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L'intellettualità rimossa

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> L'Ottocento (III Periodo postunitario 1807-1861)
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 11:03 pm    Oggetto: Ads

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Licofoli
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Registrato: 30/11/06 21:31
Messaggi: 746
Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Mar Apr 05, 2011 12:03 am    Oggetto: L'intellettualità rimossa Rispondi citando

Cari amici del forum, cari lettori esterni.

Non so se ciò che è avvenuto al sud si è verificato anche in altri stati preunitari italiani, eccetto il regno sardo ovviamente. Non ho fatto ricerche in merito e non saprei dare risposta.

So per certo, invece, che all'indomani del processo di unificazione italiana nel Sud trionfarono ovviamente gli intellettuali di opposizione al precedente regime. Nulla di strano al riguardo, anzi tutto scontato.

Ma che ne è stato degli intellettuali di altra fazione, che ebbero il torto di rimanere fedeli alle loro idee senza saltare sul carro dei vincitori?

L'interrogativo può essere riformulato in una duplice chiave:

a) che ne è stato di costoro allora, fisicamente e culturalmente?

b) cosa rimane oggi delle loro idee dopo che la falce patriottica italiana, di matrice tosco-padana, non consentendo dissensi, li ha spazzati via dalla memoria e dalla coscienza meridionale?

L'unica intellettualità meridionale preunitaria a noi nota oggi è quella filounitaria e dunque di opposizione all'antico regime.

Ora a me non interessa indagare intorno a quale delle due fazioni sia stata migliore o peggiore, se quella risultata vincente o quella decapitata, ammesso che abbia senso porsi domande in fondo così banali.

Ciò che invece mi chiedo preliminarmente è se sia stato giusto ignorare una parte del pensiero meridionale preunitario soltanto perché non rispecchiava la moda e la visione del successivo regime costituito.

Tutto cio, in definitiva, non ha prodotto altro che una limitazione della nostra libertà di conoscenza e, come tale, risulta del tutto inaccettabile.

Fino al 1860 Napoli era la prima città italiana per stampa di libri e periodici. Possiamo discutere sulla validità di tali pubblicazioni, essere pro o contro, ma non possiamo che biasimare il fatto di non essere stati finora messi nella condizione di conoscere quasi nulla di tale pubblicistica.

Grazie anche alle biblioteche americane e alla messa in rete di edizioni a noi sconosciute stanno venendo alla luce decine e decine, per non dire centinaia, di pubblicazioni sconosciute che, al di là della valutazione dei contenuti, testimoniano la vivacità culturale del sud e della sua ex capitale negli anni precedenti il 1860.

Un indirizzo di ricerca di cui mi sto occupando ultimamente e che mi affascina in modo particolare. I nomi di questi intellettuali sono tanti. Qui non ne faccio alcuno sebbene qualcuno fra questi era noto.

L'obiettivo finale è quello di sanare una frattura e una ferita assai profonda, solo in apparenza rimosse.


L.

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Scinuso



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Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven Apr 08, 2011 1:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Licofoli,

qui

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avevo espresso qualche considerazione sugli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie. Mi smebra che possano interessare questo discorso.

Andrebbe anche messa in luce la reale portata della famigerata "censura" borbonica: quale incidenza ebbe, soprattutto a confronto con altre realtà statuali contemporanee? E soprattutto, andrebbe messo in luce che essa non sembra aver interferito con molti progressi -in molti campi- dell'attività intellettuale, nel diritto, nell'economia, nelle scienze umane, ambiti in cui sembra di osservare un fermento diffuso.

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Scinuso
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Phersu



Registrato: 20/02/08 13:17
Messaggi: 1806
Residenza: Etruria meridionale

MessaggioInviato: Ven Apr 08, 2011 2:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scinuso ha scritto:
(...) Andrebbe anche messa in luce la reale portata della famigerata "censura" borbonica (...)

A volte, va anche detto che le censure "di fatto" sembrano ossessive e opprimenti.
Mentre in realtà sono assai meno coattive delle libertà "preconfezionate" (come la realtà quotidiana pare ribadirci reiteratamente).

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della somma delle sue parti
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Abate Correale



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Messaggi: 532
Residenza: Urbs ac Hieracensis dioecesis

MessaggioInviato: Ven Apr 08, 2011 8:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il tempo gioca brutti scherzi e cambia tutto ... anche ciò che a noi può sembrare immutevole..

Subito dopo l'impresa di Garibaldi nel 1860 molti pensavano che Francesco avrebbe in breve ripreso il regno, tanto che nel 1861 ancora era molto forte il movimento pro-Borbone.

Il fallimento dell'impresa di Borjes prima e di molte altre in seguito, portò via via ad assottigliarsi il numero dei sostenitori di un ritorno dei Borbone poichè ciò, man mano che passava il tempo, diventava agli occhi di tutti sempre più impossibile.

Se nel 1870 dunque erano rimasti in pochi a sostenere il ritorno borbonico già nel 1880 nessuno ci pensava più.

Che fine hanno fatto gli intellettuali? Pian piano tutti si son ricreduti o restando di quella idea si son fatti da parte ..

Questo tipo di processo è normale. Penso ad esempio agli intellettuali antifascisti che durante il fascismo avevano difficoltà ad esprimere le loro opinioni....

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