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Il suffeudo in Calabria e nella Diocesi di Gerace
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:34 am    Oggetto: Ads

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da Fiore
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MessaggioInviato: Mar Giu 30, 2009 2:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Insomma è come se la città fosse feudataria con il potere di creare vassalli a sua volta...
incredibile... Shocked

Penso che ancora ci sia tanto da studiare in questa materia!

Chissà cosa accadeva nel territorio di Cosenza, città regia per eccellenza!

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Marilisa Morrone
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Abate Correale



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MessaggioInviato: Mar Giu 30, 2009 2:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cari amici, nel precedente post ho volutamente escluso Stilo, dalla lista dei suffeudi nella Locride, poiché mi sembra un caso troppo particolare per la sua storia. Metodologicamente dunque mi concentrerei anzitutto sulla Locride e la diocesi di Gerace (Stilo come sapete faceva parte della diocesi di Squillace). Una zona che bene o male ha una sua unità storico-culturale e che in generale conosciamo bene un po tutti.

Riallacciandomi alle mie precedenti ipotesi direi comunque di partire dall'inizio e possibilmente dai documenti:

1) Quando nacque questo istituto giuridico? Mi sembra che tutti concordassimo sul fatto che risalga ad epoca medievale. Epoca in cui trovò forse il suo massimo sviluppo per poi decadere in età moderna.

2) Perché nacque?

3) Perché andò in disuso?

4) I documenti. Anzitutto i relevi già vagliati dal Pellicano Castagna a Napoli. Servirebbe poi qualche apprezzo medievale o della primissima età moderna, come ad esempio quello pubblicato dal nostro amico Vincenzo Naymo, per i feudi Carafa.

I successivi secoli sembrano aver dimenticato tali suffeudi negli apprezzi. Ad esempio nel catasto di Gerace non si nominano i suffeudi ma questi vengono indicati semplicemente come terreni in dette località.

Come mai?

E' possibile secondo voi ipotizzare una sorta di abolizione giuridica dell'istituto del suffeudo?

Nell'onciario di Grotteria sono riportati?

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Licofoli
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MessaggioInviato: Ven Lug 03, 2009 11:06 am    Oggetto: Rispondi citando

Cerco di rispondere ad alcuni interrogativi posti dall'Abate Correale.

Dai documenti che ho studiato finora posso affermare che, almeno limitatamente alla Calabria i suffeudi, in quanto tali, non furono altro che feudi medievali veri e propri, però disabitati, i quali, con il consolidarsi del potere feudale nei vari centri abitati, furono declassati a suffeudi, in quanto risultava inaccettabile per il feudatario la presenza di vere e proprie enclaves nei loro territori che, in quanto tali rimanevano fuori del loro controllo (Si pensi che i titolari di questi suffeudi vivevano nello stesso centro in cui il feudatario esercitava la sua giurisdizione: era dunque anche un problema di prestigio).

Ancora durante la seconda metà del Quattrocento numerosi dei Suffeudi della Locride risultavano feudi in capite curie la cui assegnazione dipendeva dal sovrano e non dal feudatario, (Tarsia, Pisana, ecc.). Il processo di trasformazione, a mio giudizio, avvenne nel corso del Cinquecento, a causa della pressione esercitata dai feudatari.

Inizialmente si cominciò a richiedere l'assenso del locale feudatario solo dopo l'avvenuta concessione sovrana, successivamente avvenne il contrario, cioè fu il feudatario a concedere il suffeudo ed il sovrano a confermare la concessione. E' da questo momento che si può effettivamente parlare di suffeudi e non più di feudi.

Vi sono poi suffeudi più recenti che si sono formati in età moderna come scorporamenti di feudi o suffeudi più grandi ed hanno assunto il nome della località dove si trovava ill corpo feudale scorporato. Tutto ciò si verificò prevalentemente a causa della vendita di queste porzioni. Un esempio concreto può essere rappresentato dal suffeudo di Poligori scorporato da quello della Galea: un membro feudale della Galea che si trovava in contrada Poligori divenne il suffeudo di Poligori dopo essere stato smembrato dalla Galea.

I suffeudi tramontarono soltanto con l'abolizione della feudalità, avvenuta nel 1806. Finché non fu abolito il feudalesimo, dunque, il suffeudo rimase in auge e prosperò non conoscendo crisi.

Il fatto poi che i suffeudi non siano menzionati nei catasti è legato alla natura feudale, e dunque non burgensatica di tali beni. In altri termini non si trattava di proprietà privata pertinente al titolare, su cui pagare un'imposta catastale, ma costituivano un bene ottenuto dietro concessione sovrana o del feudatario che, comunque, rimaneva di titolarità del concedente (il possesso di un è cosa diversa dalla proprietà). I suffeudi, dunque, non erano beni che si potevano includere nel catasto.

La coincidenza dei nomi di località simili a quelli dei suffeudi non deve stupire. Accanto ad appezzamenti di natura suffeudale si ritrovavano appezzamenti di natura burgensatica accomunati dall'avere lo stesso nome.

Saluti

L.

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messer giorgio



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MessaggioInviato: Sab Lug 04, 2009 9:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Licofoli ha scritto:

Il fatto poi che i suffeudi non siano menzionati nei catasti è legato alla natura feudale, e dunque non burgensatica di tali beni. In altri termini non si trattava di proprietà privata pertinente al titolare, su cui pagare un'imposta catastale, ma costituivano un bene ottenuto dietro concessione sovrana o del feudatario che, comunque, rimaneva di titolarità del concedente (il possesso di un è cosa diversa dalla proprietà). I suffeudi, dunque, non erano beni che si potevano includere nel catasto.


... quindi i Suffeudari erano come degli affittuari. Avevano solo lo sfruttamento del suffeudo.
.....e visto che erano possessori e non proprietari non potevano disporre per una eventuale vendita ad altro Suffeudatario senza consenso del Feudatario o del Sovrano, quali concedenti.
Ho capito bene Confused

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messer giorgio



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MessaggioInviato: Dom Lug 05, 2009 10:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Licofoli ha scritto:
Il fatto poi che i suffeudi non siano menzionati nei catasti è legato alla natura feudale, e dunque non burgensatica di tali beni. In altri termini non si trattava di proprietà privata pertinente al titolare, su cui pagare un'imposta catastale, ma costituivano un bene ottenuto dietro concessione sovrana o del feudatario che, comunque, rimaneva di titolarità del concedente (il possesso di un è cosa diversa dalla proprietà). I suffeudi, dunque, non erano beni che si potevano includere nel catasto.


Dal Il catasto onciario di Gerace (1742) di V. Cataldo pagg. 315 e 316

Citazione:
Dr. D. Agostino Sergio di Gerace [già inserito] possiede un membro feudale di madama Timola nel territorio di questa Città in loco detto Baldary, giusta li beni di D. Antonio e D. Francesco Malarby, ed il fiume Noviti consistente in tumulate 80 in circa, che disse soggiacere alle spese dell'Adoja all'Ill.re Marchese di S. Giorgio e la rendita solmonta a ducati 15 e grana 90.
Più tiene pecore e capre, stirpe n°120 che disse servire in fruttione Feudi supradecti.
Più bove d'aratro n° 4 che disse servire per istruttione Feudi supradecti.

D. Ferdinando Spina di Gerace [già inserito] in nome e parte di D. Gennaro suo fratello che risiede a Napoli possiede nel territorio di questa Città in loco detto Magolà e Santo Cono, e nelle vicinanze del Casale d'Antonimina 3 Corpi feudali della fu Madama Timola, consistentino in terra aratoria ed albostrata che comprende l'Adoja all'Ill.e Marchese di S. Giorgio stimata la rendita per annui ducati 21 e grana 80.

D. Ilario Asciutti [residente nell'Università] di Castelvetere possiede in questo territorio di Gerace in fondo feudale di tumolate 90 di terra parte montuosa e vitata col peso di annui ducati 5 che corrisponde all'Ill.mo Principe di questa Città per causa d'adoja stimata la sua rendita per annui ducati 50.

D. Gennaro Avitabile Ramirez [vedi fuoco successivo] rivela di possedere in questo territorio un comprensorio di terre albostrato, e seminante con case dentro in loco detto Modi e Santo Paolo di moggia 200 in circa che li descrive Feudale a tenere di molti Provisioni, e scritture della Regia Amministrazione, che stanno inserite nel suo rivelo, e discussione, benchè li pesi che tiene al pubblico asseriscono la rendita stimata la rendita per annui docati 90.

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Licofoli
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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 12:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio Messer Giorgio che con le sue citazioni dell'onciario geracese, solo apparentemente in contraddizione con quanto ho scritto, mi consentono di dimostrare ancora meglio la validità del discorso fatto in precedenza.

E' vero che nel catasto di Gerace sono menzionati quattro suffeudi, ma al lettore attento non sfuggirà che essi nel catasto non vengono tassati ma solo nominati, anzi per tre di essi si menziona il pagamento dell'adoa da parte dei possessori. La presenza dell'adoa, la tassa sui feudi, taglia la testa al toro, dimostrando che si trattava di beni feudali, dunque non accatastabili.

Ma perché allora vengono comunque menzionati nel catasto?

In tutti e quattro i casi, a scanso di equivoci, i titolari dichiarano la natura suffeudale di questi beni proprio per evitare che vengano erroneamente accatastati a nome loro; i titolari, insomma, si "buttano avanti" per evitare che gli estensori possano commettere errori a loro danno. Tre su quattro dichiarano pure di pagare l'adoa al marchese di San Giorgio, feudatario nella cui giurisdizione ricadevano i suffeudi.

Era del resto naturale per i proprietari di terre che nell'attuazione delle rivele, qualcuno menzionasse pure i suffeudi per distinguerli dalla propria proprietà privata ed evitare confusione fra questa e i possessi feudali.

Non tragga dunque in inganno la citazione di qualche suffeudo negli onciari. Un vero suffeudo non sarebbe mai stato tassato.

Saluti

L.

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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 9:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio Messer Giorgio per aver postato ciò che io ricordavo di aver visto e Licofoli per le sue spiegazioni.

Effettivamente sembra proprio che i beni vengano dichiarati feudali per non pagare le tasse catastali anche se la rendita viene lo stesso stimata.

Per essere sicuri di ciò bisognerebbe visionare la collettiva e valutare se tra le rendite tassate ci sono anche i corpi feudali smembrati. Madama Timola (o Zimola) infatti se notate è divisa 1/4 ad Agostino Sergio e 3/4 a Ferdinando Spina. Anche questo smembramento, a mio avviso, andrebbe ben compreso giuridicamente.

Le citate persone comunque non sono inserite nella collettiva (ignoro il perché). Le ho cercate più volte ma non le trovo. Voi le vedete?

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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 10:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Giova aggiungere ancora che almeno i primi due corpi feudali, sebbene siti nel territorio geracese, erano corpi feudali di Madama Timola, noto suffeudo del territorio di Siderno; non per nulla, infatti, l'adoa veniva pagata ai marchesi di San Giorgio (e baroni di Siderno) i Milano Franco D'Aragona.

Aggiungo che, non si piò escludere da parte dei privati eventuali tentativi per far passare come suffeudali beni burgensatici per evitare la tassazione catastale, così come ci potevano essere forzature anche da parte dei funzionari statali i quali avevano tutto l'interesse a far passare per burgensatici territori effettivamente feudali.

Aggiungo infine che talvolta la natura di tali corpi con i secoli poteva anche variare da feudale a burgensatica su richiesta degli interessati.

In ogni modo, ripeto, sono eccezioni che confermano la regola.

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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 2:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi pare di capire che la tassazione conseguente all'accatastamento sia più onerosa dall'adoa da versare alla camera feudale. O non è così? Il suffeudo è quindi davvero una proprietà privilegiata, a livello fiscale?

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MessaggioInviato: Mar Lug 07, 2009 3:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Effettivamente era così.

L'adoa in genere, rispetto alle considerevoli dimensioni dei feudi e dei suffeudi, era piuttosto contenuta.

Ciò rendeva in effetti ambiti i suffeudi...

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MessaggioInviato: Mer Lug 08, 2009 1:54 am    Oggetto: Rispondi citando

Questo spunto porterebbe a una interessante discussione sul sistema fiscale napoletano in Antico Regime, e sulla definizione precisa, a proposito, della consistenza e dei limiti del concetto di "privilegio". Per esempio se è vero che l'adoa è contenuta come imposta rispetto all'estensione dei feudi, qual'era il peso realativo delle tasse di rilevio che gravavano su feudatari e suffeudatari in sede di successione?

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Giovanni Grimaldi



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MessaggioInviato: Gio Nov 05, 2009 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Licofoli ha scritto:
Gentili amici,

mi piacerebbe riprendere questo argomento con coloro che tra di voi sono serenamente interessati alla meteria dei suffeudi.

L'obiettivo di un censimento di queste entità di natura feudale per l'intera regione, e dei loro rispettivi intestatari, costituirebbe un primo punto fermo nel tentativo di realizzare, in primis, una mappa suffeudale della regione e, in seconda istanza, di sondare, a livelo economico e sociale, il ruolo di questi corpi feudali nella regione.

Ripercorrendo le pagine di questo topic sarebbe già possibile stilare una piccola lista di suffeudi e di loro rispettivi titolari.

Lascio questo privilegio ad uno di voi, riservandomi di intervenire ad integrandum, cosa del resto che, ovviamente, può liberamente fare chiunque sia interessato a collaborare.

Vogliamo dunque cominciare dai dati nudi e crudi - suffeudo e titolare - per poi discutere successivamente di cose più complesse?

Licofoli


Egregio professore,

a che punto è questa sua interessantissima iniziativa?

Ho letto degli interventi dell'amico Scinuso e dell'Abate ma avete stilato un qualche sorta di elenco più articolato?

Cordiali saluti,

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Giovanni Grimaldi

"Ricordate le gesta compiute dai nostri padri ai loro tempi e ne trarrete gloria insigne e nome eterno."

(Maccabei, Libr. 1, cap. 2, v. 51)
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Licofoli
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MessaggioInviato: Ven Nov 06, 2009 5:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

La discussione si è arenata, probabilmente per carenza di interesse da parte degli utenti, anche se un primo tentativo di inventariazione sarebbe possibile.

L.

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Giovanni Grimaldi



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MessaggioInviato: Dom Nov 08, 2009 11:45 am    Oggetto: Rispondi citando

Gentile professore,

siamo già in due che potrebbero occuparsi di questo tema no?

Ci fornisca questo suo elenco e magari altri saranno stimolati a contribuire?
Io, per i miei modesti mezzi, vedrò come magari potrò contribuire.

Cordiali saluti

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Giovanni Grimaldi

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Licofoli
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MessaggioInviato: Gio Nov 26, 2009 5:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'idea di un censimento dei suffeudi calabresi, peraltro non difficilmente realizzabile, è di certo stimolante e ricca di prospettive.

Nelle pagine precedenti se non ricordo male è già presente una prima lista. Invito l'amico Scinuso a riproporre quella aggiornata da lui postata a pagina 4 di questo topic e, di seguito, tenterò di aggiungere qualche novità emersa di recente.

Saluti

L.

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