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Basiliani in Calabria

 
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Inviato: Sab Feb 24, 2018 1:45 pm    Oggetto: Ads

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ArcontePolemarco



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Messaggi: 21
Residenza: San Costantino Calabro

MessaggioInviato: Sab Mar 20, 2010 3:55 pm    Oggetto: Basiliani in Calabria Rispondi citando

Sto cercando di scovare nella storia le vere origini del mio paese, San Costantino Calabro. Ora vi chiedo se mi potete illuminare sul fenomeno basiliano e la sua diffusione attraverso l'Alto Medioevo in Calabria, e in particolare sul culto di San Costantino Imperatore e Sant'Elena.

ps: Vi faccio i complimenti x questo maglifico forum Smile Smile

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Fabio Lico

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da Fiore
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Messaggi: 1681
Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Dom Mar 21, 2010 3:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Benvenuto al nostro giovane amico!!! Razz

E grazie per i complimenti che accettiamo di buon grado tutti quanti!!! Razz

Ci sono molti appassionati e studiosi di questi temi nel forum e credo che ti daranno molte notizie al riguardo.

Sposto però la discussione nella sezione Storia medievale, trattandosi di tema calabrese. Wink

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Marilisa Morrone
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Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 12:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Benvenuto anche da parte mia!

Sul tema che poni, provo a darti delle rapide linee guida.

Coll'espressione "monachesimo basiliano" si designa nella sua totalità il monachesimo praticato nella Chiesa d'Oriente, non strutturato, a differenza di quanto avviene in Occidente a partire da Benedetto da Norcia, in ordini regolari, ma dotato di una sua tradizione unitaria, ispirata da grandi figure di asceti e di monaci come Sant'Antonio eremita, Gregorio Studita ecc. e in particolare da San Basilio Magno, uno dei dottori della Chiesa Orientale. Da qui la denominazione di "basiliani" per i monaci orientali.

Il monachesimo si diffuse in tutti i territori del mediterraneo crsitiano a partire dai primi secoli. In Calabria, in particolare, esso conobbe la sua massima fioritura in seguito alle perescuzioni iconoclaste (contrarie cioè a quanti praticavano il culto delle icone) volute dall'Imperatore Leone Isaurico nel l'VIII secolo: molti monaci perseguitati giunsero dalle altre provincie dell'Impero (oltre a quelli provenienti dalla Sicilia, dove erano incalzati dal'invasione araba), e si stabilirono nella nostra terra che da allora fu nota anche come "Nuova Tebaide". Elia lo Speliota, Giovanni Therestis, i due Fantino sono solo alcuni dei nomi dei molitssimi santi cosidetti "italo-greci" fioriti nella nostra Regione. Uno dei grandi centri della spiritualità basiliana in Calabria fu in particolare la zona del Mercurion, dove fiorì, tra gli altri, San Fantino, maestro di Nilo da Rossano. Quest'ultimo è forse la figura più significativa di questa storia: a lui si deve tra l'altro, a cavallo dell'anno Mille, la fondazione della Abbazia di Grottaferrata, alle porte di Roma, che oggi rappresenta uno degli ultimi focolai basiliani d'Occidente.

Il significato della presenza basiliana per la storia della Calabria è immenso: al monachesimo si deve la fondazione di numerosi centri di preservazione della cultura classica per tutto il Medioevo; un'opera capillare di diffusione di tecniche di gestione razionale del territorio; in generale, molto del radicale rapporto della nostra terra con le radici profonde dell'ellenismo: ad opera di monaci calabresi la lingua greca fu studiata ed insegnata agli intellettuali italiani, come Petrarca; ai basiliani, dobbiamo alcuni dei più insigni monumenti sacri della nostra Regione come il Patirion di Rossano, o il monastero di San Giovanni Therestis a Stilo, per citare due trai più famosi.

La storia del monachesimo basiliano proseguì ben oltre la conquista della Calabria da parte dei Normanni nell'XI secolo, così come quella della cultura ellenica della regione: le ultime tracce se ne perdono nella inoltrata Età Moderna. Ma ancora oggi la cultura calabrese è fondamentalmente impregnata da quella storia.

Per quanto riguarda in particolare il culto di Costantino Imperatore e di sua Madre Elena, esso è caratteristico della Chiesa Orientale, e si deve evidentemente alla fama di santità che accompagnò il Primo Imperatore Cristiano e a quella dell'Imperatrice che portò a Roma le reliquie della Croce di Cristo. In particolare il corpo di Sant'Elena è conservato e venerato a Roma nella chiesa di Santa Maria all'Aracoeli.

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Scinuso


L'ultima modifica di Scinuso il Lun Mar 21, 2011 9:01 pm, modificato 1 volta
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Anonimo



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 1:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Come sicuramente saprai, in provincia di Vibo oltre al comune di San Costantino Calabro esiste la frazione di Briatico si chiama San Costantino.
Una chiesa dedicata a San Costantino risulta essere esistita nel territorio di Guardavalle.
Pur non essendo un santo riconosciuto dalla Chiesa occidentale, è localmente oggetto di culto.
Di un monastero femminile di San Costantino esistito a Gerace, si è parlato in questo forum:
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Un altro monastero di San Costantino risulta (dal Brebion della diocesi di Reggio) esistente nei pressi di Nicastro,

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Presso San Luca esiste il lago di Costantino, che sembra prendere nome dall'antico monastero omonimo che esisteva nei pressi.
Una parrocchia dedicata a San Costantino esisteva a Pentedattilo e una esiste tuttora a Papasidero.
Come si vede, tutte queste chiese e monasteri sono situati nella Calabria meridionale, con l'eccezione di Papasidero (che potrebbe anche non essere l'unica) che si trova nella zona dell'antico Mercurion, cioè nelle aree più fortemente caratterizzata dalla presenza e dall'influsso culturale e religioso della Chiesa orientale.

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Scinuso



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 10:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Questo dei culti di orgine orientale non "riconosciuti" dalla chiesa d'Occidente ma presenti localmente in Calabria, come San Costantino, mi sembra un punto interessante. Ve ne vengono in mente altri esempi? Credo siano da escludere i santi italo-greci di fama locale come Antonio del Castello a Gerace o San Giovanni Therestis a Stilo che hanno "riconoscimento" pieno.

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Scinuso
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Anonimo



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 12:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi viene in mente solo san Luca di Melicuccà, monaco e vescovo di Isola, che non viene ricordato nel
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Addirittura, al contrario del santo contemporaneo e omonimo vescovo di Bova, che si adoperò contro i costumi dei Greci, egli polemizzò con la Chiesa latina.

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ArcontePolemarco



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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 7:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vi ringrazio per le esaudienti risposte. Very Happy Very Happy Very Happy

Non sapevo tutte quelle località in cui vi erano tracce del culto di San Costantino...esiste qualche pubblicazione a proposito, in particolare sul culto locale e il suo sviluppo nella storia??? O avete notizie di prima mano????

Alcuni anni fa ho trovato il decreto vescovile (trascritto...non originale) che nel '500 cambiava il culto da quello Greco-Ortodosso a quello Latino, sia per la parrocchiale di San Costantino Calabro che per quella di San Costantino di Briatico. Magari, se riesco, domani la trascrivo. Vi sono, a vostra conoscenza, tracce di provvedimenti simili in altre parti della Calabria???

Ultima cosa, vi chiedo se l'arrivo dei basiliani sia avvenuto da un periodo a un altro o per diverse ondate migratorie. (?????)

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MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 7:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Una storia molto interessante.

Smile

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MessaggioInviato: Ven Mar 26, 2010 9:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

ArcontePolemarco ha scritto:


Vi sono, a vostra conoscenza, tracce di provvedimenti simili in altre parti della Calabria???

Caro Arconte Polemarco, di provvedimenti simili ne esistono sicuramente per ogni Diocesi della Calabria passata dal rito greco a quello latino (cioè, direi, tutte le Diocesi calabresi; l'ultima ad effettuare il "passaggio" fu quella di Bova, credo ancora nel XVII secolo). Famoso fra tutti è, per noi "locridei" il provvedimento emanato dal Vescovo di gerace Atanasio Calceopulo alla fine del Quattrocento, con cui si chiudeva la secolare storia del rito greco nella nostra Diocesi, e che è ancora conservato in originale.


Ultima cosa, vi chiedo se l'arrivo dei basiliani sia avvenuto da un periodo a un altro o per diverse ondate migratorie. (?????)


Direi che, a grandi linee, si possa dire che la diffusione del monachesimo basiliano prese piede gradatamente a cominciare dalla fine della guerra gotica (553) lungo la progressiva ri-ellenizzazione della Calabria ad opera dei bizantini; sicuramente il passaggio definitivo delle Diocesi calabresi alla dipendenza diretta del Patriarcato di Costantinopoli si compì nell'VIII secolo -in spregio al Papa di Roma che vi esercitava la sua giurisdizione- ad opera del già citato Leone Isaurico. E ciò è stato sicuramente determinante per la storia del monachesimo. Decisivo fu, come dicevo, l'afflusso degli iconoduli perseguitati, e quello dei monaci siciliani incalzati dall'orda agarena.

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ArcontePolemarco



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MessaggioInviato: Gio Apr 01, 2010 1:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusatemi il ritardo.... Very Happy Non riesco a trovare il decreto vescovile perchè non esiste. Ma tale decreto viene menzionato da Maria Uriele Napolione nella sua opera "Memorie vescovili". Riprendo il testo: "...Monsignor Paravicino, nel 1693, per togliere l'inconveniente di adorarsi per Santo nella Chiesa Latina l'Imperatore Costantino, quantunque da Santo venisse annotato nel Martirologio Greco, disse, che il Santo titolare era S. Costantino Confessore, che nel Martirologio Latino è registato alli 11 di Marzo: il che gli venne approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti con una lettera de' 10 Gennajo di detto anno 1693, che sta nella Raccolta delle Scritture de' Conventi soppressi, e Giurisdizionali conservata nell'Archivio della Computisteria..." L'opera risale alla seconda metà del '700 ma purtroppo la "Raccolta delle Scritture" nell'Archivio Diocesano non esiste più, probabilmente distrutta dal terremoto del 1783.

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Zosine



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Messaggi: 63

MessaggioInviato: Mer Ago 11, 2010 10:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nel recuperare il tempo perduto grazie alla 'pausa' estiva, ho appena letto gli scambi di idee dei mesi scorsi sull'argomento.
Per ampliare il quadro della diffusione dei 'Costantini' in Calabria Laughing , segnalo una località San Costantino, di antica memoria, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, già suffraganea della metropoli di Santa Severina.
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Phersu



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MessaggioInviato: Mer Ago 11, 2010 10:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Oltre a Costantino il grande imperatore, le Chiese orientali venerano ben cinque altri Santi dal medesimo nome, tutti elencati e descritti qui:
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In base alle rispettive datazioni, appare però plausibile che (oltre a lui) solo San Costantino VI possa aver visto il proprio culto diffondersi fin dalle nostre parti, essendo egli vissuto nell'ultimo scorcio dell'VIII secolo.

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