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Una strada sconosciuta a Gerace ?
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Inviato: Gio Feb 22, 2018 2:39 am    Oggetto: Ads

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da Fiore
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Registrato: 13/01/07 00:48
Messaggi: 1681
Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Sab Nov 22, 2008 11:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

messer giorgio ha scritto:

Sono d'accordo per quanto riguarda il Palazzo della Curia.
Ho riportato il passo del Gemelli solo per far capire a chi ci legge da dove, l'Autore, traeva il suo convincimento.

Infatti caro messere, avete fatto benissimo perchè da ciò si è chiarito un punto essenziale: le fonti è sempre meglio consultarle in originale che interpretate!
Anche la trascrizione del passo di Calceopulo è dubbia: quel verbo ege non è proprio corretto, o meglio non è sciolto. In una fonte coeva, risalente al 1497, c'è un'espressione simile riferita al seggio civico di Grotteria: in Teatro seu agore ubi curia regere solet .
Io prima richiamavo l'attenzione su fatto che la lettura del Gemelli del passo di Calceopulo era eccessiva, estesa a cose che nel passo non ci sono!



Il Prof. Enzo D'Agostino nel suo " Gerace nel XVII secolo " scrive a pag.225-226:

Stando a quanto si ricava dai documenti, tutti quei sindaci operavano con una strumentazione molto elementare ed in strutture ridotte all'essenziale. anche se Salvatore Gemelli sembra individuarne la sede in Piazza del Tocco (118), è dubbio se ci fosse un palazzo municipale ( a Reggio c'era ed era detto "Casa della Città"), che, come la denominazione stessa Piazza del Tocco, non appare mai nella documentazione secentesca, nella quale, invece, si legge puntualmente che gli organismi rappresentativi della città, anche quelli costituiti di poche persone ed anche quando avveniva la presa di possesso (cattura) degli uffici, si riunivano sempre nel convento di S. Francesco, "loco solito et consueto a farsi li parlamenti et consigli et darsi il posesso all'officiali" (119). Un qualche edificio riservato all'Università ci sarà comunque stato, verosimilmente molto piccolo e capace di accogliere soltanto qualche officiale e l'archivio storico della città, giustamente evocato da Carmelo Trasselli (120), mentre le carte correnti venivano conservate presso i detentori degli uffici.

Ho parlato spesso con il prof. D'Agostino di questo problema, ma la fonte 400esca è troppo esplicita per poter essere dubbia, e quell'indicazione Seggio, con il grande arco (la magna janua di Calceopulo) che compare anche in altri centri come seggio e che corrisponde a tante altre descrizioni, mi pare che non lascino dubbi, e il fatto che nel '600 si riunissero a S. Francesco non toglie che ci potesse essere un tocco o seggio come altrove. La casa dell'Università è attestata ovunque nel territorio di Gerace, e, ripeto, è sempre altra cosa rispetto al Seggio-Tocco-Teatrum: basta leggere gli Apprezzi del Gallerani.

Per le porte va detto:
1) le porte sono indicate con il n° 15 e non con il n° 14 ( mi scuso per l'errore)
2) il Pacichelli NON avrebbe indicato, comunque, la Grande Porta. Infatti, ad eccezione di qualche Porta sulla cinta muraria esterna NON indica le altre porte (è il Gemelli che da l'indicazioni con le frecce).
Non indica con il n° 15 la Porta del Sole; Non compaiono del tutto le Porte della Sederia e del Cofino.

Certo, ma io considererei il fatto che non ci possa essere un'altra cerchia muraria in mezzo alla città, anche se, per esempio, a Placanica c'è Rolling Eyes una situazione simile... Brick wall

Comunque concentriamoci su questo topic e grazie per l'interessamento.

Ci mancherebbe altro, caro messere!! Wink
I problemi urbanistici dei centri medievali sono una delle cose più intriganti per un archeologo, poi se si tratta di benedizione Gerace, ancora di più!


Cordialmente, Messe rk01_acavallo Giorgio.

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fethiye



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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 6:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

non saprei, al momento, se possa essere molto o poco importante, ma segnalo che Pacichelli a Gerace non c'è mai stato. Certo, qualcuno deve pur aver fatto il disegno "a volo d'uccello" raffigurante Gerace, e che procede, questo sì, dalla celeberrima opera di Pacichelli "Il Regno di Napoli in Prospettiva": quel "qualcuno" era Francesco Cassiano Da Silva, incisore e disegnatore, ed autore, a sua volta, di un bellissimo Atlante di tutte le coste del Regno di Napoli. Inoltre, nell'altrettanto bello "Immagini di Napoli e del Regno" (A cura di Giosi Amirante e Maria Raffaela Pessolano - Napoli, E.S.I., 2005) vi sono molte delle immagini utilizzate dall'editore del "Regno di Napoli in prospettiva" (perchè, in realtà, Pacichelli a questi diede incarico di integrare con immagini il suo testo) rivedute e corrette. Al momento non ho in disponibilità il volume in questione, ma mi sembra di ricordare che ci fosse anche Gerace (sicuramente c'è Stilo, e vi si notano delle differenze con il disegno contenuto nel testo di Pacichelli). Per chi ne avesse la possibilità forse varrebbe la pena consultarlo, quantomeno per verificare eventuali correzioni rispetto al "Pacichelli".

Saluti.

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messer giorgio



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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 11:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Che il Pacichelli non abbia mai visto Gerace l'avevo letto nel volume sulla Cattedrale prodotto dalla Cassa di Risparmio.
Se non ricordo male credo di aver visto una stampa molto simile a quella del Pacichelli e l'unica cosa che rammento era l'assenza del mare. Ma è un ricordo e come tale deve essere visto.
Il prezioso intervento di Fethiye mi ha spinto a riprendere il citato volume e ho notato una stranezza. Posto l'immagine



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L'immagine che vediamo è la stampa posta sull'astuccio che contiene il volume. Si possono notare, rispetto alla stampa che conosciamo, le seguenti differenze:

1) mancano i numeri all'interno della pianta;
2) mancano i nomi dei luoghi e dei monumenti;
3) manca la Chiesa di Monserrato ( n° 16 )
4) c'è la scritta GERACE nell'ovale.

Onestamente a me da l'idea di un modello predisposto per uso e consumo di chiunque avesse avuto necessità.

E' pensabile che qualcuno si sia preso la briga di cancellare i numeri, i nomi, ecc. ???

Sbaglio nel dire che è strano ??

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fethiye



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MessaggioInviato: Lun Nov 24, 2008 9:22 am    Oggetto: Rispondi citando

Purtroppo, caro Messere, non è affatto strano, nel senso che spesso venivano "falsificati" i disegni manoscritti, figuriamoci quelli a stampa! All'epoca accadeva spesso che i disegni fossero di "proprietà" dei tipografi, piuttosto che dei loro autori. Il trasferimento, ad esempio, di prorpietà da un tipografo ad un altro, comportava anche l'acquisizione, da parte dell'ultimo, dei "rami" tipografici (le matrici), con conseguenti, non infrequenti, interventi apocrifi sulle matrici originali, per "piegarle" alle necessità del momento. Naturalmente ciò non significa che vedute, cartine ecc. non debbano essere considerati documenti attendibili, ma solo che, come nel caso di qualsiasi altro documento redatto in epoche in cui le falsificazioni erano estremamente diffuse in quanto non facilmente disvelabili, occorre sempre ragionarvi "cum grano salis", possibilmente avvalendosi proprio dei confronti, esattamente come hai fatto tu.

Saluti.

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messer giorgio



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MessaggioInviato: Ven Nov 28, 2008 10:33 pm    Oggetto: Rispondi citando


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messer giorgio



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MessaggioInviato: Mer Lug 08, 2009 10:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho ritrovato una foto di qualche anno fa del luogo di cui parlo e quindi la posto Cool


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