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Stilo, elementi e beni della chiesa di S.Francesco d'Assisi

 
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:08 am    Oggetto: Ads

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Elia



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MessaggioInviato: Ven Apr 17, 2009 1:21 pm    Oggetto: Stilo, elementi e beni della chiesa di S.Francesco d'Assisi Rispondi citando

Salve a tutti, di seguito un po di "vicende" storiche sulla chiesa stilese:
Sollecitato e coordinato dal comune di Stilo, effettuato sotto la direzione di don Enzo Chiodo e dell’architetto Giorgio Metastasio, dell’ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, e reso possibile anche dal sostegno della Regione Calabria, si è concluso a Stilo il “grosso” complesso intervento di restauro della chiesa di San Francesco d’Assisi, nel cuore della città medievale. La chiesa restaurata è stata solennemente inaugurata giovedì venticinque dicembre 2008, solennità del santo Natale di nostro Signore Gesù Cristo, con un programma celebrativo coordinato dal parroco padre Zefferino Parolin, col supporto delle varie realtà istituzionali ed associative della comunità Stilese. Contestualmente ai lavori di ristrutturazione e restauro dell’edificio sacro, sono stati presentati alla collettività anche i risultati della campagna di restauro che ha interessato alcune parti all’interno della chiesa.

La Chiesa stilese, in bellissima posizione nella piazza Carnovale, fu edificata nel 1450 e riadattata nel XVIII secolo. La facciata di netta ispirazione tardo-barocca è composta da un’armoniosa combinazione di nicchie a linee spezzate e curve, che costituiscono più piani notevolmente articolati e movimentati. Autorevole è il portale d’ingresso in pietra granitica dello Stilaro, sormontato da un blasone clericale. L’interno a croce latina e ad unica navata, sormontata da una grande cupola, presenta alcuni singolari affreschi attribuiti allo stilese Francesco Cozza. Ricca di opere di indiscusso valore artistico e religioso, conserva gelosamente l’altare ligneo barocco e la tavola quattrocentesca della Madonna del Borgo di Salvo D’Antonio, attualmente in fase di restauro. Nel refettorio del convento, si riuniva in inverno il Parlamento Stilese. La tradizione vuole che nel convento Stilese annesso alla chiesa di San Francesco d’Assisi, abbia passato qualche anno da frate, Ugo Buoncompagni, che eletto papa, prese il nome di Gregorio XIII. Questo è considerato come uno dei pontefici più importanti dell’età moderna, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione della Riforma cattolica. Rifiutò la pratica, allora assai diffusa, del “nepotismo”: unica eccezione fu nei confronti del figlio Giacomo, avuto da laico e poi da lui riconosciuto, che nominò Castellano di Castel sant’Angelo e nel 1573 Capitano delle truppe pontificie. L’evento che tratteggiò il culmine del suo pontificato fu l’XI Giubileo stabilito il dieci maggio 1574 con la Bolla “Dominus ac Redemptor noster”. Il papa, per l’occasione, proibì il carnevale e ogni altro gioco, diede lo sfratto alle donne di mala vita, fissò un listino del giusto prezzo dei viveri e degli alloggi, stabilì rigorose pene per chi avesse recato danno od oltraggio ai pellegrini, vietò ai padroni di casa ogni aumento di pigione. Tra i meriti scientifici durevoli di questo papa, c’è la riforma del calendario che porta il suo nome, quel calendario gregoriano, ancora oggi universalmente in uso. Col passare dei secoli il calendario giuliano aveva creato una discrepanza tra il calendario civile e quello astronomico. Tutto questo aveva portato ad una serie di lamentele ed era stato discusso anche dai padri conciliari a Trento. Gregorio XIII istituì una commissione sotto la guida del cardinale Guglielmo Sirleto di Stilo e contribuì anche il matematico tedesco, il gesuita Cristoforo Clavio, professore presso il Collegio Romano. Dopo un accurato studio il papa, con la bolla Inter Gravissimas del ventiquattro febbraio 1582, in accordo con la maggioranza dei principi cattolici e delle università, stabilì che al quattro ottobre 1582 avrebbe fatto seguito il quindici ottobre 1582 e che in futuro dovessero essere soppressi tre giorni intercalari in quattrocento anni. Papa Gregorio XIII morì nel 1585.

sotto la facciata della Chiesa di San Francesco


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di seguito la statua marmorea della Madonna Immacolata (transetto sinistro)



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ancora lo stemma murato nella parete del transetto destro (di chi entra) vicino l'altare.


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Elia Fiorenza
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Elia



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Messaggi: 99
Residenza: Stilo

MessaggioInviato: Ven Apr 17, 2009 1:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dimenticavo... in una nicchia della Chiesa stilese, ho notato una particolare statua che secondo gli anziani della parrocchia, rappresenta la Madonna della primavera.

Ecco alcune foto della statua

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Elia Fiorenza
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Phersu



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Messaggi: 1806
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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2009 8:20 am    Oggetto: Re: Stilo, elementi e beni della chiesa di S.Francesco d'Ass Rispondi citando

Elia ha scritto:
Salve a tutti, di seguito un po di "vicende" storiche sulla chiesa stilese:
Sollecitato e coordinato dal comune di Stilo, effettuato sotto la direzione di don Enzo Chiodo e dell’architetto Giorgio Metastasio, dell’ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, e reso possibile anche dal sostegno della Regione Calabria, si è concluso a Stilo il “grosso” complesso intervento di restauro della chiesa di San Francesco d’Assisi, nel cuore della città medievale. (...)


Grazie delle utili informazioni e del dettagliato rendiconto, gentile amico.
Interessante lo stemma alla parete del transetto destro, vicino l'altare: oltre che per la presenza dell'incudine, si segnala per il sole che, nel centro del capo, è visibile in un'insolita versione a quattro raggi.

Noto che anche sopra all'ingresso (più su del riccio di pastorale da te già evidenziato) compare un altro stemma: ti sarò davvero grato se Razz potremo visionare e parlare anche di esso.

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fethiye



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MessaggioInviato: Dom Apr 19, 2009 10:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Come è ormai abitudine, l'amico Elia continua ad inviare comunicazioni di straordinario interesse.
Prendendo spunto da quest'ultima, preziosa, informazione, penso che rivesta particolare importanza la ciscostanza (tutta da appurare, a detta dello stesso Elia) della presenza di Gregorio XIII a Stilo, in quanto, se fosse accertata, getterebbe una nuova luce su due dati da ritenere ormai accertati: la straordinaria "passione" verso gli studi astronomici dei due più illustri figli di questa sempre sempre più sorprendente Stilo, Tommaso Campanella e Domenico Vigliarolo.
Proprio in riguardo a quest'ultimo, vorrei segnalare di come già nel mio "Mari di carta" ho avuto modo di evidenziare lo straordinariamente immediato recepimento della riforma Gregoriana nei "calendari perpetui" riportati dal Vigliarolo nelle due carte del 1589 e, più tardi, nell'Atlante del 1598.
Naturalmente può essersi trattato di una pura coincidenza, ma, forse, potrebbe costituire un buon elemento di indagine per gli amici del Forum.

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Elia



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Messaggi: 99
Residenza: Stilo

MessaggioInviato: Mer Ago 19, 2009 11:04 am    Oggetto: Rispondi citando

Fortuitamente, aiutando a montare una cornice sull'altare dedicato a San Biagio Vescovo - ho notato che al di sotto del Tabernacolo dimora una strana lastra di marmo bianco incisa...

Sotto l'altare (part. del Tabernacolo)


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Particolare della lastra in marmo

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Sotto: Un'altra lapide al di sotto dell'altare dell'Addolorata.

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Quella della foto (sotto) è la lapide che è stata ritrovata durante lo scavo del restauro della Chiesa.


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Elia Fiorenza
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da Fiore
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Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Mer Ago 19, 2009 2:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Elia ha scritto:
Fortuitamente, aiutando a montare una cornice sull'altare dedicato a San Biagio Vescovo - ho notato che al di sotto del Tabernacolo dimora una strana lastra di marmo bianco incisa...

Sotto l'altare (part. del Tabernacolo)


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Particolare della lastra in marmo

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Grazie di questa interessantissima segnalazione.

Si tratta del reimpiego di un ritaglio di iscrizione marmorea che ricorda la costruzione o il restauro di qualcosa.

io leggo

...E.....
... IN FINE...
... CURAVIT...
....A. D. I....

Peccato che sia mutilo l'anno, ma è un'iscrizione perlomeno cinquecentesca, a giudicare dai caratteri.

L'altare in cui l'epigrafe è reimpiegata sembra databile al XVIII sec.

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Marilisa Morrone
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Licofoli
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Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Mer Ago 19, 2009 3:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il testo della seconda epigrafe (quella in frammenti) può essere facilmente ricostruito prendendo diretta visione del manufatto.

Tento una lettura parziale attraverso la foto, chiedendo scusa in anticipo per eventuali sviste:

HVNC TVMVLVM
F(IERI) FECIT
CAPPELLAMQUE
CONSTRUXIT
D(OMINUS) SCIPIO MARZANO
ANTIQVORVM DVX
LONGOMBARDORVMQUE
PRO CER
ET PRO PAGO
1733

Saluti

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Ex montibvs lvx!
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Phersu



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MessaggioInviato: Mer Ago 19, 2009 3:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se la lettura (come credo) verrà confermata, oltre che commemorativa la lapide è anche leggermente Rolling Eyes autoesaltatoria...

...quant'è barocca (e Twisted Evil moderna...) la presuntiva discendenza longobarda!

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Elia



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Residenza: Stilo

MessaggioInviato: Gio Ago 20, 2009 9:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ancora "elementi" facenti parte del vasto complesso di San Francesco d'Assisi.

sotto lo stemma sul portale principale della Chiesa di San Francesco (è l'emblema dei Frati Minori Conventuali?)

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Il chiostro di San Francesco ( dove fu ... frate il futuro papa Gregorio XIII)

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Particolare di un'incisione su un blocco granitico all'interno del chiostro

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Elia Fiorenza
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Phersu



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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 11:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Elia ha scritto:
San Francesco d'Assisi, stemma sul portale principale della Chiesa di San Francesco (è l'emblema dei Frati Minori Conventuali?)

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Sì, certamente.

Un bassorilievo accurato, di bella resa estetica e di buona qualità araldica.

L'attento artefice si è preoccupato di dare una resa il più naturale possibile alle due sante Braccia, sforzandosi anche (nei limiti del possibile) di curarne l'anatomia: la palma della mano comporta più lavoro del dorso...

Sembra essere un bel prodotto d'arte settecentesca (e il fatto d'aver realizzato una croce trilobata, anzichè una normale croce piana, sembrerebbe consono ad un'epoca di Rolling Eyes virtuosismi superflui), ma sulla datazione chiedo conferma a qualche nostro esperto di Very Happy marmi lavorati!

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