa perchè mi incuriosisce questo rapporto tra il Sud d'Italia e il Sud della Francia che si determinò nel periodo angioino e del quale vorrei conoscere più precisamente i contenuti e il portato.

Grazie agli storici dell'urbanistica (e agli altri...) che mi vorranno rispondere.


Furio
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Abate Correale



Registrato: 21/01/07 21:09
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Residenza: Urbs ac Hieracensis dioecesis

MessaggioInviato: Gio Mar 06, 2008 9:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ricordo con grande piacere la bella serata di luglio in cui ci fu il convegno sulla motta in Calabria.

Non sono un esperto del periodo Angioino ma mi sembra di ricordare che si parlò proprio della motta come fenomeno d'importazione francese in Calabria.

Il fenomeno potrebbe anche essere riconducibile in parallelo a quello dell'"incastellamento" tant'è che durante quella sera di luglio venne fuori l'interessante termine di "ammottamento" Wink

Mi sembra però che il fenomeno "ammottamento" si sia evoluto in modo differente tra nord e sud Europa. Credo che in Francia le motte venissero costruite artificialmente mentre in Calabria .. non ce ne fu bisogno Wink

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Ex abundantia enim cordis os loquitur (Mt 12,35)
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Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2008 12:50 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie, Reverendo Abate!

In quella serata furono proposti dei confronti con paesi "ammottati" della Francia?

Aspetto contributi...



F.
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Axiopistos anthropos



Registrato: 18/11/07 22:38
Messaggi: 24

MessaggioInviato: Ven Mag 02, 2008 8:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il termine Motta designa contemporaneamente modelli fortificatori adottati da normanni e angioini.
La motta normanna è costituita da un terrapieno troncoconico protetto da una palizzata lignea, alla cui sommità si erge una torre mastio (il ridotto difensivo), e diviso dalla cosiddetta bassa corte (recinto di forma allungata Baily in Inglese – Iubalio nei documenti siciliani e calabresi _ Bagliu nella nostra tradizione dialettale) da un fossato. La motta nota in Normandia e in Inghilterra è meno diffusa in Italia meridionale e tanto più in Calabria dove i normanni hanno prediletto fin dall’inizio picchi rocciosi o fortificare ulteriormente insediamenti di origine bizantina (ad es. S. Severina – Gerace – Stilo). La loro architettura ha fatto uso del legno prevalentemente nelle fasi concitate della conquista, quando un materiale deperibile come il legno si associava ad opere provvisionali. L’utilizzo del legno non fu tuttavia esclusivo: scavi archeologici e la lettura stratigrafica delle murature di fortificazioni normanne ha consentito di stabilire che i normanni fecero ampio uso fin dall’inizio di opere in muratura, come testimoniato dal primo castello calabrese (Scribla – Spezzano Albanese). La fase di consolidamento della presenza normanna coincide come nei casi di Amendolea o Borrello con l’adozione di soluzioni architettoniche e decorative maggiormente ricercate.

Per ulteriori informazioni riguardo i modelli fortificatori normanni si veda l’articolo di J. Decaens nel volume a cura M. D’Onofrio “I Normanni popolo d’Eupropa”


Altra cosa è la Motta angioina che identifica anch’esso un momento programmatico di fortificazione, ma non secondo le linee precedentemente descritte
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Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio Mag 22, 2008 7:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille! Non avevo letto il messaggio quando fu scritto, e lo vedo solo oggi.

Potrebbe diffondersi sulle caratteristiche degli insediamenti angioini?
Grazie molte della competente disponibilità.


Scinuso
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Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Mer Ago 20, 2008 5:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Aggiungo una cosa (se qualcuno anche mi rispondesse.... Evil or Very Mad ): quali sono altri centri angioini in Calabria? Mi viene in mente Sangineto, ma solo perchè c'è il castello: non so nulla sulle caratteristiche dell'abitato.

Grazie di ogni contributo,




Scinuso
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messer giorgio



Registrato: 09/03/08 23:57
Messaggi: 1330
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MessaggioInviato: Gio Ago 21, 2008 1:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Sicuramente altri potrebbero rispondere, io da ignorantone, segnalo:
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Scinuso



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Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio Ago 21, 2008 1:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille, messere.
Conoscevo il sito, ma non le pagine da lei segnalate.
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Guiscardo



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Messaggi: 13

MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2009 4:47 pm    Oggetto: Motta Rispondi citando

Salve,
sono un nuovo iscritto al Forum e subito mi sono imbattuto in questo "scambio di post" su La Motta: abito in un paese il cui rione più antico si chiama appunto Motta. Potrei avere dei ragguagli bibliografici precisi per approfondire la provenienza. Per ora so solo che questa sorta di "incastellamento" iniziò coi Longobardi e si sviluppò coi maggiormente coi normanni. Ma anche tra le pieghe della Calabria Bizantina si può intravedere l'esistenza di qualche Castrum con tipologia di Motta. Io vorrei cercar di mettere ordine a questi dati in maniera organica. Grato a coloro che mi risponderanno con utili suggerimenti.
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da Fiore
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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 6:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Guiscardo, come abbiamo sopra ricordato, noi del Circolo abbiamo dedicato un Convegno a questo tema ancora poco esplorato delle motte basso-medievali.
Se, infatti, sulle Motte normanne esiste una discreta bibliografia (oltre al lavoro di Decaens citato da Axiopistos Antr., io segnalerei quel bellissimo volume di scritti in onore di Salvatore Tramontana, uscito nel 2004, basilare per la conoscenza dell'età normanna in Italia meridionale, e varie pubblicazioni di scavi e ricerche archeologiche sparse in riviste specializzate), sul fenomeno fiorito in età angiono-aragonese ancora è stato scritto poco.
Gli unici lavori che io conosca sull'argomento, sono la serie di articoli di Maggiorino Iusi su alcuni centri calabresi con la denominazione "Motta", e un lavoro di sintesi sul fenomeno, battezzato dall'autore col termine di "Ammottamento", in cui si trova un censimento delle Motte in Calabria ed un primo tentativo di classificazione tipologica e cronologica.

Nel Convegno dell'estate del 2007 abbiamo invitato proprio il dott. Iusi a parlarci di questo fenomeno in generale in Calabria ed abbiamo inoltre presentato alcuni casi specifici di Motte nella Locride.

Ti sintetizzo alcune conclusioni alle quali sono giunta io personalmente anche in virtù delle mie esperienze di studio dei centri fortificati:

1) la Motta normanna è una fortificazione artificiale che talvolta si impianta anche in luoghi naturalmente "pronti" per così dire, a questa tipologia, come nella maggior parte dei casi in Calabria. In situazioni pianeggianti la Motta è artificiale. Sorge talvolta accanto al centro abitato ma non vi si identifica necessariamente.
Ti invito a leggere nello specifico quanto scritto al proposito da Axiopistos A. in questo topic, più su.

2) In età angioina e aragonese, e ancora fino ai primi decenni dell'impero di Carlo V, dunque nella nostra regione nel periodo viceregnale, si assiste a variazioni onomastiche di centri che, in seguito alla costruzione delle cinte murarie, antepongono al loro nome il predicato "Motta".
E' il caso di Sideroni, diventato Motta Sideroni dopo il 1529 quando viene costruita la cinta muraria (oggetto del II Taccuino di Studi Calabresi, opera di domenico Romeo), o di Jojusa (Gioiosa), che diventa Motta Gioiosa dopo la metà del XV secolo. E' da rilevare che i centri che erano già dotati di una cinta muraria prima di questo periodo, come Roccella, Gerace, Stilo, etc., non assumono l'epiteto di Motta.
Perciò possiamo concludere che la Motta nel basso medioevo e all'inizio dell'Età moderna non è altro che un abitato cinto da mura di nuova edificazione.
Non appena posso, posto i dati bibliografici completi delle opere di Iusi. Wink

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Marilisa Morrone
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Phersu



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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 6:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quindi, potrebbe esser lecito concludere che (nel corso del tempo) l'appellativo toponimico di motta ha mutato di senso, acquisendo il valore generico di "luogo ri-fortificato" al posto di quello, più specifico e antico, di "rilievo semi-artificiale facilmente difendibile"?

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da Fiore
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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 7:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si, in pratica è così anche se piuttosto ha valore di Città forte, e non genericamente di luogo.
Mentre in età precedenti ha valore, come tu dici, più specifico, di fortificazione con "quelle" caratteristiche architettoniche: collinetta artificiale o picco roccioso naturale, eminente sul circondario, coronato da una torre e cinto da palizzata o vallo in muratura e fossato.

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Marilisa Morrone
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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 7:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie della conferma!

Cosa si sa sull'etimologia del termine motta?

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da Fiore
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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 7:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

La questione è un po' controversa, ma pare che sia di origine addirittura pre-romana e abbia significato in origine mucchio di terra, altura, rialzo, e similari.

Certo è che da noi si afferma, come riferita ad una precisa costruzione, in età normanna e quindi venga da area francese.

Devo aggiungere che la Motta normanna ha anche un preciso significato politico, poichè è segno di un'imposizione dei conquistatori; di solito viene affidata ad un funzionario legato da rapporto vassallatico col capo.
Insomma è una sorta di castello signorile.

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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 7:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ecco la citazione completa dei lavori di Iusi sulle Motte.

Maggiorino Iusi, "Le motte. prime considerazioni sugli insediamenti calabresi", in Filologia Antica e Moderna, rivista del Dipartimento di filologia dell’Università della Calabria, XIII, 24, 2003, pp.11-26.

Id., "Le motte in Calabria. Nuove considerazioni e un primo catalogo", in Filologia Antica e Moderna, rivista del Dipartimento di filologia dell’Università della Calabria, XIV, 26, 2004, pp. 5-23.

Id., "La motta di Cosenza", in Filologia Antica e Moderna, rivista del Dipartimento di filologia dell’Università della Calabria, XV, 28, 2005, pp.17-28.

Id., "Di alcune motte calabresi", in Filologia Antica e Moderna, rivista del Dipartimento di filologia dell’Università della Calabria, XVI, (30-31), 2006, pp. 87-104.

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