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La Valle dell'Angitola

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Archeologia e Arte medievale
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Inviato: Mer Feb 21, 2018 3:08 pm    Oggetto: Ads

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Nicefora



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MessaggioInviato: Mar Feb 06, 2007 9:28 pm    Oggetto: La Valle dell'Angitola Rispondi citando

Da circa un annetto sto focalizzando la mia attenzione sulla Valle dell'Angitola e sul suo popolamento in epoca medievale.
Gli abitati attestati nel periodo normanno-angioino sono molti e ben diversi dagli attuali insediamenti rimasti, e sicuramente qualche ricognizione ragionata e sistematica è in grado di fornire nuovi e ulteriori dati in proposito.
farebbe piacere avere eventuali segnalazioni da parte degli utenti del forum.
vorrei riuscire a trattare del popolamento medievale e dell'abbandono dei relativi villaggi.
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da Fiore
Amministratore


Registrato: 13/01/07 00:48
Messaggi: 1681
Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 10:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusa se rispondo con ritardo al tuo interessantissimo post.

Innanzitutto benvenuta nel forum, anche perchè ci aiuterai a spostare l'attenzione anche ad altre zone della Calabria Wink .

Partirei da una distinzione: i siti da te individuati sono muniti di fortificazione e/o torre-castello o si tratta di semplici villaggi?
Si può stabilire quando furono abbandonati?
Come tu saprai benissimo le cause dell'abbandono sono molto spesso naturali; se tu hai elementi per stabilire un periodo anche largo al quale riferirlo si potrebbe tentare una lettura confrontata con quanto avvenne in altre zone.

Saluti
Marilisa Morrone
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carnelevario



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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 11:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Nicefora, un benvenuto anche da parte mia.

Il bacino fluviale a monte del lago comprende, oltre l'Angitola, alcuni adduttori che scorrono nelle rispettive valli. Una di queste, tramite la fiumara Reschia, arriva sotto l'antico sito di Castelmonardo, terra dei miei Avi.
I suoi studi comprendono quest'area? E, più in generale, quali sono i "confini geografici" dell'area di suo interesse?

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Alberto Mario Carnevale
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Nicefora



Registrato: 06/02/07 20:13
Messaggi: 41
Residenza: Rocca Angitola

MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2007 4:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie del Benvenuto ad entrambi, Very Happy

Dunque, mi spiego.

Questa che è la mia tesi di laurea è nata in realtà dalla volontà di verificare una tradizione erudita locale portata avanti dal Martire e dal Napolione (anche dal Tranquillo) che ricorda una baronia di rocca Angitola sull'intero bacino idrografico retrostante.
Dal momento che buona parte degli insediamenti citati, circa 18 casali, risultano scomparsi in una non ben definita epoca storica, c'era anche la possibilità di sviluppare la tematica dei villaggi abbandonati molto cara all'archeologia medievale.
nonostante io sia partita dalla tradizione storica lo studio si è evoluto in senso territoriale, arrivando ad analizzare in fine il popolamento rurale medievale della valle dell'Angitola, dalla quale volutamente è stato escluso Castelmonardo, il quale, similmente a Rocca Angitola, avrebbe necessitato di trattazioni diverse e piu approfondite.

Questo studio ha permesso l'individuazione di 4 categorie tipologiche di abitati, per i quali si potuta solo ipotizzare una nascita in epoca bizantina(a causa della quasi totale mancanza di fonti dirette dell'epoca) e loro analisi topografica e tipologica.
-abitati medievali abbandonati dopo la seconda metà del XIV
-abitati medievali abbandonati dopo il terremoto del 1783
-abitati medievali ancora oggi esistenti (Filogaso, Francavilla, Capistrano, Maierato, Monterosso, San Nicola e Polia)
-abitati citati solo dalla tradizione erudita, di cui non si hanno fonti di primo grado, ma che sono rintracciabili solo come toponomi e microtonimi di località.
le cause dell'abbandono dei villaggi medievali, che ancora compaiono all'inizio del 300 per il pagamento di decime sono state collegae alla generale crisi del periodo angioino, come conseguenza della crisi economica angioina, della pressione fiscale, della peste e della grande fame della prima metà del 1300.

La zona dell'Angitola, ed il corso stesso del fiume hanno rappresentato inoltre per secoli una sorta di Limes naturale tra i territori della Contea di Arena e Stato di Soriano con le baronie di Rocca Angitola (che andava da Pizzo Cal a Montesanto) e quella di CastelMonardo(che deteneva Polia e Monterosso), molto più proiettate verso la contea di Maida che non verso l'interno delle Serre.
Proprio per questo alcuni casali sembrano aver avuto semplicemente vocazione rurale, mentre altri come Filogaso e Panaja, Monterosso, Francavilla, situati proprio sul limes potevano avere avuto carattere militare. La mancanza quasi totale di residuati archeologici (fatta eccezzione per il magnifico Pendino di francavilla) non permette di verificare i modelli tipologici pensati per questi abitati.....almeno non ancora!
Attendo di riuscire a fare qualche ricognizione sistematica.

Non ho la minima idea di quali siano le dinamiche insediativa delle altre zone...anche perchè non ho trovato quasi nulla sui villaggi medievali abbandonati nella calabria. Sarei grata di avere altri confronti e pareri.

Cristiana La Serra

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carnelevario



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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2007 10:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nicefora ha scritto:
volutamente è stato escluso Castelmonardo, Twisted Evil Twisted Evil

il quale, similmente a Rocca Angitola, avrebbe necessitato di trattazioni diverse e piu approfondite. Shocked Shocked

Gentile Nicefora,
battute a parte sul perchè dell'esclusione di Castelmonardo dai suoi studi Wink , cosa che mi rattrista non poco Crying or Very sad , il suo intervento presenta comunque alcuni spunti interessanti per le mie ricerche.
Tutto sommato, la patria dei miei avi fa parte ugualmente del comprensorio da lei studiato ed inoltre vedo con piacere che almeno Moterosso, Montesanto e Polia, tutte località da me incontrate, rientrano nella sua ricerca. Sono interessato, pertanto, a qualsiasi contributo che possa colmare le mie lacune sulla loro storia.

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Alberto Mario Carnevale
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Nicefora



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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2007 1:11 am    Oggetto: Rispondi citando

Castel Monardo è solo temporaneamente escluso dalla mia tesi di laurea, ma intendo approfondire il ruolo che ha avuto sul limes bizantino che da Rocca Niceforo (rocca Angitola appunto) andava al castrum quod dicitur squillaccii (o almeno così dice il Malaterra Wink ).
Purtroppo la quasi totale mancanza di studi tanto storici quanto archeologici per la costa tirrenica rende l'impresa complessa.
Mancano studi sul feudalesimo introdotto dai normanni, sulle contee e baronie, e studi che comunque possano dirsi veramente scientifici.
Fino ad ora l'attenzione, soprattutto nella zona di vibo è stata per l'epoca greca e romana, ma forse le cose possono cominciare a svilupparsi finalmente anche in altri sensi.
Comunque ammetto la mia ignoranza su CastelMonardo, ed il mio maggior legame con Rocca Angitola perchè patria dei miei avi, comunque sia le posso mandare la bibliografia reperita a riguardo e ciò che ho messo insieme per questi insediamenti, se può interessare . Very Happy
e sono comunque felice di avere segnalazioni e confronti su altri villaggi medievali attestati in atlre zone Very Happy

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MessaggioInviato: Dom Mar 18, 2007 9:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nicefora ha scritto:
Castel Monardo è solo temporaneamente escluso dalla mia tesi di laurea, ma intendo approfondire il ruolo che ha avuto sul limes bizantino che da Rocca Niceforo (rocca Angitola appunto) andava al castrum quod dicitur squillaccii (o almeno così dice il Malaterra Wink ).

Gentile Nicefora,
da buon ignorante quale sono delle cose calabresi, mi incuriosisce quel suo cenno al "limes bizantino". Era un limes politico-fisico, quindi vero confine come fa sembrare la presenza di Rocche e Castelli, o solo la demarcazione fra due culture?
Potrei avere qualche "pillola" di storia sull'argomento, ovviamente mi rivolgo anche agli altri studiosi presenti nel forum? Cool

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Nicefora



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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2007 12:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Very Happy
Gentile Carnelevario,
per rispondere a tutte le sue domande le dico innanzitutto che:

-x Monsrubei e Polia ho fatto per lo più "ricerca sul campo", comunque x reperire notizie ho usato i Regesti Vaticani del Russo e gli Acta pastoralis visitationis dell'archivio di Mileto. L'unico libro che mi ha aiutato veramente tanto, degno di rispetto e menzione è Monterosso Calabro. Insediamenti e tradizione, di Rosario Chimirri,(rubettino 2003) fatto molto bene e di recente redazione.
Rosario Chimirri è un architetto di Monterosso, ma nella parte dello storico si è calato egregiamente. Wink

- Goffedo Malaterra dice che Roberto diede al fratello Ruggero i possedimenti meridionali calabresi che andavano dal castrum quod Nicefola dicitur (Rocca Niceforo-Angitola) al castrum quod dicitur squillaccii, ma la cosa non credo sia stata del tutto casuale, perchè guardacaso coincidono con quella fascia di territorio calabrese che nei secoli precedenti all'avvento degli uomini del nord era stata drasticamente chiusa tra due fuochi: i saraceni provenienti dal mare, ed i longobardi dal nord Italia,questi ultimi non sempre in grado di mantenere un limes stabile e continuo con i territori bizantini.
Ora, la via istmica che da Amantea conduceva al castrum qui dicitur Squillacii ,( attraverso una serie di presidi e avamposti militari creati nell’VIII secolo su di alture, in molti casi nei dintorni di antiche ville imperiali, quali Piano della Tirrena, Sant’Eufemia Vetere e Tiriolo) è normale che in un tale stato di cose sia stata al contempo strada e sbarramento militare tra i territori del nord, in balìa delle incursioni longobarde, ed i territori del sud, rimasti incessantemente bizantini per cinquecento anni, nella quale Rocca Angitola ha sicuramente rappresentato una sorta di retrovia, ergendosi, tra l’altro, anche lungo la strada tirrenica che conduceva a Regio Calabria.
Da non sottovalutare che Lamezia-Squillace è l'unico tratto calabrese che permette d passare dal tirreno allo ionio in un sol giorno di viaggio.
Inoltre,l'antica Annia-popilia passava proprio da rocca e ha continuato ad essere un asse viario fondamentale anche nel medioevo.
In tutto questo poderoso sistema sicuramente c'è stato posto per castel Monardo....in modalità e tempi che però mi sfuggono....per ora! Crying or Very sad

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carnelevario



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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2007 10:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Nicefora,
Prima di tutto la ringrazio per la segnalazione bibliografica su Monterosso, libro che ho immediatamente ordinato on-line alla Rubbettino
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Infine, ma non ultimo, il sapere che prima o poi intraprenderà lo studio delle origini di Castelmonardo mi rende felice.

Rimanendo nel tema del “limes” da lei così bene sintetizzato (grazie per il post), alcuni riscontri riguardanti Castelmonardo si possono trovare in Gaspare Serrao, Castel Monardo e Filadelfia nella loro storia, Filadelfia 1983.

Lo studioso affronta nelle prime pagine il problema delle origini dell’abitato dicendo che «la data di fondazione del paese può certamente collocarsi in epoca anteriore all’anno mille: ne è conferma la circostanza che in uno dei registri parrocchiali – oggi purtroppo dispersi – era dato leggere “Castrum Monardum in anno mille florebat”». Serrao, dopo aver discusso di alcune teorie ritenute da lui infondate sull’origine ed il nome della cittadina, accredita come maggiormente credibile quella di F. Lenormant: «Castel Monardo deve la propria denominazione a Monardo, valoroso cavaliere longobardo che, nell’ottavo secolo, costruì in quella località un forte castello cui diede, a ricordo, il proprio nome». L’assunto, continua Serrao, condiviso dal Lucifero, che tradusse ed annotò l’opera dello scrittore francese, ha un certo fondamento storico, ove si consideri che i Longobardi regnarono, per l’appunto, in Calabria sino al 774. Inoltre, continua sempre Serrao, ulteriore conferma alla tesi di Lenormant è data dagli scritti del De Amato e del Barrio, i quali nelle loro opere, citano concordemente il paese col solo nome di Monardo. Lo studioso, tuttavia, avverte che le sue ricerche effettuate nelle biblioteche e negli archivi privati non hanno consentito il rinvenimento di atti o documenti di sicuro valore storico sull’origine e sul nome di Castel Monardo.

Conferma a quanto detto da Serrao, viene da Maestri e De Luca che datano fra IX e XII secolo d.c. alcuni reperti ceramici rinvenuti nelle loro campagne di scavo condotte negli anni '70 cfr. D. Maestri - M. Maestri De Luca, Castelmonardo, archeologia medievale e ricerca interdisciplinare, ed. GAI, Roma 1978

Qualora non possedesse i due libri da me citati, sono a disposizione per ulteriori approfondimenti, riproduzioni ed indicazione della bibliografia.

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MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2007 11:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Very Happy
e dunque la rocca di Niceforo e il castello di Monardo?
Devono essere stati un bizantino e un longobardo fuori dal comune.......
e magari si vedevano dai rispettivi castelli, vista la vicinanza!
Bellissimo spunto di ricerca davvero.
Grazie Carnelevario, i volumi da lei citati li reperisco facilmente al SB Vibonese, dove mi recherò presto x chiedere info sull'altro libro irreperibile per lei. Wink

mi aggiorno

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