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Il suffeudo in Calabria e nella Diocesi di Gerace
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:24 am    Oggetto: Ads

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Scinuso



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MessaggioInviato: Gio Nov 26, 2009 10:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Detto fatto. La lista riguarda, naturalmente, solo la Diocesi di Gerace.

Scinuso ha scritto:
Caro Licofoli,

lodo l'iniziativa.

Procediamo passo passo.

Io terrei come riferimento la panoramica di PC.

Eccola:

In territorio di Stilo: ARCAMONE, delle famiglie Riggitano e Salerno; COLICESTRA, delle famiglie Bonelli, Presterà e Gagliardi; SALESI, della famiglia Crea; GRILLO o SANFILI, presso Stignano, della famiglia Carnovale.
In territorio di Castelvetere: CALDERONE, detto anche Ambato e Anto, delle famiglie Calderone, Spagnolo, De Fiore e Musco; SANT'ALESSANDRO o LANDOLFO (già feudo quinternato), delle famiglie Lucifero, Terza, Hyeraci, Lucano e Castagna; PISANA, della famiglia Arcadi; CAPOZZA, della famiglia Cricelli; TERZA (sezione del feudo S. Alessandro), delle famiglie Falletti e Strati; CATONIZZA o FONTE, della famiglia Fonte; ADRIANO o MONGO, della famiglia Ajossa dal 1490; ADRIANO (altra sezione), della famiglia Musco; CACCAMO o SERROLINA, delle famiglie Nicosia e Teotino; TARSIA, delle famiglie Siscara, Di Capua e Asciutti (1691).
In territorio di Roccella: DOMOLA', delle famiglie Arcadi, Manfrè e Hyeraci; ROCCHETTA, della famiglia Pasqualino.
In territorio di Martone: POLLIGORI, delle famiglie D'Aragona de Ajerbe, Macedonio e Asciutti.
In territorio di Gioiosa: MARATA' e CIRCHETTO, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares; PANAJA e DONNADOPPIDO, delle famiglie Deodino, Linares, Mazza e Pellicano (1754); ANNITA, delle famiglie Condercuri, Hyeraci (1614) e Pellicano; GALEA, delle famiglie Romano, Striveri, Cicala, D'Aragona de Ajerbe, Hyeraci, Passarelli, e poi del principe di Roccella.
In territorio di Grotteria e Siderno: MADAMAGILLA e GARGANO, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares; PIRGO e MELOCHIA, delle famiglie Santacroce e Correale Santacroce; SANT'ANNA, della famiglia Capogreco.
In territorio di Gerace: MADAMAZIMOLA, delle famiglie Sacco, Vento e Spina; MODI, delle famiglie Ramirez, Contestabile e Avitabile.
In territorio di Brancaleone: GALATI, delle famiglie Genoese e Filocamo, da Reggio.


Con le integrazioni già rilevate desunte da VINCENZO NAYMO, Uno stato feudale nella Calabria del Cinquecento. La Platea di Giovanni Battista Carafa Marchese di Castelvetere e Conte di Grotteria (1534), Gioiosa Jonica 2004, Corab ed., pp. XXIII e ss.:

Marchesato di Castelvetere- Feudo di Roccella.
Tabella dei feudi e suffeudi rilevati nel 1534.

Ropala (di Vincenzo Fonte)
Rivittone alias Lisara (di Giovanni Francesco Fonte)
Judica (di Saladino Teotino)
San Giorgio (di Francesco Teotino)
Driano (di Ottaviano Romano)
Ambato (di Baldassarre Calderone)
Alta (di Badassarre Calderone)
Capoza (di Giovanni Battista de MAyo)
S.Alessandro alias Crisi (di Antonello Terza)
Sprigliano e Picarella (di Nicola Giovanni Caccamo)
Tarsia (di Lorenzo Siscar)
Pisana (Lorenzo Siscar)


Contea di Grotteria- Feudi di Motta Gioiosa e Motta Sideroni
Tabella dei feudi e suffeudi rilevati nel 1534

Molochea (Agostino Santacroce)
Donna D'Oppido (Nicola Giovanni Teotino)
Galgano (Antonio Linares)
Madama Gigla (Antonio Linares)
Madama Timirla (Gaspare del Sacco)
Abate Enrico (Agazio Striveri)
Surrenti (Agazio Striveri)

Allo stato penso che questa sia la conoscenza che si ha della situazione.

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Scinuso
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carnelevario



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MessaggioInviato: Gio Nov 26, 2009 11:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Lobstein nel suo ultimo "La Città di Stilo ecc." assegna la signoria del suffeudo Arcamone seu Salesi a Don Tiberio Carnevale di quella città, ma non riporta indicazioni di tempo. Ciò nonostante, Tiberio visse nella metà del '500.

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Alberto Mario Carnevale
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Licofoli
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MessaggioInviato: Ven Nov 27, 2009 4:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ed ecco la lista aggiornata dove possibile


In territorio di Stilo:
ARCAMONE, delle famiglie Riggitano e Salerno;
COLICESTRA, delle famiglie Bonelli, Presterà e Gagliardi;
SALESI, della famiglia Crea;
GRILLO o SANFILI, presso Stignano, della famiglia Carnovale.

In territorio di Castelvetere:
AMBATO, detto anche Calderono, delle famiglie Calderone, Spagnolo, De Fiore e Musco;
ANTO, detto anche Calderono, delle famiglie Calderone, Spagnolo, De Fiore e Musco;
SANT'ALESSANDRO o LANDOLFO (già feudo quinternato), delle famiglie Lucifero, Terza, Hyeraci, Lucano e Castagna;
PISANA, delle famiglie Siscar (1534) e Arcadi;
CAPOZZA, delle famiglie de Mayo (1534) e Cricelli;
TERZA (sezione del feudo S. Alessandro), delle famiglie Terza (1534), Falletti e Strati;
CATONIZZA o FONTE, della famiglia Fonte;
ADRIANO o MONGO, della famiglia Ajossa dal 1490;
ADRIANO (altra sezione), della famiglia Musco;
TARSIA, delle famiglie Siscara, Di Capua e Asciutti (1691).
ROPALA, di Vincenzo Fonte nel 1534;
JUDICA, di Saladino Teotino nel 1534;
DRIANO, di Ottaviano Romano nel 1534

In territorio di Roccella:
DOMOLA', delle famiglie Arcadi, Manfrè e Hyeraci;
ROCCHETTA, della famiglia Pasqualino.
SAN GIORGIO, di Francesco Teotino nel 1534;
CACCAMO o SERROLINA, delle famiglie (Caccamo?) Nicosia e Teotino;
SPRIGLIANO e PICARELLA, della famiglia Caccamo nel 1534;
RIVITTONE ALIAS LISARA , di Giovanni Francesco Fonte nel 1534 ed Englen

In territorio di Grotteria:
POLIGORI, (smembrato dalla Galea) delle famiglie D'Aragona de Ajerbe, Macedonio e Asciutti, sito presso Martone, casale di Grotteria.
CASTANEA, detenuto direttamente dai Carafa.
CUZZOCHIERI, detenuto direttamente dai Carafa.
ABATE HERRICO, delle famiglie Romano, Striveri.
SURRENTI, delle famiglie Romano, Striveri.
SANT'ANNA, della famiglia Capogreco da Gerace.
PIRGO, delle famiglie Santacroce e Correale Santacroce.
MADAMAZIMOLA, delle famiglie Sacco, Vento e Spina da Gerace.

In territorio di Gioiosa:
MARATA', infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
CIRCHETTO, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
CALLUPI, già membro di Ragusia, dei Caracciolo Rossi, Teotino, Scaglione;
DONNADOPPIDO seu PANAJA, gia feudo in capite curiae, delle famiglie Deodino, Linares, Mazza e Pellicano Spina (1754);
ANNITA, delle famiglie Condercuri, Hyeraci (1614) e Pellicano Barletta;
GALEA, delle famiglie Romano, Striveri, Cicala, D'Aragona de Ajerbe, Hyeraci, Passarelli, poi del principe di Roccella e da questi al barone Jaume.

In territorio di Siderno, già Grotteria:
MADAMAGILLA, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
GARGANO, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
MELOCHIA, delle famiglie Santacroce e Correale Santacroce;

In territorio di Gerace:
MODI, delle famiglie Ramirez, Contestabile e Avitabile.

In territorio di Brancaleone:
GALATI, delle famiglie Genoese e Filocamo, da Reggio.


Come vedete oltre all'integrazione dei dati che ho individuato attraverso la platea del 1534 vi sono anche altri suffeudi attestati dalle fonti. Ho provveduto anche ad effeuttuare una più precisa redistribuzione dei suffeudi all'interno del territorio dei vari centri. Il quadro, per l'area della Locride non è ancora completo, ma siamo a buon punto. Mi riservo di integrare ancora questa lista.

Nota: alcuni dei suffeudi citati da M. Pellicano Castagna con due nomi diversi risultavano frutto di accorpamenti di suffeudi ben distinti. Ho preferito citarli separatamente (dove ero a canoscenza della cosa), giacché l'accorpamento è stato determinato esclusivamente dal fatto che a detenerli era la stessa famiglia.

Saluti

V. Naymo

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Scinuso



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MessaggioInviato: Ven Nov 27, 2009 8:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille a Vincenzo per il quadro, davvero prezioso, che ci ha offerto. A breve qualche riflessione.

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Scinuso
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MessaggioInviato: Ven Nov 27, 2009 10:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Licofoli ha scritto:
Ed ecco la lista aggiornata dove possibile


In territorio di Stilo:
ARCAMONE, delle famiglie Riggitano e Salerno;
COLICESTRA, delle famiglie Bonelli, Presterà e Gagliardi;
SALESI, della famiglia Crea;
GRILLO o SANFILI, presso Stignano, della famiglia Carnovale.

In territorio di Castelvetere:
AMBATO, detto anche Calderono, delle famiglie Calderone, Spagnolo, De Fiore e Musco;
ANTO, detto anche Calderono, delle famiglie Calderone, Spagnolo, De Fiore e Musco;
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PISANA, delle famiglie Siscar (1534) e Arcadi;
CAPOZZA, delle famiglie de Mayo (1534) e Cricelli;
TERZA (sezione del feudo S. Alessandro), delle famiglie Terza (1534), Falletti e Strati;
CATONIZZA o FONTE, della famiglia Fonte;
ADRIANO o MONGO, della famiglia Ajossa dal 1490;
ADRIANO (altra sezione), della famiglia Musco;
TARSIA, delle famiglie Siscara, Di Capua e Asciutti (1691).
ROPALA, di Vincenzo Fonte nel 1534;
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In territorio di Roccella:
DOMOLA', delle famiglie Arcadi, Manfrè e Hyeraci;
ROCCHETTA, della famiglia Pasqualino.
SAN GIORGIO, di Francesco Teotino nel 1534;
CACCAMO o SERROLINA, delle famiglie (Caccamo?) Nicosia e Teotino;
SPRIGLIANO e PICARELLA, della famiglia Caccamo nel 1534;
RIVITTONE ALIAS LISARA , di Giovanni Francesco Fonte nel 1534 ed Englen

In territorio di Grotteria:
POLIGORI, (smembrato dalla Galea) delle famiglie D'Aragona de Ajerbe, Macedonio e Asciutti, sito presso Martone, casale di Grotteria.
CASTANEA, detenuto direttamente dai Carafa.
CUZZOCHIERI, detenuto direttamente dai Carafa.
ABATE HERRICO, delle famiglie Romano, Striveri.
SURRENTI, delle famiglie Romano, Striveri.
SANT'ANNA, della famiglia Capogreco da Gerace.
PIRGO, delle famiglie Santacroce e Correale Santacroce.

In territorio di Gioiosa:
MARATA', infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
CIRCHETTO, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
CALLUPI, già membro di Ragusia, dei Caracciolo Rossi, Teotino, Scaglione;
DONNADOPPIDO seu PANAJA, gia feudo in capite curiae, delle famiglie Deodino, Linares, Mazza e Pellicano Spina (1754);
ANNITA, delle famiglie Condercuri, Hyeraci (1614) e Pellicano Barletta;
GALEA, delle famiglie Romano, Striveri, Cicala, D'Aragona de Ajerbe, Hyeraci, Passarelli, poi del principe di Roccella e da questi al barone Jaume.

In territorio di Siderno, già Grotteria:
MADAMAGILLA, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
GARGANO, infeudato nel 1458 alla famiglia Linares;
MELOCHIA, delle famiglie Santacroce e Correale Santacroce;
MADAMAZIMOLA o TIMOLA, delle famiglie Sacco, Vento e Spina da Gerace. Il feudo possedeva dipendenze in Gerace.

In territorio di Gerace:
MODI, delle famiglie Ramirez, Contestabile e Avitabile.

In territorio di Brancaleone:
GALATI, delle famiglie Genoese e Filocamo, da Reggio.


Come vedete oltre all'integrazione dei dati che ho individuato attraverso la platea del 1534 vi sono anche altri suffeudi attestati dalle fonti. Ho provveduto anche ad effeuttuare una più precisa redistribuzione dei suffeudi all'interno del territorio dei vari centri. Il quadro, per l'area della Locride non è ancora completo, ma siamo a buon punto. Mi riservo di integrare ancora questa lista.

Nota: alcuni dei suffeudi citati da M. Pellicano Castagna con due nomi diversi risultavano frutto di accorpamenti di suffeudi ben distinti. Ho preferito citarli separatamente (dove ero a canoscenza della cosa), giacché l'accorpamento è stato determinato esclusivamente dal fatto che a detenerli era la stessa famiglia.

Saluti

V. Naymo


In territorio di Gerace - Siderno:

MADAMA TIMOLA o MADAMA ZIMOLA
della Famiglia Vento (sec. XVI) poi Spina Vento (sec. XVIII)

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"A faticosa impresa assai per tempo" (F. Petrarca, Canzoniere, 119, 12)
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messer giorgio



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MessaggioInviato: Ven Nov 27, 2009 10:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

messer giorgio ha scritto:
Licofoli ha scritto:
Il fatto poi che i suffeudi non siano menzionati nei catasti è legato alla natura feudale, e dunque non burgensatica di tali beni. In altri termini non si trattava di proprietà privata pertinente al titolare, su cui pagare un'imposta catastale, ma costituivano un bene ottenuto dietro concessione sovrana o del feudatario che, comunque, rimaneva di titolarità del concedente (il possesso di un è cosa diversa dalla proprietà). I suffeudi, dunque, non erano beni che si potevano includere nel catasto.


Dal Il catasto onciario di Gerace (1742) di V. Cataldo pagg. 315 e 316

Citazione:
Dr. D. Agostino Sergio di Gerace [già inserito] possiede un membro feudale di madama Timola nel territorio di questa Città in loco detto Baldary, giusta li beni di D. Antonio e D. Francesco Malarby, ed il fiume Noviti consistente in tumulate 80 in circa, che disse soggiacere alle spese dell'Adoja all'Ill.re Marchese di S. Giorgio e la rendita solmonta a ducati 15 e grana 90.
Più tiene pecore e capre, stirpe n°120 che disse servire in fruttione Feudi supradecti.
Più bove d'aratro n° 4 che disse servire per istruttione Feudi supradecti.

D. Ferdinando Spina di Gerace [già inserito] in nome e parte di D. Gennaro suo fratello che risiede a Napoli possiede nel territorio di questa Città in loco detto Magolà e Santo Cono, e nelle vicinanze del Casale d'Antonimina 3 Corpi feudali della fu Madama Timola, consistentino in terra aratoria ed albostrata che comprende l'Adoja all'Ill.e Marchese di S. Giorgio stimata la rendita per annui ducati 21 e grana 80.

D. Ilario Asciutti [residente nell'Università] di Castelvetere possiede in questo territorio di Gerace in fondo feudale di tumolate 90 di terra parte montuosa e vitata col peso di annui ducati 5 che corrisponde all'Ill.mo Principe di questa Città per causa d'adoja stimata la sua rendita per annui ducati 50.

D. Gennaro Avitabile Ramirez [vedi fuoco successivo] rivela di possedere in questo territorio un comprensorio di terre albostrato, e seminante con case dentro in loco detto Modi e Santo Paolo di moggia 200 in circa che li descrive Feudale a tenere di molti Provisioni, e scritture della Regia Amministrazione, che stanno inserite nel suo rivelo, e discussione, benchè li pesi che tiene al pubblico asseriscono la rendita stimata la rendita per annui docati 90.


Riporto quanto già postato per meglio comprendere i luoghi.

Madamazimola, nell'elenco di Licofoli, è in territorio di Grotteria.

Madama Timola è lo stesso luogo? Pertanto la località Baldary, in territorio di Gerace, altro non è che una appendice di Madamazimola (Grotteria) ?

....o faccio confusione Embarassed ?

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MessaggioInviato: Sab Nov 28, 2009 2:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dalle carte notarili in mio possesso, mi risulta però che il suffeudo in parola ricadesse in agro geracese e, in parte, in quello sidernese.
Riservo, dopo aver riconsultati i relativi documenti, di indicare precisamente i corpi suffeudali appartenenti a quel tenimento baronale.

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MessaggioInviato: Sab Nov 28, 2009 2:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per quanto ne so io il feudo vero e proprio sorgeva in territorio di Siderno, già territorio di Grotteria. Tale feudo però possedeva delle pertinenze - delle enclaves diciamo così - site nel territorio di Gerace.
La cosa non è nuova: il feudo di Ragusia (Gioiosa) nel medioevo possedeva corpi feudali costituiti da terreni e case nella città di Gerace.

Vado a spostare questo feudo da Grotteria a Siderno, perché effettivamente, come ci suggerisce l'UJD, va localizzato, come cuore, proprio nell'attuale territorio di Siderno.

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MessaggioInviato: Sab Nov 28, 2009 9:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Licofoli ha scritto:
Per quanto ne so io il feudo vero e proprio sorgeva in territorio di Siderno, già territorio di Grotteria. Tale feudo però possedeva delle pertinenze - delle enclaves diciamo così - site nel territorio di Gerace.
La cosa non è nuova: il feudo di Ragusia (Gioiosa) nel medioevo possedeva corpi feudali costituiti da terreni e case nella città di Gerace.

Vado a spostare questo feudo da Grotteria a Siderno, perché effettivamente, come ci suggerisce l'UJD, va localizzato, come cuore, proprio nell'attuale territorio di Siderno.

L.


Da un atto pubblico del 6 maggio 1756 risulta infatti che il suffeudo di Madama Zimola (ivi denominato feudo rustico), allora appartenente alla Famiglia Spina Vento di Gerace (poi estintasi nella Casa Migliaccio Spina), comprendeva i corpi suffeudali di Barone, Baronello e San Cono in agro geracese e quelli di Spartà o L'Abruca, Janni e Pizzilloni in territorio di Siderno (Archivio di Stato di Reggio di Calabria, Sezione di Locri, Fondo notarile, Siderno, Notar Domenico Pedullà, Busta 256, Vol. 2870, f. 89r)

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MessaggioInviato: Lun Nov 30, 2009 11:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Utriusque Juris Doctor ha scritto:
Da un atto pubblico del 6 maggio 1756 risulta infatti che il suffeudo di Madama Zimola (ivi denominato feudo rustico), allora appartenente alla Famiglia Spina Vento di Gerace (poi estintasi nella Casa Migliaccio Spina), comprendeva i corpi suffeudali di Barone, Baronello e San Cono in agro geracese e quelli di Spartà o L'Abruca, Janni e Pizzilloni in territorio di Siderno (Archivio di Stato di Reggio di Calabria, Sezione di Locri, Fondo notarile, Siderno, Notar Domenico Pedullà, Busta 256, Vol. 2870, f. 89r)


....detta così, Madama Zimola, sembra solo il nome di un insieme di corpi feudali...

....non un luogo fisico in territorio di ..... Rolling Eyes

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MessaggioInviato: Gio Dic 03, 2009 11:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dalla platea Carafa del 1534,

Citazione:
Eodem praedicto die 27 iunii, 7e indicionis, 1534, in terra Agroptereae.
Coram nobis comparuit praedictus magnificus Gaspar del Sacco de civitate
Hieracii et sponte confessus est, cum iuramento, se tenere et recognoscere a praedicto illustrissimo domino marchione et eius comitatu Agroptereae, feudum nominatum de Madama Timula, situm et positum in territorio et districtu dicti comitatus et civitatis Hieracii, consistens in infrascriptis membris, terris et iuribus, pro quo feudo promisit per se, heredes et successores suos, servare fidelitate eidem illustrissimo domino marchionis et eius heredibus et successoribus et ei solvere debitam et consuetam adhoam quoties in regno generaliter indicetur et alia quae de iure tenetur, secundum formam concessionis et investiturae dicti feudi et prout est in possessione seu quasi praedictus illustris dominus marchio


Ci possono essere più dubbi?

L.

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Giovanni Grimaldi



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MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2009 6:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Egregio professor Naymo, gentile Scinuso
ed amici tutti,

vi esprimo i miei più sentiti complimenti per questa bellissima iniziativa e per l'interessantissimo elenco che ci avete fornito ed aggiornato!

Da questo primo quadro si evincono feudi, suffeudi e relative famiglie nobili feudatarie.

Anch'io, ben più modestamente (da dilettante quale sono), avevo altrove indicato
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ed aggiunto una bozza di
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Magari il prof. Naymo ci aiuta in questo, con gli altri esperti, a tracciare uno schema ben più netto e completo?
(Magari argomento di un prossimo numero di "Studi Calabresi"?).

Avevo tempo scorso citato un volume interessante di Ilaria Zilli che parlava dei Consegnatari fiscali in Calabria e non solo.
Reputo possa essere utile ad individuare famiglie che avevano interessi e gestioni economiche locali.
Che ne pensate?

Aggiungendo questi studi a quelli sulle strutture municipali locali, sui patriziati e sul rapporto fra costoro, grandi feudatari e Stato, possiamo iniziare ad ottenere le prime linee della storia vera della realtà locale di tante illustri città, comunità e famiglie sepolte dall'oblio della storia o dalla patina dell'errore.

Grazie davvero.

_________________
Giovanni Grimaldi

"Ricordate le gesta compiute dai nostri padri ai loro tempi e ne trarrete gloria insigne e nome eterno."

(Maccabei, Libr. 1, cap. 2, v. 51)
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messer giorgio



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MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2009 9:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Il feudo di Burgorusso nel territorio di Stilo fu posseduto dalla famiglia Contestabile fino al 1540; poi dai Marano (1540-1650); dai Garito (1650-1727); dai Sanchez de Luna (1727-!741), dai Castiglion Morelli (1741-1746) e infine dal Ruffo dei duchi di Bagnara, che l'ottenne il 19 settembre 1746 e lo tenne fino al 1806. L'ultimo intestatario fu Nicola Ruffo nel 1774.


da La storia di Stilo e del suo regio demanio di L. Cunsolo pag. 364 nota 1

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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 12:11 am    Oggetto: Rispondi citando

Sarebbe bello riprendere l'argomento riallacciando ancora una volta il discorso e cercando di aggiungere nuovi suffeudi a questa fantomatica cartina sub-feudale della cosiddetta Locride.

Non è facile, ma prego tutti coloro che hanno avuto fonti di età moderna fra le mani di compiere un piccolo sforzo di memoria al finedi integrare il più possibile l'elenco contenuto nelle pagine precedenti.

Non è impossibile, occorre tener conto anche del più piccolo corpo (sub)feudale.

Diamoci da fare......... Wink


L.

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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 1:45 am    Oggetto: Rispondi citando

Nel catasto onciario di Monasterace (e in altre fonti che a questa tarda ora non riesco a ricordare) il suffeudo (credo almeno che di questo si tratti) Tomacelli, immagino di proprietà dell'omonima famiglia.

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