Indice del forum Studi Calabresi
Forum del Circolo di Studi Storici "Le Calabrie"
 
 FAQFAQ   CercaCerca   Lista utentiLista utenti   GruppiGruppi   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi privatiMessaggi privati   Log inLog in 

Diffusione della mezzadrìa

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Storia Moderna
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Ads






Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:27 am    Oggetto: Ads

Top
Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 8:05 pm    Oggetto: Diffusione della mezzadrìa Rispondi citando

Qual'è il dato tendenziale relativo alla Calabria tra Otto e Novecento?
La mezzadria fu prevalente anche rispetto all'enfieteusi?

Grazie di ogni contributo.

_________________
Scinuso


L'ultima modifica di Scinuso il Lun Gen 11, 2010 12:41 am, modificato 1 volta
Top
Profilo Invia messaggio privato
Abate Correale



Registrato: 21/01/07 21:09
Messaggi: 532
Residenza: Urbs ac Hieracensis dioecesis

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 9:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dalle mie parti la maggior parte dei terreni apparteneva alla mensa vescovile o alle parrocchie e tale è rimasto fino ad oggi.

Per quanto ho sentito dire, dagli anni quaranta almeno fino ai sessanta inoltrati del novecento, ancora vigeva una sorta di enfiteusi con canone consistente in circa il 10% del raccolto.

Una volta morti gli antichi arcipreti locali e soppiantati da nuovi parroci spesso stranieri e non conoscenti le cose calabresi, la questione è finita.

Gli enfiteuti e i loro eredi ancor oggi godono dei terreni pur non avendo le carte di possesso.

Mi sono accorto vagliando le schede catastali presenti presso l'archivio di Stato di Locri che tali terreni che sarebbero dovuti passare nel 1986 all'istituto di sostentamento per il clero non confluirono mai in tale nuovo ente e nessuno nella nostra diocesi sa della loro esistenza nè tantomeno ha intenzione di reclamarli.

_________________
Ex abundantia enim cordis os loquitur (Mt 12,35)
Top
Profilo Invia messaggio privato
fethiye



Registrato: 28/01/07 20:09
Messaggi: 230
Residenza: Locride

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 9:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nel 1986 (o giù di lì), fu fatto un accurato censimento di tutti gli immobili (terreni, case, ecc.) in qualche modo riconducibili a proprietà ecclesiastiche (sotto le varie forme di "dominio diretto", "censo", "livello", ecc.) in tutte le Diocesi calabresi (la cosa mi consta personalmente perchè fui io l'incaricato a svolgere questo censimento per conto della Diocesi di Locri-Gerace). A seguito di tale censimento, tutti i beni censiti furono in un primo tempo trasferiti in proprietà all'IDSC (Ist. Diocesano Sost. Clero) con apposito decreto, così come prevedeva la legislazione dell'epoca, al tempo del 2° "Concordato" tra Stato e Chiesa voluto dal governo allora presieduto dall'On. Craxi.
Successivamente, parte di quei beni fu ri-trasferito, previa apposita richiesta, ai singoli enti ecclesiastici sopravvissuti.
Tutto ciò si rese necessario proprio per riordinare il contesto, assai variegato e zavorrato in primis proprio dalla non più esistenza di molte parrocchie, e fare "pulizia" degli Enti soppressi (fra cui, ad esempio, l'O.P.A.), tentando in tal modo di ridar vigore solo a quelli effettivamente operanti sul territorio.
Aggiungo che, contestualmente, vi furono molti degli antichi detentori di terreni sotto i predetti titoli, che riscattarono i beni (soprattutto terreni) talvolta detenuti da parecchie generazioni, in quanto il titolo di "livellario" o "censuario" era trasmissibile ereditariamente.
Infine, aggiungo che la ricerca non fu fatta presso l'A.S. di Locri in quanto non ne era il luogo all'uopo deputato: gli archivi catastali lì depositati, infatti, sono quelli vecchi, non aggiornati, e quindi inaccettabili sotto il profilo dell'accertamento della effettiva proprietà di ciascun singolo bene.
A tal fine, pertanto (anche a seguito di precise indicazioni inmerito), il censimento fu effettuato facendo capo al Catasto di Reggio cal., alla Conservatoria dei RR. II. e, qualche volta, all'Archivio Notarile di Locri.

_________________
mònon òida oudèn idèin
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
fethiye



Registrato: 28/01/07 20:09
Messaggi: 230
Residenza: Locride

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 10:11 pm    Oggetto: Re: DIffusione della Mezzadria Rispondi citando

Scinuso ha scritto:
Qual'è il dato tendenziale relativo alla Calabria tra Otto e Novecento?
La mezzadria fu prevalente anche rispetto all'enfieteusi?



E' da dire che, per quanto mi ricordi, mai compariva la parola "mezzadrìa", raramente compariva l'enfiteusi, mentre nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di "censo", "livello" e "Dominio diretto".
Lascio agli esperti in cose legali verificare se qualcuno dei sopradetti rapporti potesse coincidere con la mezzadria.

F.

_________________
mònon òida oudèn idèin
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
messer giorgio



Registrato: 09/03/08 23:57
Messaggi: 1330
Residenza: Gerace - Locri

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 10:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

fethiye ha scritto:
Aggiungo che, contestualmente, vi furono molti degli antichi detentori di terreni sotto i predetti titoli, che riscattarono i beni (soprattutto terreni) talvolta detenuti da parecchie generazioni, in quanto il titolo di "livellario" o "censuario" era trasmissibile ereditariamente.


.....ancora oggi vi sono tantissime richieste d'affrancazione dei terreni, fatte dai "livellari," nei confronti dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero ....

......forse Rolling Eyes qualche chiarimento in più potrebbe arrivare da U.J.D. Wink

_________________
Cordialmente, Messer rk01_acavallo Giorgio.

Chi riconosce il valor altrui, accresce il proprio. (V. Zangara)
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Utriusque Juris Doctor
Amministratore


Registrato: 20/01/07 15:09
Messaggi: 296
Residenza: Geracide

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 12:27 am    Oggetto: Rispondi citando

L'art. 971 del codice civile e la L. 607/1966 e successive modifiche ed integrazioni regolamentano l'istituto dell'affrancazione di fondo rustico in relazione al contratto di enfiteusi (nelle visure catastali sovente denominato censo o livello, dal medievale 'etimo latino libellum cioè contratto).
La mezzadria, contratto agrario del tutto distinto dall'enfiteusi, è invece disciplinata dagli artt. 2141-2163 del codice civile, fermo restando che l'art. 3 della legge 756/1964 ha espressamente vietata, a far tempo dal giorno successivo alla sua entrata in vigore, la stipulazione di nuovi contratti di mezzadria, colonia parziaria o soccida, mentre la susseguente Legge 203/ 1982 ha prevista la conversione forzosa di quelli esistenti in contratti di affitto a coltivatore diretto anche a sèguito di apposita domanda di una sola delle parti.
Nella locale fattispecie enfiteutica, di solito soggetti contrattuali concedenti (denominati anche titolari di dominio diretto) risultano, oggi, l'Istituto diocesano per il sostentamento del Clero della Diocesi di Locri-Gerace (succeduto ope legis ai - soppressi - enti, benefici e giuspatronati ecclesiastici) istituito a sèguito della L. 222/1985, nonchè il Capitolo Cattedrale di Gerace, i Comuni e qualche antica famiglia latifondista, mentre enfiteuti (o livellari o censuari) sono i successori legittimari legittimi o testamentari (o gli acquirenti, per atto pubblico, del diritto di enfiteusi) delle originarie relative parti contrattuali.

_________________
U.J.D.

"A faticosa impresa assai per tempo" (F. Petrarca, Canzoniere, 119, 12)


L'ultima modifica di Utriusque Juris Doctor il Dom Gen 10, 2010 3:45 pm, modificato 2 volte
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail AIM
Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 12:42 am    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio voi tutti del contributo.

Mi sembra di capire che, per quanto attiene almeno alla proprietà ecclesisastica, dunque a una parte consistente del totale, la mezzadria è da noi tendenzialmente minoritaria, rispetto soprattutto all'enfiteusi.

Questo coincide con quanto avevo appreso, sul punto, in precedenza.

Vi ponevo il quesito perchè ultimamente mi interessavo al famoso "rapporto Sonnino", sorta di fotografia della Sicilia rurale di fine Ottocento compilato su richiesa del governo: ebbene pare che nella Sicilia di allora la Mezzadria, rapporto -ricordava UJD- la cui stipula è oggi vietata perchè ritenuto iniquo, fosse decisamente preponderante su altri tipi di contratto, con grande svantaggio dei contadini.

Come mai secondo voi questa differenza tra Sicilia e Calabria?

Cosa sapete dirmi, inoltre, sull'istituto della "colonìa" (parziaria?), che invece mi risulta molto diffuso da noi? E'affine forse alla mezzadrìa, (per essere stato -tra l'altro -vietato con essa nel '64?).

_________________
Scinuso
Top
Profilo Invia messaggio privato
Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 1:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Intanto trovo questo:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Cosa sapete sulla diffusione di questo tipo di conduzione nella nostra zona? (Fetiye la ha già esclusa da quella più praticate dalla proprietà ecclesiasitca).

_________________
Scinuso
Top
Profilo Invia messaggio privato
fethiye



Registrato: 28/01/07 20:09
Messaggi: 230
Residenza: Locride

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 12:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Segnalo, a proposito di Sonnino, "Condizioni economiche ed amministrative delle Province Napoletane - Abruzzi e Molise. Calabria e Basilicata" scritto da Leopoldo Franchetti (che aveva collaborato con Sonnino nella stesura del rapporto "Sicilia"), Firenze, 1875.
Contiene anche uno scritto di Sonnino sulla mezzadria in Toscana.

_________________
mònon òida oudèn idèin
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
Utriusque Juris Doctor
Amministratore


Registrato: 20/01/07 15:09
Messaggi: 296
Residenza: Geracide

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 3:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scinuso ha scritto:
Cosa sapete dirmi, inoltre, sull'istituto della "colonìa" (parziaria?), che invece mi risulta molto diffuso da noi? E'affine forse alla mezzadrìa, (per essere stato -tra l'altro -vietato con essa nel '64?).


A mente dell'art. 2164 del codice civile, nella colonia parziaria il concedente ed uno o più coloni si associano per la coltivazione di un fondo e per l'esercizio delle attività connesse, al fine di dividerne i prodotti e gli utili. La misura della ripartizione dei prodotti e degli utili è stabilita dalla convenzione o dagli usi.
Per quanto riguarda le analogie giuridiche con l'altra precitata tipologia contrattuale agraria, il successivo art. 2169 prevede l'applicabilità alla colonia parziaria delle norme dettate per la mezzadria negli artt. 2145 comma 2, 2147 co. 2, 2149, 2151 co. 2, 2152, 2155, 2156, 2157, 2159, 2160 e 2163, nonché quelle concernenti la tenuta e l'efficacia probatoria del libretto colonico, qualora le parti l'abbiano d'accordo istituito.

_________________
U.J.D.

"A faticosa impresa assai per tempo" (F. Petrarca, Canzoniere, 119, 12)
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail AIM
Scinuso



Registrato: 16/01/07 21:42
Messaggi: 1185
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 4:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Rinrazio Fethiye e UJD per gli interventi.

Il mio discorso, in sostanza, mirerebbe a chiarire (in primo luogo a me stesso) se la proprietà agraria fu in passato, finchè durò l'assetto tradizonale della gestione di essa, tale da rappresentare un fattore effettivo patentemente negativo in termini sociali.

Perciò, almeno con riguardo all'area dei nostri studi, mi interessa sapere quale fosse la diffusione di questi contratti: se l'enfiteusi, che in generale è ritenuto un contratto vantaggioso per i contadini, fu praticata più della colonìa, e se quest'ultima ebbe da noi caratteristiche di vessatorietà come -sembrerebbe- altrove fu per la mezzadrìa (mi sembra di capire che la differenza trai due istituti risieda anche nella maggiore eleasticità, per la colonìa, nella definizione del canone, o mi sbaglio?).

Ora, a quanto ne so io, la natura di questi rapporti fu tale che essi finirono col rappresentare delle semi-proprietà, ereditate di generazione in generazione dai conduttori, di contro a canoni contenutissimi e mai rivalutati nel corso degli anni.

_________________
Scinuso
Top
Profilo Invia messaggio privato
Utriusque Juris Doctor
Amministratore


Registrato: 20/01/07 15:09
Messaggi: 296
Residenza: Geracide

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 4:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dal tenore dei locali atti notarili di Età moderna (ed al tal riguardo Licofoli, studioso emerito del notariato meridionale, potrebbe confermarlo), statisticamente, abbondano i contratti di enfiteusi mentre pochissimi furono quelli relativa alla colonia.
Non mi risulta, peraltro, che ciò abbia causate conseguenze negative per quei coltivatori contraenti atteso infatti che, almeno fino alla prima ondata emigratoria postunitaria, l'agricoltura fu il principale trend della locale economia.

_________________
U.J.D.

"A faticosa impresa assai per tempo" (F. Petrarca, Canzoniere, 119, 12)
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail AIM
Licofoli
Amministratore


Registrato: 30/11/06 21:31
Messaggi: 746
Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Mar Gen 12, 2010 11:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cari amici,

come giustamente segnala l'UJD, almeno per tutta l'età moderna (escludendo dunque gran parte dell'800) la colonia è pressoché assente dai contratti calabresi, tanto da far venire il sospetto che non fosse affatto praticata. Al contrario, i patti di natura enfiteutica sia in denaro che in natura, effettivamente di gran lunga più vantaggiosi per i contadini, erano diffusissimi in tutti i centri.

Non ho fatto studi in merito per le epoche successive (che non studio) e potrei dunque errare; perciò in via ipotetica si potrebbe ritenere che la colonia possa essere stata introdotta nel corso dell'800, non saprei se prima o dopo l'unificazione della Penisola. In quest'ultimo caso essa costituirebbe una ulteriore iattura da sommare alle tante altre che si sono abbattute sul Mezzogiorno postunitario. Mi auguro che qualcuno che si è occupato della faccenda possa chiarire l'eziologia della colonia nel Mezzogiorno.

Saluti

L.

_________________
Ex montibvs lvx!
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
Abate Correale



Registrato: 21/01/07 21:09
Messaggi: 532
Residenza: Urbs ac Hieracensis dioecesis

MessaggioInviato: Mar Lug 13, 2010 6:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nei catasti onciari la Mensa di Gerace concedeva terreni a coloni esigendo "la mità degli alberi". E' l'unico ente che fa in questo modo. Gli altari preferiscono avere soldi liquidi da prestare "alla ragione del 10% annuo".

La questione andrebbe comunque approfondita.

_________________
Ex abundantia enim cordis os loquitur (Mt 12,35)
Top
Profilo Invia messaggio privato
Licofoli
Amministratore


Registrato: 30/11/06 21:31
Messaggi: 746
Residenza: Gioiosa Jonica

MessaggioInviato: Mer Lug 14, 2010 2:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sì, ma il termine "colono" nel XVIII secolo in Calabria doveva essere inteso come sinonimo di enfiteuta e non con il significato ed il ruolo che che si è attribuito successivamente ai termini colono e colonia.

Per cui si dovrebbe approfondire la cosa come dici.

L.

_________________
Ex montibvs lvx!
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Storia Moderna Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi
c d
e



Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
phpbb.it

Abuse - Segnalazione abuso - Utilizzando questo sito si accettano le norme di TOS & Privacy.
Powered by forumup.it forum gratis free, crea il tuo forum gratis free ora! Created by Hyarbor & Qooqoa
Confirmed

Page generation time: 0.18