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Le nutrici, quale ruolo?

 
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:25 am    Oggetto: Ads

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carnelevario



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MessaggioInviato: Mer Set 11, 2013 10:45 am    Oggetto: Le nutrici, quale ruolo? Rispondi citando

Sfogliando i numerosi Registri dello Stato civile sia preunitario che postunitario di alcune località calabresi quali Filadeflia, Monteleone e Catanzaro, ho notato che negli atti di nascita dei bambini esposti alla ruota sono sempre riportate le generalità della nutrice o balia a cui il bambino era affidato per l'allattamento. La nutrice è indicata non solo con nome e cognome, ma anche con le generalità del marito e la località o parrocchia del suo domicilio.
Indicazioni così precise e l'ufficialità dell'atto su cui venivano registrate, mi inducono a pensare che le nutrici, al di là della loro funzione umanitaria di assistenza ai bambini abbandonati, avessero un ruolo per così dire "istituzionalizzato", ovvero regolato da disposizioni di legge. Non solo questo, ma mi chiedo se il bambino, una volta divenuto adulto, poteva o meno esercitare una qualche azione legata al diritto di famiglia verso la nutrice o se le implicazioni giuridiche di quest'ultima cessavano con il termine del periodo di allattamento.
Al di là di questi aspetti giuridici, mi incuriosiscono anche quelli pratici ed organizzativi. Ad esempio, i bambini raccolti dalla pia ricevitrice (ed anche questo sembra un ruolo "istituzionalizzato") immagino che avessero bisogno immediato di essere nutriti. Mi chiedo perciò se a fronte dell'elevato numero di esposti, che in alcuni giorni raggiungevano il numero di due o tre deposizioni, fosse esistito una specie di registro, o quantomeno una consapevolezza di disponibilità, delle nutrici pronte per l'allattamento.
Avete notizie al riguardo?

Non mi soffermo volutamente sugli aspetti morali ed etici, se cioè fosse meglio la ruota o il moderno cassonetto della spazzatura, nè sull'impatto psicologico che lo stacco dalla nutrice, per la restituzione del bambino ad un orfanatrofio al termine dell'allattamento, poteva provocare nei piccoli trovatelli, perchè rientrano nella coscienza di ciascuno di noi.

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Alberto Mario Carnevale
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MessaggioInviato: Mer Set 11, 2013 7:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nei comuni grandi c'erano le case d'assistenza come a Napoli la SS.Annunziata il cui funzionamento era molto complesso. Per qualche informazione G. DA MOLIN, I figli della Madonna: gli esposti all'Annunziata di Napoli, secc. 17.-19., Bari : Cacucci, 2001.

Per quanto riguarda le università più piccole invece queste dovevano farsi carico degli esposti pagando delle balie che tenevano il bambino in affido fino ai 7 anni dopo di che doveva imparare un mestiere. Cosa avevano però inventato le nostre care donne italiane? Per intascare il mensile dato alle balie, quando partorivano un figlio fingevano di averlo trovato e se lo facevano affidare! Spesso gli ufficiali erano complici e questa cosa duro fino a inizio Novecento!

Dunque molto spesso il bambino che tizia dice di aver trovato e che poi le viene affidato non è altro che il proprio figlio Wink

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carnelevario



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MessaggioInviato: Mer Set 11, 2013 9:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Questa proprio non la sapevo! Siamo indubbiamente un popolo di artisti... dell'arte di arrangiarsi! Il che giustifica, ameno in parte, l'elevato numero di nati esposti e soprattutto dà una giustificazione ad un affidamento a cui non sapevo dare una soluzione.
Mi spiego meglio. Ricercando uno specifico cognome in quel di Catanzaro, ho praticamente fatto la "mappatura" delle coppie sposate e dei loro figli. Ad un tratto in un atto compare una coppia di quel cognome, fino ad allora sconosciuta, a cui viene affidato un esposto appena nato. Mi sono detto, scavando nei miei lontani ricordi di padre di due figli allattati al seno materno, che la nutrice per essere in condizioni di allattare avrebbe dovuto avere un suo figlio naturale partorito non oltre i 14-15 mesi prima dell'affidamento, altrimenti come poteva avere disponibilità di latte? Tuttavia non risultava alcun atto di nascita a suo carico negli anni precedenti, nemmeno fra i nati-morti. Vuoi vedere che si trattò proprio di uno di quei casi di "sussidio forzato"?

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Alberto Mario Carnevale
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MessaggioInviato: Mer Set 11, 2013 9:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nelle grandi città come Napoli esistevano degli ufficiali che dovevano verificare, prima di dare l'affido, che il figlio della elegenda balia fosse morto, attraverso la testimonianza del parroco. Dunque era difficile ingannare l'università e prendere il mensile di balia se non se ne aveva diritto. Il figlio della balia doveva essere esclusivamente morto altrimenti se vivo non si dava il trovatello.

Nei piccoli centri invece le cose funzionavano diversamente e il controllo non esisteva. Anzi, sospetto, come già detto che i funzionari dell'università sapessero bene cosa avveniva ed erano insomma complici nella truffa. Wink

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carnelevario



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MessaggioInviato: Gio Set 12, 2013 12:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per i chiarimenti. Però il fatto che la registrazione dell'affido era riportata anche nello Stato civile post-unitario, fa pensare che fosse stata una pratica diffusa su tutto il territorio del novello Regno.

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Alberto Mario Carnevale
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Scinuso



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MessaggioInviato: Sab Set 14, 2013 7:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sposto nel più appropriato storia moderna;)

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