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Stemma della famiglia SBAGLIA di Mileto e Comparni

 
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carnelevario



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MessaggioInviato: Lun Set 22, 2014 9:36 pm    Oggetto: Stemma della famiglia SBAGLIA di Mileto e Comparni Rispondi citando

Apro questa discussione per mostrarvi uno stemma di famiglia appartenuto a Nicola Sbaglia nativo di Comparni. Lo stemma è parte di un quadro che ritrae Nicola in uniforme di Luogotenente dell’Armata napoleonica con sul petto due decorazioni, delle quali quella di destra per chi guarda è la Medaglia di Sant’Elena, istituita da Napoleone III per onorare i combattenti delle guerre napoleoniche. Lo stemma è alquanto insolito per la disposizione delle pezze araldiche che lo compongono. Perciò penso che sia meglio mettere prima una breve introduzione della famiglia Sbaglia.

Di questa famiglia parlano pochi autori, tra i quali Bartuli ed Occhiato, Una memoria inedita di Ignazio Piperno, e Franz von Lobstein nel suo volume III del Settecento calabrese. Secondo questi autori, la famiglia Sbaglia è documentata in Mileto fin dal XVI secolo. Nel Catasto Onciario di Mileto troviamo due fuochi: quello di Don Domenico, patrizio della città di Mileto, coniugato con Anna Manfroce di Cinquefrondi, e quello di Giovan Battista nobile vivente, figlio di Isabella Carnì e coniugato con Felice Comerci d’Aste. Dalle mie ricerche, aggiungo che la sorella di Giovan Battista, Francesca, era una mia ava diretta in quanto coniugata con Don Gennaro Carnevale di Castelmonardo dal quale discendo. Il quadro delle unioni matrimoniali vede anche legami con i Berlingeri, i Prestia, gli Squillace, i Pergoliti, i Rodinò e gli Avati. Alcune linee genealogiche sono riportate nel Lobstein. Dopo il terremoto del 1783, la famiglia Sbaglia si trasferì in Calabrò e in Comparni. Un secondo legame con i Carnevale di Castelmonardo vi fu nel 1839 tramite il matrimonio della figlia di Nicola, Maria Antonia, con Don Francesco Carnovale del ramo di Filadelfia, unione che diede vita ad una discendenza oggi florida in Lamezia-Nicastro.

Tornando al ritratto, dovrebbe essere stato dipinto nei primi anni dell’800 in quanto Nicola è abbastanza giovanile. La medaglia di Sant’Elena probabilmente è stata aggiunta in un secondo tempo in quanto fu istituita nel 1857 quando Nicola potrebbe essere stato sulla settantina. Pertanto, è mia opinione che anche lo stemma risalga ai primi dell’800. Ecco le sospirate immagini:


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E' da notare che Lobstein nella sua opera attribuisce alla famiglia Sbaglia uno stemma completamente diverso che inserisco qui di seguito. La blasonatura è praticamente inesistente:


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Alberto Mario Carnevale
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MessaggioInviato: Lun Set 22, 2014 10:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Blasonarlo è facile: partito cuneato.

Però, come già ben dici, un abisso lo separa dallo stemma nel dipinto.

Caro amico, sarebbe importante poter dare alla datazione qualche limite ulteriore, perché gli inizi del XIX secolo furono "particolari" e un anno in più o in meno può fare una differenza importante.

Grazie! Wink

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carnelevario



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MessaggioInviato: Mar Set 23, 2014 8:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Purtroppo non ho altre certezze da aggiungere, ma solo dubbi. Perciò prevedo che i molossi abbiano un bell’osso duro da spolpare. Il detentore del quadro, discendente da Nicola Sbaglia, non mi ha saputo dare ragguagli in merito alla datazione del dipinto. Sappiamo solo che Nicola morì dopo il 1857 (primo anno di concessione della medaglia di Sant’Elena), che nel 1819 era già sposato (anno di nascita della figlia Maria Antonia andata in sposa a Francesco Carnovale desunto dall'atto di matrimonio) e che combattè almeno un anno con Napoleone Bonaparte fra il 1792 e il 1815 con il grado di Luogotenente (un grado da ufficiale abbastanza giovane). Potrebbe essere nato, quindi, dopo il 1772 in modo da aver avuto almeno vent’anni nel 1792 e non oltre il 1794 per aver avuto almeno vent’anni nel 1814 e di conseguenza 25 anni alla nascita della figlia (età anche compatibile con il matrimonio). A giudicare dalle fattezze del volto ritratto nel quadro, Nicola, a dispetto dell’uniforme da Luogotenente, sembra avere 40-45 anni. Quindi il dipinto potrebbe essere stato realizzato nel ventennio fra il 1815 e il 1835. In tal caso la medaglia di Sant’Elena fu aggiunta al dipinto dopo il 1857 perché in quell’anno Nicola avrebbe avuto massimo 85 e minimo 63 anni, età non compatibili con l’apparente età del ritratto.

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MessaggioInviato: Mer Set 24, 2014 8:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ok, ti ringrazio molto.

Dici bene: non certezze, ma dubbi.
E un bell'osso per i molossi... Sad

I quali hanno iniziato a rosicchiarlo chiedendosi se lo stemma nel dipinto poteva essere un'invenzione napoleonica.
Durante l'ultimo decennio di potere, Napoleone ideò e usò un sistema araldico tutto suo, creando stemmi nuovi a chi ne aveva accompagnato l'ascesa, e "rifacendoli" a chi aveva solo cambiato casacca.
Fu un sistema araldico effimero ma prolifico: molte migliaia di stemmi videro la luce, per vivere pochi anni e poi venir dimenticati.

Esiste un testo che li raccoglie (A. Reverend, Armorial du premiere empire; titres, majorats et armoiries concedes par Napoleon I [quattro volumi], Parigi, Annuaire de la Noblesse 1894-1897).

E in questo testo, gli Sbaglia non ci sono.
Né con lo stemma del dipinto, né con altri.

Quindi, lo stemma (e fors'anche il quadro) risalgono alla fase "borbonica" della famiglia.

É Confused poco, ma è già qualcosa.

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carnelevario



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MessaggioInviato: Mer Set 24, 2014 9:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Molto interessante la storia sugli stemmi napoleonici, non si finisce mai d'imparare!
Assumiamo che il quadro risalga al periodo napoleonico o posteriore, in quanto l'uniforme è appunto di quel periodo, e che lo stemma risalga al periodo borbonico.
Dando uno sguardo sommario, e da ignorante, allo stemma per prima cosa noto che l'elmo è girato verso sinistra anziché verso destra. C'era una regola o era una consuetudine? In secondo luogo mi sembra che le figure araldiche siano messe come a voler indicare una partizione: il leone (?) rampante nella partizione di destra, le stelle con le fasce (?) e con le onde (?) in quella di sinistra. Se così fosse potrebbe indicare un apparentamento fra due famiglie? Studiano le due eventuali partizioni si potrebbe ricavare qualche indicazione?

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MessaggioInviato: Mer Set 24, 2014 9:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

...è proprio la domanda che pensavo di farti: Nicola chi sposò? Cool

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carnelevario



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MessaggioInviato: Mer Set 24, 2014 10:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Phersu ha scritto:
...è proprio la domanda che pensavo di farti: Nicola chi sposò? Cool

Mi potresti fare la domanda di riserva? Embarassed Non lo so perché non sono riuscito a decifrare il nome della moglie dagli atti dello stato civile. Ci proviamo insieme?
Questo è l'atto della notificazione del matrimonio. Lo metto intero per poter confrontare le varie lettere delle altre parole, poi sotto aggiungo l'ingrandimento del nome della moglie:


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Questo è il memorandum con a seguire l'ingrandimento


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MessaggioInviato: Gio Set 25, 2014 11:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Partendo dall'informazione appena giunta in... redazione che Maria Antonia, figlia di Nicola, nacque in Napoli il 19-3-1819, ho ricercato l'atto di nascita nel sito del S.A.N spulciando tutti gli atti dei vari quartieri napoletani fin quando ho trovato l'atto di nascita nel quartiere Mercato, dal quale risulta che Nicola Sbaglia era Sottotenente nel forte del Carmine, di anni 29 (nato quindi nel 1790) ed era sposato con Marianna SAPONE di anni 19.
A questo punto Nicola nel 1857, primo anno di concessione della medaglia di Sant'Elena, aveva 67 anni o giù di lì, quindi incompatibile con l'età più giovane che traspare dal dipinto (a meno di qualche compiacente... lifting da parte del pittore!). Pertanto, la medaglia in questione è sempre più probabile che sia stata aggiunta in seguito su un ritratto precedente.
Ora, considerando che negli atti del matrimonio la sua professione viene indicata in quella di "gentiluomo" e non con un grado militare, il ritratto fu dipinto alcuni anni prima del 1839.

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MessaggioInviato: Ven Set 26, 2014 9:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti ringrazio molto per questa serie di ricostruzioni e di riflessioni. Razz
Ora ragioniamo insieme dal punto di vista araldico.

I molossi non Rolling Eyes hanno trovato riproduzioni, né dello stemma Sbaglia, né di quello Sapone.
Il primo è menzionato dal von Lobstein, come ben hai detto.
Il secondo è riportato nell'indice di un manoscritto inedito conservato in Archivio di Stato a Napoli (ma non è detto che si tratti della medesima famiglia, o di altra omonima).

Quindi bisogna "fidarsi" di questo stemma dipinto, che (nonostante i limiti) è pur sempre una fonte primaria.

I suoi limiti hanno natura plurima: innanzitutto, l'asimmetria dell'insieme.
Il leone rivolto occupa perfettamente lo spazio che gli spetterebbe in uno stemma partito.
Le stelle d'argento e le "striscette" rosse, pure.
Anzi, starebbero bene anche con un inquartato o con un partito semitroncato (che è una variante dell'interzato).
Ma le tre fasce ondate d'argento occupano uno spazio che non c'entra nulla né col partito, né con l'interzato.
Insomma: è una composizione "storta", priva di simmetria.

A ciò va aggiunta la scarsa chiarezza di alcune figure.
Cosa regge il leone con la branca anteriore sinistra? Una picca? Una punta di lancia? Una mazza?
Cosa sono le "striscette" rosse? Una gemella in fascia spezzata?!

In questo quadro così anomalo, il fatto che lo stemma abbia il leone e l'elmo rivolti (ossia "rigirati" verso la sinistra araldica) diventa un'aggravante.

Da tutte queste chiacchiere derivano importanti conseguenze.
Innanzitutto, l'estrema difficoltà con cui blasonare lo stemma, ossia descriverlo in termini tecnici.
Poi si possono pensare diverse cose circa il suo autore, che sembra averlo realizzato senza tenerne un "prototipo" davanti agli occhi e, soprattutto, senza avere molta dimestichezza verso le posizioni e le simmetrie dell'araldica.
Da questi ultimi fattori, e soprattutto dal secondo, si potrebbe datare l'esecuzione dello stemma agli anni finali del periodo napoleonico, o ai primissimi tempi della restaurazione borbonica.
Ossia ai periodi in cui l'oblio verso l'araldica s'era fatto più profondo.

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MessaggioInviato: Sab Set 27, 2014 9:49 am    Oggetto: Rispondi citando

Come dissi in apertura, lo stemma sembrava "atipico" anche ad un profano come me. Unendo le costatazioni fatte sull'uniforme e sulle decorazioni con queste ultime sull'araldica, ho sempre più l'impressione che fu un dipinto postumo fatto su commissione, altrimenti il buon Nicola sarebbe intervenuto con il cipiglio da ufficiale napoleonico che traspare dal suo sguardo.
Quando passerò nella Tuscia viterbese a trovare i miei parenti volgerò un pensiero di ringraziamento ai molossi. Intanto grazie a Phersu per la collaborazione.

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