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Ulisse - Viaggio nel Regno delle Due Sicilie

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> L'Ottocento (III Periodo postunitario 1807-1861)
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 11:02 pm    Oggetto: Ads

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Phersu



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 4:22 pm    Oggetto: Ulisse - Viaggio nel Regno delle Due Sicilie Rispondi citando

Cari amici e colleghi,
scusandomi per l'involontario ritardo nella segnalazione, desidero evidenziare l'avvenuta messa in onda di un programma televisivo a suo modo "fuori dalla norma".

Si tratta della puntata di sabato 1° novembre 2008 del noto programma Ulisse di Piero ed Alberto Angela, avente per titolo e oggetto Viaggio nel Regno delle Due Sicilie (incentrato in particolare nel periodo borbonico dei suoi decenni finali).

A tutti è nota la qualità di questo ciclo di trasmisioni, che fa della divulgazione culturale il proprio punto di forza, e che sempre sa introdurre all'argomento prospettato con una panoramica di base la quale (è ovvio) non può nemmeno lontanamente esaurire il tema proposto, ma che certo sa incuriosire su esso fornendo soprattutto le prime nozioni, utili per eventuali approfondimenti ulteriori.

Qualità tutte che la puntata a tema "regnicolo" ha puntualmente rispettato.

Ma con un plus di notevole spessore.

A inizio puntata, il bravo conduttore ha tenuto a precisare con chiarezza che il Regno delle Due Sicilie era (all'epoca) una Nazione avanzata ed all'avanguardia, ed ha subito chiarito il nessun valore dei pregiudizi più Rolling Eyes resistenti e tenaci Rolling Eyes che nell'immaginario collettivo tuttora gravano su esso.

La questione è ben nota a tutti noi che frequentiamo questo forum, e non è qui il caso di soffermarcisi se non per ribadire l'intelligente impostazione culturale che i curatori di Ulisse hanno saputo anche stavolta dare al proprio "prodotto".

La trasmissione, coerentemente, è poi proseguita per il consueto paio d'ore mostrando i must tecnico-industriali del Regno (ricordo a caso: la città-manifattura di San Leucio; la prima ferrovia e la prima galleria ferroviaria europee; le ceramiche di Capodimonte; le regge di Caserta e Capodimonte stessa; eccetera).

Vero è che la trasmissione non ha potuto, per forza di cose, parlare di tutto il territorio del Regno: Napoli e la Campania hanno avuto la parte del leone; di citazioni più o meno estese han goduto Puglia e Sicilia; del tutto assenti Abruzzo, Molise e Basilicata.

E la Calabria? Shocked

Le è stata riservata un'unica citazione, in merito alla scoperta nel territorio regionale (ma non è stato detto dove) delle cave di caolino necessarie all'impiantanda manifattura ceramica di Capodimonte.

Punto. Sad

Meglio che Cool Wink niente?

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Scinuso



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 7:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche io ho visto la trasmissione, sabato sera, devo dire con molto gusto.

Il punto è sempre il medesimo: la storia raccontata e divulgata può essere motivo di orgoglio, di pungolo, di stupore contro il torpore e la fiacchezza diffusi...muovere la coscienza lato sensu politica.

Soprattutto è possibile dipingere i meridionali come un popolo civile e razionale, non solo folkloristico-ancestrale-primitivo, ma cosciente e sveglio. Che inventa porti, manifatture, arsenali, campagne di vaccinazione di massa. Anche se i poveri erano poveri, come del resto in tutto il mondo.

La Calabria merita un discorso a sè: questa regione che ha spaventato generazioni di viaggiatori per la sua remota asperità, ha visto nell'Ottocento sorgere impianti industriali, cave, ferrovie, investimenti. Sparuto (anche se per me nuovo) il riferimento alla miniera di caolino nella trasmissione. Ma, a suo modo, esemplare. Significa una cosa: che non è vero, mille volte non è vero quello che Tomasi di Lampedusa fa dire a Don Fabrizio davanti al piemontese Monterzuolo, che il clima, inesorabile e fatale, e la conformazione del suolo e altri fattori immutabili ed eterni hanno determinato la miseria e la solitudine di queste regioni, e non c'è che fare, perchè è insesorabile, fatale e immutabile che le cose vadano cosi'. Appena l'altro ieri, la Calabria non era LA regione povera d'Europa, LA regione solitaria e sperduta per eccellenza. E c'era addirittura qualcuno a cui sembrava normale impiantarci delle fabbriche, udite udite, all'avanguardia in Italia.

Questo messaggio dovrebbe passare...La natura, contingente, perlopiù umana e soprattutto transeunte dei problemi...E vale ovviamente per tutto il Sud....Sicchè ben venga chi mostra, anche con operazioni divulgative che sono le ancelle e le figlie della ricerca scientifica, che il passato ci insegna che siamo stati, almeno, all'altezza di molti altri:roll:

Saluti,

Furio

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Phersu



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 7:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scinuso ha scritto:
non è vero, mille volte non è vero quello che Tomasi di Lampedusa fa dire a Don Fabrizio davanti al piemontese Monterzuolo

Quindi, un piccolo Embarassed autogol del peraltro grande Autore siciliano?

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Scinuso



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 7:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Beh si...il Gattopardo è un romanzo favoloso che rileggo continuamente...ma non è ispirato granchè, in termini di ottimismo politico...è il libro più fatalista che ci sia, svagato in un certo senso, estetizzante e romantico....lucido in molte diagnosi (quella per esempio della superbia siciliana ..."we are gods"..."lotus-eaters"...) ma assolutamente ressegnato circa le prognosi...perchè legato a un canone "maledizionista"...
Ce ne sarebbero da dire....

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Phersu



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 7:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giusto, il fatalismo...

...grande alleato di molti conquistatori della storia...

...dall'equivoco mesoamericano sugli spagnoli scambiati per la personificazione di Quetzalcoatl, in giù...

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Scinuso



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 9:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per quanto possiamo, deve essere il nostro bersaglio. Mostrando quanto sia reale la categoria della possibilità, relativizzando il presente. Per chi vuole sentirla, la storia avrebbe molto da dire...

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messer giorgio



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 10:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anch'io ho visto, anche se a sprazzi, il programma e non mi sono meravigliato più di tanto.
Infatti dei vari primati del Regno delle Due Sicilie ne ero a conoscenza avendo, tempo fa, individuato un sito che li riporta.
Il sito si chiama Brigantino - Portale del Sud.

Cordialmente, Messer Wink Giorgio.

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Cordialmente, Messer rk01_acavallo Giorgio.

Chi riconosce il valor altrui, accresce il proprio. (V. Zangara)
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Phersu



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MessaggioInviato: Mer Nov 05, 2008 2:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sì, caro Messere, per noi che siamo qui l'affermazione pronunciata all'inizio di quella trasmissione non è certo Wink una novità.

Piuttosto, lo è a livello nazionale.

Purtroppo. Evil or Very Mad

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liborio romano



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Messaggi: 1
Residenza: Patù

MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 11:04 am    Oggetto: storia del sud - unità d'Italia Rispondi citando

A Scinuso, ben trovato.
Le sue parole e le sue affermazioni sono sacrosante. Però, se i nostri antenati erano all'avanguardia con le loro creazioni (mi riferisco a quanta tecnologia c'era nel Regno delle due Sicilie), oggi noi non possiamo dire la stessa cosa. Ci hanno portato al clientelismo, e non riusciamo a venirne fuori. Per quello che è il mio modesto pensiero, dovremmo rimboccarci le maniche, non piangerci addosso e far valere i nostri diritti e non chiedere sempre favori. Dovremmo controllare cosa fanno per il SUD quelle persone che abbiamo mandato a rappresentarci in parlamento. Rappresentano noi o i loro interessi ?
Un saluto - Giovanni

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Sono presidente dell'associazione culturale "Don Liborio Romano" e mi interesso di ricerca storica, in particolare: LIBORIO ROMANO - RISORGIMENTO
Giovanni Spano
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Scinuso



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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 9:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Giovanni,

un saluto e un ben ritrovato anche a te! E'un piacere raccogliere il contributo di studiosi e appassionati da ogni parte del Mezzogiorno.

Quello che dici è purtroppo molto vero: oggi il Mezzogiorno vanta assai pochi campi d'avanguardia, temo.
Io penso che il problema come tu dici riguardi anche molto il fenomeno clientelare, che tu citi, quale espressione più in generale di una insufficente presa di coscienza "individuale" della nostra gente, che risvegli in essa il senso di responsabilità per le proprie sorti. E temo che la stagione del Risorgimento abbia rappresentato per il Mezzogiorno tra l'altro anche ciò: la fine di un periodo in cui nel bene e nel male, esso dovette farsi carico della propria fortuna (soprattutto ciò fu sentito in modo forte durante il regno di Ferdinando II, sovrano fortemente indipendentista e diciamo così "autarchico"), e l'inizio di una fase in cui il Sud cadde nell'orizzonte di soggetti "altri" che non rappresentavano certo le istanze sue proprie.

saluti e ancora ben trovato,

furio


ps. presto ti rispondo anche su Liborio Romano sul forum salentino Wink

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Scinuso
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