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Tipologia delle torri costiere di età vicereale
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:09 am    Oggetto: Ads

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da Fiore
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MessaggioInviato: Dom Gen 28, 2007 12:29 am    Oggetto: Tipologia delle torri costiere di età vicereale Rispondi citando

Nelle torri di avvistamento e difesa che punteggiano il litorale calabrese, c'è una radicale differenziazione tipologica tra quelle di età vicereale: sul litorale tirrenico settentrionale, così come sulla costa campana e lucana, sono quadrangolari, con tipici merli-caditoie; su quello jonico, invece, si trovano quasi esclusivamente torri circolari a base troncoconica. Solo sporadicamente si trovano piccoli fortilizi a pianta quadrangolare o poligonale con bastioncini angolari, per lo più residenze fortificate (Castello Sabatini a Cirò Marina, Torre Melissa, Torre Scifa presso Capocolonna, S. Fili a Stignano). Mi sono sempre chiesta il perchè di tale differenza, anche in considerazione del fatto che quelle joniche sembrano ricalcare antichi modelli già presenti in età medievale.
Mi piacerebbe sentire il parere dei colleghi forumisti.

Saluti
Marilisa
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fethiye



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MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2007 10:41 pm    Oggetto: Tipologia torri costiere Rispondi citando

Cara da Fiore,
sulla tipologia quadrangolare delle torri costiere ioniche, ti segnalo la Torre Scinosa (detta anche più propriamente Coscinosa) a Bovalino, abbattuta dopo il terremoto del 1908 per far posto ad uno slargo da utilizzare per esigenze di protezione civile (ante litteram!).
Sull'argomento vi è una discreta mole documentaria sul sito
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comprensiva di un buon disegno esplicativo e, se ricordo bene, di un'antichissima fotografia di inizio secolo XX.
Saluti,
Fethiye

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GERUTONI



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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 10:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Un'altra Torre quadrangolare si trova a Rocca Imperiale (CS).
GERUTONI
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fethiye



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MessaggioInviato: Ven Dic 26, 2008 11:15 am    Oggetto: Rispondi citando

Un importantissimo manoscritto venuto alla luce in questi ultimi tempi, che ritengo sarà edito non prima di un anno, farà sicuramente chiarezza su moltissimi interrogativi che riguardano il sistema difensivo vicereale basato sulla rete di torri costiere.

Ho avuto il privilegio di esaminarlo interamente e penso di poter trarre una prima considerazione in ordine al quesito posto da da Fiore:
sembrerebbe che alle torri quadrangolari si intendesse assegnare compiti difensivi, oltre che di avvistamento, demandando questo secondo compito a quelle di tipologia troncoconica-circolare.

La considerazione prende spunto da due fattori preminenti:

1) - la distribuzione delle torri quadrangolari è più intensa sul versante tirrenico, senz'altro più "appetibile" a causa della più diffusa presenza di "piazze" importanti (Tropea, Amantea, Scalea su tutte); in ogni caso, le rotte tirreniche erano comunque più battute di quelle joniche da imbarcazioni commerciali (un importante indizio a sostegno di ciò si evince dall'analisi delle carte nautiche cinque-sei-settecentesche, costellate di toponimi sulla costa tirrenica calabrese, pressochè inesistenti su quella jonica);

2) - Le poche torri quadrangolari sul versante jonico sono sempre poste in corrispondenza delle altrettanto poche località "interessanti" per le incursioni piratesche: così Roseto C. Spulico, Corigliano, Crotone (C.Rizzuto), Melissa, Bovalino.

Un discorso a parte, poi, meritano le torri preesistenti al sistema difensivo vicereale, come quelle di Roccella e Pagliopoli, a conformazione cilindrica, sorte per altri scopi ed in tempi appunto diversi.

Qualche dubbio, infine, sull'appartenenza del castello di S.Fili al sistema difensivo, soprattutto a causa della sua relativa posteriorità all'epoca vicereale (la sua edificazione risalirebbe alla metà del sec. XVIII - v. S. Valtieri in "I Borbone e la Calabria", quaderni PAU, 2000), oltre che della vicinanza alla torre costiera (t. di Casamone? t. di S.Fili?) vera e propria.

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Phersu



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MessaggioInviato: Lun Dic 29, 2008 10:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Si tenga inoltre presente che le tipologie costruttive seguivano esigenze formali connesse ai diversi periodi storici, ed alle armi in uso durante gli stessi.

Di solito, nei periodi più antichi le costruzioni erano alte (così gli occupanti potevano sfruttare al meglio la forza di gravità con armi di difesa "a caduta") e squadrate (più semplici e lineari da costruire).

Nei periodi più recenti, l'invenzione delle armi da fuoco rese controproducente il fattore dell'altezza: la difesa piombante non si può esercitare su chi ci spara contro da decine e decine di metri, per non parlare della maggior superificie esposta ai cannoneggiamenti.

Sempre per tale motivo, le superfici curve divennero le predilette perchè, a differenza di quelle piatte, offrivano più possibilità di rimbalzo ai proiettili rendendoli così meno efficaci.

Ricordo infine che una dozzina di anni fa una rivista di grande divulgazione (Bell'Italia) diede notizia che un giovane architetto discusse, come tesi di laurea, una bella ricerca conoscitiva consistente nella schedatura storico-tipologica di tutte le torri costiere d'Italia: ignoro se la cosa abbia poi avuto esito a stampa, ma se occorre cercherò di essere più preciso.

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fethiye



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MessaggioInviato: Lun Dic 29, 2008 12:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Phersu,
Le sarei grato se potesse fornire ulteriori riferimenti sulla citata tesi di laurea.

Peraltro, gli interventi di cui sopra erano riferiti al c.d. sistema di difesa di epoca vicereale: in quest'ottica, ritengo ancora valida la differenziazione in base alla funzione richiesta: difesa o vedetta.
Le sue pregevolissime considerazioni di tecnica costruttiva militare penso, però, che siano più congruamente riferibili alle fortificazioni vere e proprie, in quanto, in riguardo alle torri costiere, è probabilmente vero l'esatto contrario: alle torri circolari, più piccole e strutturalmente meno resistenti (generalmente lo spessore dei muri era ridotto rispetto a quelle quadrangolari, almeno con riferimento alla parte cilindrica superiore) era affidato con ogni probabilità il solo compito di vedetta, mentre le quadre avevano anche funzioni di difesa.

Ovviamente, tali considerazioni non vanno applicate a quelle opere antecedenti al sistema di difesa vicereale (p. es. Pagliopoli o Roccella), di epoca normanna, ancorchè integrate, e non sostituite, nel sistema (si noti che in ambedue i casi citati trattasi di torri cilindriche, ambedue sicuramente precedenti all'uso delle armi da fuoco)

Cordialmente,

Fethiye

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Phersu



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MessaggioInviato: Lun Dic 29, 2008 12:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

fethiye ha scritto:
Gentile Phersu, Le sarei grato se potesse fornire ulteriori riferimenti sulla citata tesi di laurea.

Con Razz piacere!
Chiedo solo un po' di pazienza, e di tempo. Wink


Peraltro, gli interventi di cui sopra erano riferiti al c.d. sistema di difesa di epoca vicereale: in quest'ottica, ritengo ancora valida la differenziazione in base alla funzione richiesta: difesa o vedetta.
Le sue pregevolissime considerazioni di tecnica costruttiva militare penso, però, che siano più congruamente riferibili alle fortificazioni vere e proprie

Esatto, erano considerazioni generiche e generali, e quindi non afferenti in forma diretta alle torri costiere dell'area regnicola, per le quali è del tutto lecito riferirsi a specificità ed usi contingenti che possono (oserei dire, debbono) esser tenuti in maggior conto.

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Phersu



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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 11:13 am    Oggetto: Rispondi citando

Carissimo,
sono stato pessimista! Per una serie di fortunate coincidenze, ho ritrovato subito ciò che cercavo, e volentieri posso fornire subito le informazioni promesse, esponendole cronologicamente.

1) Bell'Italia, n° 42, ottobre 1989, p. 21: un generico articoletto in Notizie dice che, da una non meglio precisata "prima ricerca", è emersa l'assenza di uno studio organico sulle 521 torri costiere italiane, per lo più concentrate nel Meridione, di cui circa un terzo ancora in piedi.

2) Bell'Italia, n° 43, novembre 1989, p. 11: in risposta ad un lettore, la redazione precisa che quanto sopra è dovuto ad una ricerca curata da Piergiorgio Leonardi.

3) Bell'Italia, n° 44, dicembre 1989, p. 6: in risposta ad altro lettore, finalmente la cosa trova miglior esplicazione. Il Dr. Piergiorgio Leonardi era un laureando in Architettura che passò l'estate del 1988 girando, studiando e schedando tutte le 521 torri suddette. In realtà ne scovò esattamente 1019 (di cui 275 risalenti al XVI secolo), e fra esse 328 erano documentate ma scomparse, e altre 170 ridotte a rudere.
Fra le rimanenti, gran parte erano in condizioni discrete o buone, mentre 37 erano molto malridotte ed irrecuperabili, e 44 in condizioni ottime.
Tutto ciò, ovviamente, valeva nel 1988.
Alla data di stampa della notizia, il suo studio era ancora inedito, ma aveva vinto nel 1989 il premio "Tuteliamo l'ambiente" patrocinato da Ford italiana.

4) Bell'Italia, n° 52, agosto 1990, p. 7: tre lettori differenti hanno aggiunto a quanto sopra alcune utili indicazioni sul tema:
- a Milano esisteva alla data un Gruppo di studio delle fortificazioni moderne, che in quei mesi era impegnato nel censimento dei forti della 2ª guerra mondiale presenti in Liguria;
- G. Cosi, per i tipi dell'editore Congedo di Galatina, ha pubblicato un libro su Torri marittime di Terra d'Otranto;
- R. Zanca e S. Mazzarella, per i tipi di Sellerio editore (Palermo), hanno pubblicato un testo analogo dal titolo non precisato, sulle torri costiere in Sicilia.

Purtroppo nulla risultava, all'epoca, per la nostra Embarassed Calabria.

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da Fiore
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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Io aggiungerei un lavoro un po' superato nei contenuti, ma che, tutto sommato, costituisce un buon punto di partenza perchè ha operato un censimento delle torri esistenti lungo le coste del Regno:

Vittorio Faglia, Tipologia delle torri costiere di avvistamento e segnalazione in Calabria Citra e in Calabria Ultra dal XII secolo, Istituto Italiano dei Castelli, Roma 1984.

In questo lavoro ci sono molti particolari che, durante le ricognizioni attuate insieme ai colleghi del Consorzio A.R.S. tra il 1988 e il 1990 lungo le coste del Tirreno Cosentino, non abbiamo riscontrato. Ad esempio si legge in quest'opera che le torri sono collegate visivamente l'una all'altra, ma ciò non è stato riscontrato. Ed altre cose che adesso non ricordo più ma che verificammo in senso negativo.

Lo stesso Faglia ho visto che è autore della voce Torri costiere su Wikipedia. Questi sono i links:

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Marilisa Morrone
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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 11:30 am    Oggetto: Rispondi citando

da Fiore ha scritto:
Ad esempio si legge in quest'opera che le torri sono collegate visivamente l'una all'altra, ma ciò non è stato riscontrato.

Forse era così quando esse vennero erette e restarono operative, mentre oggi fra scempi, manomissioni e rovine un tale continuum ottico può esser venuto meno.

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da Fiore
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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 11:48 am    Oggetto: Rispondi citando

No, anche in zone rimaste incontaminate, non scorgemmo alcuna di questa continuità.
Anche perchè il compito di avvistare doveva essere funzionale a dare l'allarme all'interno e non all'altra torre.
Il funzionamento del sistema è documentato ampiamente negli atti in cui si narrano incursioni piratesche: il torriero o cavallaro avvistava la nave nemica, quindi a cavallo si recava al centro interno (non si dimentichi che specie sulla costa jonica il litorale era deserto) nella cui giurisdizione si trovava la sua torre, per dare l'allarme, e dal castello o dal corpo di guardia scendeva il battaglione per la difesa.
Spesso l'operazione era così lunga che i nemici arrivavano prima del battaglione e questo trovava le campagne, le poche case sparse e l'eventuale fondaco già saccheggiati.


Per quanto riguarda il castelletto di S. Fili, forse mi sono espressa male: esso non faceva parte del sistema propriamente detto, così come il castello Sabatini a Cirò Marina, perchè ambedue erano dimore gentilizie rurali. Però per la loro vicinanza al mare e la loro caratteristica costruttiva dettata proprio da esigenze difensive, di fatto finivano anche per rientrare nel sistema.
Così come la Torre del Convento dei Minimi a Roccella, sorta solo ed esclusivamente per la difesa dei monaci, ed oggi inglobata nelle costruzioni successive, è chiaro che dovette anche essere un punto di forza per il fondaco che si trovava proprio davanti ad essa.

E' un discorso molto interessante ed articolato che merita approfondimenti.

_________________
Marilisa Morrone


L'ultima modifica di da Fiore il Mar Dic 30, 2008 12:27 pm, modificato 1 volta
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Phersu



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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 11:59 am    Oggetto: Rispondi citando

da Fiore ha scritto:
No, anche in zone rimaste incontaminate, non scorgemmo alcuna di questa continuità.
Anche perchè il compito di avvistare doveva essere funzionale a dare l'allarme all'interno e non all'altra torre.

Giusto.
Molto del nostro ragionare odierno sulle funzioni di queste torri è purtroppo influenzato da usi posteriori, specie settecenteschi, dove analoghi torri non sempre costiere svolgevano compiti assimilabili a quello rk01_cornoraduno del telegrafo o del telefono.


Il funzionamento del sistema è documentato ampiamente negli atti in cui si narrano incursioni piratesche: il torriero o cavallaro avvistava la nave nemica, quindi a cavallo si recava al centro interno (non si dimentichi che specie sulla costa jonica il litorale era deserto) nella cui giurisdizione si trovava la sua torre, per dare l'allarme, e dal castello o dal corpo di guardia scendeva il battaglione per la difesa.
Spesso l'operazione era così lunga che i nemici arrivavano prima del battaglione e questo trovava le campagne, le poche case sparse e l'eventuale fondaco già saccheggiati.

Il danno e la beffa, insomma!
Poveracci.


E' un discorso molto interessante ed articolato che merita approfondimenti.

Sì, veramente. Razz

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fethiye



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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 8:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentilissimo Phersu,

grazie per la sua tempestività: mi attiverò immediatamente per trovare gli articoli indicati, anche se, devo dire, come al solito, la poca (e, spesso, cattiva) informazione sulla Calabria e le cose calabresi fanno anche qui capolino: solo per citare qualche testo, infatti, il V. Faglia citato da da Fiore è del 1984, mentre il celeberrimo libro di G. Valente sulle torri costiere calabresi è addirittura del 1972, e, quindi, già in libreria ben prima dell'uscita degli articoli su Bell'Italia di cui sopra che (maliziosamente? superficialmente?) finivano col mettere in risalto la (presunta) mancanza di memoria storica dei calabresi ...
Sarà anche vero in molti casi, ma almeno non in questo!
bah, ormai, come si dice, ci abbiamo fatto il callo, e non ci stupiamo più di tanto...

Piuttosto, la discussione si sta facendo molto interessante, ed il contributo di da Fiore mi stimola ad una riflessione che vorrei sottoporle.

Premesso che, comunque, i contributi del Faglia e di Valente possono essere considerati fondamentali, tuttavia mi paiono molto significative le osservazioni di Marilisa, e su esse ritengo sia il caso di approfondire il discorso.

Anch'io ho scovato qualche inesattezza nel Faglia, p. es. sulla T. del Bianco identificata inappropriatamente con la T. di Bovalino, e qualche omissione in Valente, ma è mio parere che, forse, la verità, come spesso accade, sta nel mezzo:

- se è vero, come è vero, che in alcuni punti del sistema le torri non erano a portatata ottica fra di loro, è altrettanto vero che in molti altri punti lo erano: non si potrebbe quindi dire che il sistema non aveva magari una impostazione strategica rigidamente valida ovunque e da osservare nell'intera costruzione del suo impianto, e che pertanto poteva essere adattata "caso per caso" (o zona per zona) alle peculiari necessità?

- Valente attribuisce ai "cavallari" una funzione diversa da quella suggerita da da Fiore: essi (secondo Valente) erano tenuti a perlustrare il tratto di costa di loro competenza fino al confine delle competenza della torre successiva, ipotizzando, con ciò, uno stretto collegamento fra le torri, in aggiunta al (presunto) sistema "telegrafico" basato sulle segnalazioni visive o sonore: a mio avviso, ciò presupporrebbe un'unitarietà di tattica militare, possibile solo in presenza di una sorta di Comando centrale che impartisse identiche direttive a tutti gli avamposti. Ma se non erro, tranne che nei casi dei grandi eventi bellici, la difesa locale era demandata al potere locale e i poteri locali non sempre (anzi, quasi mai) avevano tra loro rapporti di buon vicinato e patti di mutuo soccorso, nel qual caso la funzione dei torrieri era solo quella di correre ad avvisare il centro fortificato (con la frequente conseguenza dell'intempestività dell'intervento di difesa, giunto a saccheggio avvenuto).

In sostanza ritengo che tutt'e due le casistiche abbiano potuto sussistere contemporaneamente, l'una non escludendo necessariamente l'altra.

Ciò, però, attiene alla constatazione che il sistema difensivo costiero non fu esente da errori (di valutazione, strategici, ecc.): cionondimeno rimane uno straordinario "monumento" su cui varrebbe la pena di riflettere adeguatamente, e la discussione improvvisamente riaccesasi sul forum mi pare proprio vada nella direzione giusta.

Che ne pensate?

Saluti,

Pino

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messer giorgio



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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 9:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se può servire, in La descrittione del Regno di Napoli di Scipione Mazzella Napoli 1601 (ristampa anastatica Forni Editore), vengono riportati, Provincia per provincia, i nomi de

Castella e Torri che guardano la presente provintia di Calavria Citra
(e tutte le altre)

è solo indicato il nome ed il luogo, non viene indicata la tipologia.

Il volume, naturalmente, è a disposizione degli amici del forum.

Cordialmente, Messer Trilly-160-icon_santa Giorgio.

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Cordialmente, Messer rk01_acavallo Giorgio.

Chi riconosce il valor altrui, accresce il proprio. (V. Zangara)
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Phersu



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MessaggioInviato: Sab Gen 03, 2009 9:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Caro Messere, mi hai preceduto sul tempo!
Beh, quanto meno adesso le copie del Mazzella a disposizione del forum sono rk01_accordo due!
fethiye ha scritto:
Gentilissimo Phersu, grazie per la sua tempestività:

Grazie a te (possiamo darci del tu, spero)! É stato davvero per caso che ho subito identificato, fra le centinaia di copie ormai edite dalla rivista, quella "giusta".

mi attiverò immediatamente per trovare gli articoli indicati, anche se, devo dire, come al solito, la poca (e, spesso, cattiva) informazione sulla Calabria e le cose calabresi fanno anche qui capolino: solo per citare qualche testo, infatti, il V. Faglia citato da da Fiore è del 1984, mentre il celeberrimo libro di G. Valente sulle torri costiere calabresi è addirittura del 1972, e, quindi, già in libreria ben prima dell'uscita degli articoli su Bell'Italia di cui sopra che (maliziosamente? superficialmente?) finivano col mettere in risalto la (presunta) mancanza di memoria storica dei calabresi ...

Non sta al guardiano di molossi spezzar rk01_cavalchiamo lance in favore di alcuno, ma per amor di precisione credo che Wink nè quella rivista, nè i lettori di cui ha pubblicato scritti, abbiano mai parlato a sfavore di singole zone d'Italia.

- se è vero, come è vero, che in alcuni punti del sistema le torri non erano a portatata ottica fra di loro, è altrettanto vero che in molti altri punti lo erano: non si potrebbe quindi dire che il sistema non aveva magari una impostazione strategica rigidamente valida ovunque e da osservare nell'intera costruzione del suo impianto, e che pertanto poteva essere adattata "caso per caso" (o zona per zona) alle peculiari necessità?

L'ipotesi è plausibile.
Soprattutto alla luce di questo tuo ragionamento ulteriore, che prende atto di una situazione oggettiva:


se non erro, tranne che nei casi dei grandi eventi bellici, la difesa locale era demandata al potere locale e i poteri locali non sempre (anzi, quasi mai) avevano tra loro rapporti di buon vicinato e patti di mutuo soccorso,

Ciò, però, attiene alla constatazione che il sistema difensivo costiero non fu esente da errori (di valutazione, strategici, ecc.): cionondimeno rimane uno straordinario "monumento" su cui varrebbe la pena di riflettere adeguatamente

Certamente! Razz

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