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Torri di Roccella

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Archeologia e Arte post-medievale
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Inviato: Gio Feb 22, 2018 3:12 pm    Oggetto: Ads

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Licofoli
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MessaggioInviato: Dom Lug 05, 2009 6:47 pm    Oggetto: Torri di Roccella Rispondi citando

Apro un nuovo topic, visto che si è di fatto creato un nuovo argomento di discussione che dalla torre gioiosana della Spina, ci ha condotto a parlare di quelle roccellesi.

Per quanto riguarda la denominazione di torre "Borraca", che il Barillaro attribuisce erroneamente alla torre della Spina, mi viene in mente la possibilità di conferire questa denominazione ad un'altra ipotetica torre che antiche ed attendibili voci collocavano presso la foce del fiume "Barruca", fra Gioiosa e Roccella Jonica. L'esistenza di una torre di Barruca (da cui Borraca) mi fu infatti segnalata, una ventina di anni or sono, dal caro amico Roberto Fuda, il quale mi riferì che Mario Pellicano Castagna gli aveva detto di aver trovato notizia nelle fonti di una torre di tipologia analoga a quella Spina, detta appunto di Barruca.

Qualcuno di voi, fra gli esperti di torri e cose roccellesi, ha notizia di tale torre?

E, soprattutto, questa torre sul Barruca potrebbe essere identificata con quella di Roccella menzionata nella carta postata da Fethiye?

Tale identificazione potrebbe trovare fondamento anche nel fatto che il centro abitato roccellese su quella carta è posto altrove rispetto alla torre e che, dunque, quest'ultima non può essere identificata con quella di Pizzofalcone (castello) sita all'interno del paese.

Saluti

L.

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L'ultima modifica di Licofoli il Lun Lug 06, 2009 1:01 pm, modificato 1 volta
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fethiye



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MessaggioInviato: Dom Lug 05, 2009 8:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nel 1638 il Capitano Blanch fece una ricognizione nella Calabria Ultra per verificare lo stato delle torri a seguito del grande terremoto di quell'anno: nessun danno aveva subito la "Torre de la Rocha, territorio de la misma terra".
Dalla cartografia dei Carafa pubblicata dalla CORAB ("Formazione di uno stato feudale" di R. Fuda), nella carta di Roccella, risalente al 1774, c'è effettivamente una fiumara Borraca ed una c.da Borraca, ma non una torre (come d'altronde in nessun'altra parte del territorio roccellese).


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Se, pertanto, lì ci fosse stata una torre, non essendo stata danneggiata dal sisma del 1638, ed essendo la carta Carafa antecedente al sisma del 1783, a meno di altri eventi di cui io non sono a conoscenza, è difficile che possa esserci stata torre diversa dalla Pizzofalcone.

Il mistero, invero, può essere sciolto in quanto la "presunta" seconda torre potrebbe scaturire dal disegno di Erasmo Magno del 1603:



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ma quella che si vede in basso a sinistra non è una torre, bensì il Convento dei Paolotti, la cui fattura può effettivamente essere scambiata con una torre a pianta quadrangolare

F.

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MessaggioInviato: Dom Lug 05, 2009 8:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Chiamato in causa quale studioso di cose roccellesi, mi... costituisco per rilevare che, in atto pubblico del 12 febbraio 1804 (Archivio di Stato di Reggio Calabria, Sezione di Locri, Fondo notarile, Roccella, Notar Gabriele Cianflone, busta 394, volume 4378, f. 28r), è attestata, nel territorio di Roccella Jonica, la presenza di un "Posto di Barruca" nel quale allora esercitava le proprie mansioni difensive tal Cavallaro Carlo Gullaci.
Tale "Posto" era quindi sito nella Contrada Barruca ancor oggi così appellata, alla foce della omonima fiumara, limitante ora come allora con l'arenile marittimo e, pertanto, ubicato in una zona costiera geomorfologicamente simile a quelle altre, lungo lo stesso litorale, laddove furono costruiti altri manufatti turriti come, nel caso di specie, la gioiosana Torre della Spina.
Lasciando il che ragionevolmente supporre in quel tempo (primi del XIX secolo), nella sopra citata località, anche l'esistenza di una, oggi scomparsa, Torre di Barruca sebbene non censita nelle precedenti carte topografiche dell'Ing. T. Rajola pubblicate da R. Fuda.
Altra torre roccellese di probabile proprietà privata e non già demaniale, peraltro contrassegnata nelle suddette mappe topografiche, esistette pure nel comprensorio suburbano de La Roccella e, precisamente, all'interno del suffeudo denominato La Torre del quondam Gianfrancesco Pasqualino, intestato alla Casa iscritta nel patriziato cittadino, la cui titolarità il Principe Carlo Maria Carafa della Spina (1651-1695) confermò al Barone Cesare Pasqualino con atto del 6 ottobre 1673 , nel quale essa risulta infatti espressamente menzionata nel giardino di quel tenimento: (...) quoddam iardenum frondium sicomorum, cum domibus, turre, servitute transeundi per nostras terras dictas del Monacello qua via descenditur ad locum ubi dicitur Picaturi, et ingressus habetur ad dictum iardenum, et cum orto dicto iardeno adjacenti, et cum suis terris modiorum quinque in circa, cum alijs arboribus et suo integro stato situm et positum in loco ubi dicitur al quadro in nostro territorio Roccellae iuxta bona quondam U.J.D. Thomae Misuraca, Notarij Caroli Manfrè et alios confines (Archivo General de Simancas, Secreterias provinciales, Legajo 251, f. 339v).
Successivamente, nel 1749, quella torre fu citata, non più in quanto tale ma con riferimento al toponimo dell'omonimo rione suburbano roccellese, in un censimento parrocchiale compilato dall'allora Arciprete Giovanni Battista Marchese , il quale lo ricomprese, unitamente all'altro rione Fundachello, nel più ampio sobborgo di Santa Lucia (Archivio della Diocesi di Locri - Gerace, Parrocchie, Roccella Jonica, Status Animarum sub Cura Majoris Archipresbyteralis Ecclesiae S. Nicolai Magni huius Civitatis Roccellae tum intra, tum extra Portam degentium, s.n.).
Il ricordo dell'antica costruzione turrita dei Baroni Pasqualino, da tempo immemorabile scomparsa, vive ancora nella toponomastica dell'attuale Via Torre (dial., A Turri) sita nell'area urbanizzata (ricadente nell'ambito delle preesistenti località suburbane Quadro, Picaturi e Vallone Arena disegnate nelle carte topografiche Rajola), ove essa un tempo sorgeva, oggi interposta - in pieno centro abitato roccellese - tra Via Umberto I e Via Trastevere.

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Licofoli
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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 1:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Segnalo un'altra torre in territorio di Roccella, di cui si ignora la tipologia.

E' menzionata nella platea dei Carafa del 1534 ed era sita nel cosiddetto Lacco de la turri, comprensorio di terre sito tra il Misostrato e Zirgone. Tale Lacco coincide con il rione S. Antonio, Piazza Nanni. Ecco il testo:

Comprehensorium terrarum de Lo Misostrato

Item illustris dominus habet in loco dicto Lo Misostrato comprehensorium
terrarum aratoriarum capacitatis in semine frumenti salmarum trium, in quibus terris sunt vineae octo miliarium vitium et arbores sicomorum et aliae arbores fructiferae quod incipit limitando cum via qua itur ad turrim et per dictam viam vadit usque ad mare et deinde per litus maris vadit usque ad vallonem Sancti Victoris et per dictum vallonem exit ad viam per quam venitur a Sancto Victore ad terram Roccellae et per dictam viam vadit et concludit cum dicta via de La Turri.


Comprehensorium terrarum de Lo Lacco di La Turri

Item habet in loco dicto Lo Lacco de la Turri comprehensorium terrarum
aratoriarum capacitatis in semine frumenti tumulorum decem cum aliquibus arboribus sicomorum et aliis arboribus fructiferis quod incipit limitari cum terris dictis de Lo Misostrato mediante via et per dictam viam vadit usque ad vallonem dictum de Zurguni et per dictum vallonem descendit usque ad mare et per litus maris vadit usque ad viam per quam venitur de Lo Misostrato et concludit cum dicta via mediante ut supra...

L.

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da Fiore
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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 1:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Con la torre del Convento dei Minimi, sono almeno tre le torri esistenti sulla marina roccellese, ai piedi della rupe cittadina.
Ricordo che le ricerche archeologiche hanno acclarato non solo l'esistenza della torre (di cui si era persa completamente memoria per essere stata inglobata nella ricostruzione del Convento dopo il terremoto del 1783), ma anche la sua tipologia costruttiva: a pianta quadrangolare, con una caditoia per lato, e tre piccole caditoie sul lato occidentale; gli ambienti con volte a botte, vano di comunicazione interno tra i due piani.
Preciso che la torre era solo parte del convento, ma non era l'intero convento, già dalla prima fase; nell'atto di fondazione, i monaci chiedono di costruire una torre nel convento per difesa dai Turchi perchè troppo vicina al mare.
Dunque di torre vera e propria si tratta, situata all'angolo Nord-Est del complesso conventuale comprendente anche l'antica chiesa di S. Vittore.

Nella veduta di Erasmo Magno compare una struttura fortificata, ma io penso che possa essere anche quella del fondaco di S. Vittore, anch'esso fortificato e situato in primo piano rispetto al Convento se visto dal mare, com'è il disegno di Erasmo.

Occorre precisare che stiamo parlando di torri private e residenziali e non di torri specificatamente di difesa "programmata" come quelle delle altre marine. D'altra parte il fatto che Roccella si trovasse, unico caso, sul mare, faceva si che qualunque costruzione extraurbana doveva per forza essere fortificata, pena la sua stessa esistenza!
E' lo stesso caso delle case-torri o masserie-torri di Fiumefreddo Bruzio, che si trovano sotto la rupe dell'abitato a strapiombo sul mare, ma sono residenze rurali.

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Marilisa Morrone
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fethiye



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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 10:25 am    Oggetto: Rispondi citando

da Fiore ha scritto:

Occorre precisare che stiamo parlando di torri private e residenziali e non di torri specificatamente di difesa "programmata" come quelle delle altre marine. D'altra parte il fatto che Roccella si trovasse, unico caso, sul mare, faceva si che qualunque costruzione extraurbana doveva per forza essere fortificata, pena la sua stessa esistenza!
E' lo stesso caso delle case-torri o masserie-torri di Fiumefreddo Bruzio, che si trovano sotto la rupe dell'abitato a strapiombo sul mare, ma sono residenze rurali.


Il contributo di da Fiore è quantomai opportuno, per fare chiarezza: bisogna infatti intendersi sull'oggetto della discussione, badando a non confondere i generi.
Non di torri generiche infatti io intendevo parlare, visto che l'origine della discussione era incentrata sulla T. della Spina, ma di strutture organicamente e amministrativamente, oltre che strategicamente, ricomprese nel c.d. "Sistema difensivo torriero Vicereale", di cui la T. della Spina faceva parte.
In aggiunta a quanto ben detto da da Fiore, infatti, si può ricordare come a Gioiosa esistano anche la T. Galea e la T. Elsabetta (oltre, forse, ad una quarta torre andata perduta), a Pazzano ne esista un'altra, e così via: tutte queste torri non facevano parte del Sistema Vicereale, che, viceversa, aveva una sua precisa strutturazione sia territoriale che amministrativa.
Le torri del Sistema, infatti, erano rette da un'unico torriere (detto anche caporale o castellano, salvo qualche caso isolato di torri-fortezze, in cui era possibile la presenza di una vera e propria guarnigione), aiutato, in sottordine, da uno o due aiutanti e dai cavallari.
Mentre i primi erano obbligati (specialmente il torriere) a presidiare permanentemente la torre (alla stregua delle sentinelle nelle garitte delle caserme odierne), i cavallari avevano il compito di perlustrare il tratto di costa fra due torri, fino al territorio di competenza della torre attigua, e ritorno.
Dal punto di vista amministrativo, poi, il torriere, pur pagato dalle Università, veniva scelto obbligatoriamente fra i ranghi dei militari di carriera, mentre aiutanti e cavallari potevano essere privati cittadini con incarico temporaneo (anche l'incarico dei torrieri era temporaneo, ma, di solito, o veniva prorogato, oppure il torriero rientrava nei ranghi militari a fine servizio in torre).
Nel sistema Vicereale, pertanto, non poteva esistere un cavallaro che comandava (o reggeva) una torre: sarebbe come affidare ad un privato cittadino la guardia di una caserma militare.
Tutto ciò premesso, tutti i documenti sul Sistema Torriero Vicereale (compresa la cartografia storica) fanno riferimento, per Roccella, ad una sola torre, almeno fino al 1707.
Ora, i criteri su cui si operava la scelta di una torre, oltre a quelli amministrativi sopra detti, erano anche di natura fisica-territoriale (geomorfologica), che sostanzialmente si riferivano a:

a): il cono di visibilità: com'è facilmente comprensibile, a maggior altezza (entro certi limiti) corrisponde una maggior distanza visiva, secondo la formula matematica: D (in km) = 3,569 x rad.quad (h), che, per le torii del sistema conduce ad una profondità visiva compresa fra 10-12 e 18-20 km;

b): la interconnessione con le torri contigue (possibilmente con più di una, e comunque, limitatamente a territori di interesse: in altro topic proprio da Fiore chiarì che il Sistema non è continuo dalla Puglia a Napoli, ed infatti non avrebbe senso, p. es., avvisare Napoli di un attacco in Puglia visto che gli attacchi saracenici, di norma si concludevano nell'arco di poche ore);

c): le caratteristiche di difesa attiva e passiva.

A questo punto, si tratta di capire fra le "tante" torri di Roccella quale sola potesse far parte del Sistema (tutte le altre andrebbero tutt'al più viste come strutture "private", come opportunamente detto da da Fiore): a mio avviso (ma è solo un mio parere, quindi suscettibile di modifica in presenza di documenti probanti il contrario) l'unica torre che assomma tutte, nessuna esclusa, le caratteristiche di cui sopra è la torre di Pizzofalcone, a meno che essa, nel XVI secolo non fosse in disuso: ma mi pare di poter dire che già il disegno di Erasmo Magno attesti il contrario.

Per finire, con l'inizio del XVIII secolo lo stato delle conoscenze di tecnologia militare induce ad una trasformazione delle strategie difensive e, in alcuni capisaldi (fra cui, forse, Roccella), le cose cambiano, per cui non escludo che la difesa, a far tempo da tale epoca, potesse incentrarsi su qualche altra struttura difensiva, diversa da Pizzofalcone: ma questa è un'altra storia ...

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da Fiore
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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 12:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

fethiye ha scritto:

A questo punto, si tratta di capire fra le "tante" torri di Roccella quale sola potesse far parte del Sistema (tutte le altre andrebbero tutt'al più viste come strutture "private", come opportunamente detto da da Fiore): a mio avviso (ma è solo un mio parere, quindi suscettibile di modifica in presenza di documenti probanti il contrario) l'unica torre che assomma tutte, nessuna esclusa, le caratteristiche di cui sopra è la torre di Pizzofalcone, a meno che essa, nel XVI secolo non fosse in disuso: ma mi pare di poter dire che già il disegno di Erasmo Magno attesti il contrario.

Attenzione però: la torre cosiddetta oggi di Pizzofalcone, non era una torre del sistema costiero, ma era il mastio del Castello medievale, ed era a capo, per così dire, del feudo, nel senso che vi risiedeva il castellano e per i primi tempi era anche residenza feudale!!
Perciò non era demaniale, come tutte le altre torri costiere.
E il disegno di Erasmo Magno, infatti, la chiama Fortezza, non torre semplicemente.
La Platea dello Stato Carafa del 1534 lo attesta inconfutabilmente: il feudatario detiene come signore e padrone il Castello di Monte Falcone con tutti gli annessi e connessi per la difesa/offesa (baluardi, munizioni, bombarde, etc.), distinto dal palazzo feudale situato vicino alla chiesa Matrice.
Quando il castello sia diventato torre di avvistamento come le altre, dal punto di vista giuridico, dovrebbe essere acclarato, perchè come funzione pratica poteva averla anche prima.
Potrebbe ipotizzarsi che il funzionario feudale (castellano), attestato per Roccella fin dal XIII secolo, fosse anche investito di nomina regia, ma è cosa da documentare.


Per finire, con l'inizio del XVIII secolo lo stato delle conoscenze di tecnologia militare induce ad una trasformazione delle strategie difensive e, in alcuni capisaldi (fra cui, forse, Roccella), le cose cambiano, per cui non escludo che la difesa, a far tempo da tale epoca, potesse incentrarsi su qualche altra struttura difensiva, diversa da Pizzofalcone: ma questa è un'altra storia ...


Teniamo sempre presente che Roccella è un caso a sè, in quanto la città stessa è una fortezza sul mare che assume tutte le caratteristiche di una struttura come quelle costruite all'uopo sulla costa disabitata nel resto del territorio.
E comunque c'è da tenere presente che se il documento riportato da UJD testimonia la presenza di in cavallaro di Barruca, allora le cose cambiano, perchè in quella contrada doveva trovarsi una struttura difensiva giuridicamente riconosciuta.

Il forum serve anche a questo: far convergere le conoscenze e le competenze arricchisce la ricerca!

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fethiye



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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 6:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

da Fiore ha scritto:
fethiye ha scritto:

A questo punto, si tratta di capire fra le "tante" torri di Roccella quale sola potesse far parte del Sistema (tutte le altre andrebbero tutt'al più viste come strutture "private", come opportunamente detto da da Fiore): a mio avviso (ma è solo un mio parere, quindi suscettibile di modifica in presenza di documenti probanti il contrario) l'unica torre che assomma tutte, nessuna esclusa, le caratteristiche di cui sopra è la torre di Pizzofalcone, a meno che essa, nel XVI secolo non fosse in disuso: ma mi pare di poter dire che già il disegno di Erasmo Magno attesti il contrario.

Attenzione però: la torre cosiddetta oggi di Pizzofalcone, non era una torre del sistema costiero, ma era il mastio del Castello medievale, ed era a capo, per così dire, del feudo, nel senso che vi risiedeva il castellano e per i primi tempi era anche residenza feudale!!
Perciò non era demaniale, come tutte le altre torri costiere.
E il disegno di Erasmo Magno, infatti, la chiama Fortezza, non torre semplicemente.
La Platea dello Stato Carafa del 1534 lo attesta inconfutabilmente: il feudatario detiene come signore e padrone il Castello di Monte Falcone con tutti gli annessi e connessi per la difesa/offesa (baluardi, munizioni, bombarde, etc.), distinto dal palazzo feudale situato vicino alla chiesa Matrice.
Quando il castello sia diventato torre di avvistamento come le altre, dal punto di vista giuridico, dovrebbe essere acclarato, perchè come funzione pratica poteva averla anche prima.
Potrebbe ipotizzarsi che il funzionario feudale (castellano), attestato per Roccella fin dal XIII secolo, fosse anche investito di nomina regia, ma è cosa da documentare.


Per finire, con l'inizio del XVIII secolo lo stato delle conoscenze di tecnologia militare induce ad una trasformazione delle strategie difensive e, in alcuni capisaldi (fra cui, forse, Roccella), le cose cambiano, per cui non escludo che la difesa, a far tempo da tale epoca, potesse incentrarsi su qualche altra struttura difensiva, diversa da Pizzofalcone: ma questa è un'altra storia ...


Teniamo sempre presente che Roccella è un caso a sè, in quanto la città stessa è una fortezza sul mare che assume tutte le caratteristiche di una struttura come quelle costruite all'uopo sulla costa disabitata nel resto del territorio.
E comunque c'è da tenere presente che se il documento riportato da UJD testimonia la presenza di in cavallaro di Barruca, allora le cose cambiano, perchè in quella contrada doveva trovarsi una struttura difensiva giuridicamente riconosciuta.

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La puntualizzazione mi sembra doverosa, e concordo pienamente con te: bisogna trovare la documentazione che attesti il passaggio da te indicato, e penso proprio che da qualche parte debba esistere, non avendo molto senso considerare, da un punto di vista strategico-militare, la struttura castellare roccellese scorporata dal Sistema Vicereale.
Ciò potrebbe accadere solo nell'ipotesi che le torri del Sistema avessero solo funzione meramente semaforica (ma penso siamo tutti d'accordo che così non era): in questo caso sarebbe immaginabile una catena di torri con la sola funzione di trasmettere il messaggio di avvenuto sbarco saraceno, e quindi, la "catena" potrebbe anche avere l'incarico di bypassare la struttura castellare, la qual cosa mi sembrerebbe talmente insensata, specie alla luce degli ingenti costi economici del sistema, da risultare quasi offensiva per gli ingegni che idearono il Sistema.
D'altra parte, i costi per la costruzione delle torri fu accollato alle Università, e l'unico modo per far loro "inghiottire il rospo" era la constatazione che le torri servissero proprio alla salvaguardia delle Università stesse: viceversa, un sistema "semaforico" sarebbe soltanto servito a preservare il cabotaggio: ve l'immaginate cosa sarebbe successo se le Università dovessero essere costrette a constatare che i loro soldi servivano a salvaguardare i commerci degli altri e non le proprie vite?

Segnalo infine, che un discorso analogo a quello di Roccella può farsi per Crotone ed, in ultima analisi, per tutte le roccheforti cittadine di mare.

Poterbbe, forse, al riguardo, fornire qualche piccolo chiarimento (non definitivo), un passo della citata relazione del Capitano Blanch:

[...]
Des pues siegue la Tierra de Scilla con un castillo, en la mar bien guarneçido de Piezas, el qual es de la Princesa" [...]

Come dire: la proprietà del castello è e rimane del titolare, ma la sua funzione è interconnessa all'interno del Sistema Vicereale.

Certo, come si diceva prima, tutto ciò deve essere stato preceduto da accordi appositi, ma, ribadisco, il Sistema aveva una sua rigida articolazione (e non poteva essere altrimenti, a ben vedere, pena il suo non funzionamento).

F.

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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 8:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

La testimonianza su Scilla mi sembra più affine a Roccella, perchè Cotrone era città demaniale, quindi anche il castello lo era, come le torri costiere.

E' ovvio che la funzione di Roccella non era solo semaforica, trovandosi sul mare proprio lo stesso centro da difendere: la fortezza è, per così dire, autosufficiente rispetto a segnalazione e difesa, ma è di fatto inserita nel sistema, mi sembra logico.

Una buona parte della cinta muraria con il bastione avamposto della fortezza di Monte Falcone sono 500eschi, così come le torri del sistema.
Non dimentichiamo che l'universitas faceva la sua parte anche nelle città infeudate e quindi poteva darsi che l'accordo prevedesse una sorta di mutuo scambio tra castello, la cui manutensione ed adeguamento era di competenza feudale ed altre opere difensive che gravavano invece sull'universitas.

Il pericolo era unico per tutti, dunque feudale o cittadina, la struttura difensiva era d'obbligo!!
E solo così Roccella potè non essere mai espugnata, nè da Dragut, nè da chiunque altro!

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MessaggioInviato: Lun Lug 06, 2009 8:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Concordo.
(non sarà troppo? addirittura due volte di seguito: così non va...)

F.

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MessaggioInviato: Mar Lug 07, 2009 9:07 am    Oggetto: Rispondi citando

fethiye ha scritto:
Concordo.
(non sarà troppo? addirittura due volte di seguito: così non va...)

F.


.... Shocked ...è grave? Shocked

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