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Storia degli sciami sismici in Calabria

 
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Inviato: Mar Gen 16, 2018 7:29 am    Oggetto: Ads

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Abate Correale



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MessaggioInviato: Ven Ott 26, 2012 9:50 am    Oggetto: Storia degli sciami sismici in Calabria Rispondi citando

Prendo spunto da due fatti di cronaca di questi giorni.

Anzitutto il terremoto di magnitudo 5 che ha colpito stanotte l'area nei dintorni di Mormanno e in particolare il cosentino. E' da oltre un anno che si parla delle ripetute scosse e dello sciame sismico che interessa questa zona. Siamo tutti molto preoccupati. Cosa dobbiamo aspettarci per il breve futuro? Dobbiamo temere, Dio non volesse, una scossa di ancora più forte intensità?

In secondo luogo la sentenza di qualche giorno fa che ha condannato tutta la commissione Grandi Rischi riguardo il terremoto dell'Aquila. Certo non sono stati condannati per non aver previsto il terremoto ma per aver, troppo superficialmente, tranquillizzato la popolazione appena il giorno prima della tragica scossa che ha distrutto il capoluogo abruzzese, ma mi chiedo si possono prevedere i terremoti?

Forse troppo pragmaticamente penso che una qualche previsione si possa fare. Come? Analizzando la storia.

L'impressione che mi sono fatto stamattina è che lo sciame sismico che sta interessando il cosentino sia molto simile a quello che ha interessato nel 1638 una zona leggermente più meridionale. Cosa successe in quell'anno? Tre scosse di magnitudo 6.6/6.8 nei giorni 27 e 28 marzo 1638 nella zona tra il bacino del Savuto e la Piana di S.Eufemia. Poi l'8 giugno 1638 una scossa di magnitudo 6.6 che colpì il Marchesato crotonese e le pendici orientali della Sila .

Forse sono influenzato dal terremoto di stanotte ma ho timore che questo sciame che si prolunga da un anno sia foriero di un evento infausto e dovremmo aspettarci qualcosa di simile al 1638. Spero solo che la tecnologia costruttiva delle abitazioni moderne permetta di superare tranquillamente anche questa difficoltà con la quale la nostra Calabria deve convivere. Come riflessione finale direi che sarebbe ora di rendere obbligatori adeguamenti antisismici per le case più a rischio cosi come imporre determinate regole costruttive alle nuove abitazioni.

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Ex abundantia enim cordis os loquitur (Mt 12,35)
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Phersu



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MessaggioInviato: Ven Ott 26, 2012 10:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Di fronte a eventi naturali di questo genere c'è poco da dire, carissimo Abate.
Ci sarebbe casomai molto da fare, prima (o in previsione) che possano avvenire.
In tutti i casi, speriamo bene.

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Phersu



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MessaggioInviato: Ven Ott 26, 2012 10:49 am    Oggetto: Re: Storia degli sciami sismici in Calabria Rispondi citando

Abate Correale ha scritto:
(...)
In secondo luogo la sentenza di qualche giorno fa che ha condannato tutta la commissione Grandi Rischi riguardo il terremoto dell'Aquila. Certo non sono stati condannati per non aver previsto il terremoto ma per aver, troppo superficialmente, tranquillizzato la popolazione appena il giorno prima della tragica scossa che ha distrutto il capoluogo abruzzese, ma mi chiedo si possono prevedere i terremoti?
(...)

La scienza non riesce a prevederli.
Altra cosa è il "senso comune", come ben dici nel tuo intervento.

Mischiare scienza e senso comune è cosa che andrebbe evitata, in ogni caso: ne so Rolling Eyes qualcosa nella mia "nicchia" delle scienze iconografiche...
A maggior ragione, va evitata quando l'evento è di amplissima portata (come può essere un terremoto): la mente corre subito alle "premonizioni" scritte da Orwell anni fa, in tempi non sospetti.

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Phersu



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MessaggioInviato: Ven Ott 26, 2012 11:10 am    Oggetto: Rispondi citando

É doveroso sottolineare che
Citazione:
(...) Il capo della protezione civile, Franco Gabrielli da Mormanno ha fatto il punto della situazione.
”Nessuno ci può dire se la scossa della scorsa notte abbia rappresentato l’apice dello sciame sismico in corso da tempo in questa zona, che è e resta sotto questo aspetto ad alto rischio” ha detto il capo della Protezione civile, secondo cui “questo lo devono sapere tutti – ha aggiunto Gabrielli – e io non posso fornire alcuna rassicurazione. L’allerta deve restare quindi molto alta”.
Gabrielli, poi, ha spiegato che ”il sistema di Protezione civile con cui è stata affrontata l’emergenza sismica nel Pollino, anche in relazione allo sciame in atto in questa zona da tempo, è stato improntato alla massima trasparenza” e “lo dimostra il sito del Comune di Mormanno, in cui il sindaco Armentano ha pubblicato tutto il carteggio tra il Comune e la Commissione Grandi Rischi“.
In tal senso, dopo aver annunciato che non ci sono condizioni per dichiarare lo stato di emergenza, Gabrielli ha sottolineato come sia stato “importante che gli abitanti del Pollino fossero preparati all’evento sismico perché questo ha consentito a tutto il sistema di fronteggiare l’emergenza con grande efficienza”.
“La risposta del territorio – ha aggiunto Gabrielli – è stata straordinaria. E’ stato un esempio importante di applicazione delle regole e tutti si sono comportati in termini di estrema efficienza".

Mi sono permesso di evidenziare i passaggi che meglio sottolineano il positivo atteggiamento della nostra gente di fronte all'evento.

(fonte:

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Scinuso



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Messaggi: 1185
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MessaggioInviato: Ven Ott 26, 2012 8:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Davvero commovente riscontrare questo tipo di atteggiamento in una popolazione, quale quella calabrese che, rotta a mille disavventure di vario segno, è spesso in grado di dimostrare la sua dignità e il suo spessore umano, ad onta di tanti pregiudizi.

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Scinuso
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lo sparviero



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MessaggioInviato: Sab Ott 27, 2012 5:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Purtroppo, con mia somma pena, da calabrese doc (e me ne vanto), devo confermare che ancora oggi sugli abitanti della regione pendono spaventosi pregiudizi. I calabresi, secondo una diffusa opinione strumentalizzata, sarebbero responsabili di tutto ciò che di negativo accade nel mondo occidentale (anche se alcune responsabilità non si possono negare). Un'opinione dura a morire.

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Gratius ex ipso fonte bibuntur aquae
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carnelevario



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MessaggioInviato: Sab Ott 27, 2012 9:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

lo sparviero ha scritto:
Purtroppo, con mia somma pena, da calabrese doc (e me ne vanto), devo confermare che ancora oggi sugli abitanti della regione pendono spaventosi pregiudizi. I calabresi, secondo una diffusa opinione strumentalizzata, sarebbero responsabili di tutto ciò che di negativo accade nel mondo occidentale (anche se alcune responsabilità non si possono negare). Un'opinione dura a morire.

Non sarei così drastico. In fondo è il nostro difetto di italiani quello di trovare il peggio negli altri e non in noi. Ho avuto l'opportunità di risiedere a lungo in ben undici località differenti, dalla Puglia al Veneto, ed ovunque ho sentito fare lo stesso discorso rivolto a "quelli del campanile accanto".

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Cordialità
Alberto Mario Carnevale
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Italiota



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MessaggioInviato: Sab Ott 27, 2012 10:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vi saluto, studiosi, e mi invito alla discussione.

Intanto, per rispondere al tema di apertura, direi che è certo come la morte che:
- è certo che la Calabria è soggetta a terremoti fortissimi e che questi si ripetono a periodi relativamente costanti, ma non prevedibili per come lo intendiamo nel linguagio comune.

- è certo che l'edilizia calabrese non reggerà ai terremoti seri e che la popolazione non è preparata;

ed ora mi collego agli altri...

-è certo che se c'è la volontà, possiamo arginare il danno come è successo al Pollino.

e concludo:
-questa volontà, noi italiani e calabresi, l'abbiamo sempre?
- è per questo che tutto sommato trovo positivo il commento alla inaspettata e positiva reazione efficace, anche, dei calabresi, perchè, non possiamo negarlo, non sempre è positiva, anzi!

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αἰὲν ἀριστεύειν καὶ ὑπείροχον ἔμμεναι ἄλλων
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fethiye



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MessaggioInviato: Lun Ott 29, 2012 9:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Attorno al 1980 ebbi l'opportunità di assistere ad un convegno internazionale di sismologia presso l'Università di Arcavacata, cui presero parte degli scienziati russi, all'epoca i titolari degli studi sismologici più avanzati al mondo.
In breve, le conclusioni si appuntarono su due indicatori riscontrati costantemente in tutti i sismi ossarvati:
1) l'aumento del "nervosismo" in quasi tutte le specie animali in prossimità di sismi eccezionali;
2) l'aumento della concentrazione di gas radon nelle sorgenti site nei luoghi del sisma, sempre all'approssimarsi di un evento sismico (non necessariamente di forte entità).
Purtroppo, però, i medesimi scienziati aggiunsero con rammarico che quegli indicatori NON POTEVANO essere utilizzati a fini predittorii in quanto ambedue i fenomeni erano stati registrati ANCHE IN ASSENZA DI SUCCESSIVI EVENTI SISMICI.
A trent'anni di distanza, purtroppo, siamo al medesimo punto di allora, checchè ne dica quel geologo che si è fatto un bel po' di pubblicità asserendo di aver previsto il terremoto dell'Aquila (e sorvolando su tutti quelli che aveva in precedenza "profetizzato", basandosi proprio sull'analisi dell'aumento di concentrazione del radon, e che non si erano verificati).
Ricordo, infatti, che, con grande strombazzamento mediatico, era stato previsto un forte terremoto a Roma (sulla scia di alcune profezie del secolo scorso) ed uno in Calabria per i giorni 2-3-4-5-6 giugno scorsi.
Dunque, l'unica "arma" di cui al momento disponiamo è quella della statistica (con tutte le riserve del caso): fatto riferimento ai tre "grandi" eventi (1638 - 1783 - 1907/08, M= 7.0 - 7.5) in Calabria Ultra (RC+CZ), ed ai 27 (!) eventi con Magnitudo superiore al 5 (ma inferiore al 6.5) registrati in Citra nel XIX secolo (i dati li cito a memoria, ma dovrebbero essere esatti), la conclusione è che dovremmo aspettarci a breve un sisma attorno al 6 nel cosentino ed uno attorno al 7 nel catanzarese / reggino.
Aggiungo amcora un "purtroppo": il "breve" potrebbe essere compreso fra alcuni mesi ed alcuni anni (ma non troppi) ...

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tremuoto



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MessaggioInviato: Lun Nov 26, 2012 1:03 am    Oggetto: sciame sismico a Mormanno Rispondi citando

Scusate se mi faccio sentire un po' in ritardo, ma ero giustappunto impegnato nei rilievi degli effetti del terremoto.

Ho letto tutti i vostri post e vorrei fare un po' di chiarezza.

1) Innanzi tutto, prima di esprimere qualsiasi commento sulla sentenza dell'Aquila, aspettiamo di leggere il dispositivo e sapere esattamente in base a quale motivo sono stati condannate le persone che quel giorno hanno presenziato a quella riunione della commissione Grandi Rischi (alcuni, ve lo assicuro, per puro scherzo del destino). Non certo per non aver previsto un terremoto, ma - aggiungo io - nemmeno per aver tranquillizzato la popolazione! Invito chiunque a trovare una solo comunicato in questo senso delle autorità. Dunque, aspettiamo.

2) Quel fanfarone che allora preconizzava a breve un terremoto (a Sulmona!!!) sulla base dei suoi studi sul radon, non è un geologo! Non è nulla, non ha mai pubblicato un solo lavoro su una rivista scientifica e, purtoppo, continua a sentenziare anche sui prossimi terremoti in Calabria.

3) I terremoti non sono prevedibili a breve termine, ma lo sono -
eccome - a lungo termine. Esistono mappe dettagliate sulla pericolosità sismica di tutto il territorio nazionale (sia sul sito INGV che DPC) e quindi chi sa di abitare in una di queste zone e sa anche di abitare in un edificio non a norma o, peggio, a rischio (come tutti gli edifici in pietra, in muratura o comunque tutti quelli non in cemento armato), deve essere consapevole di vivere a rischio, lui ed i suoi cari.

4) Nel passato, non esistevano dei sistemi di rilevazione dei terremoti così sensibili e quindi uno sciame come quello che ormai da due anni è registrato tra Pollino e Mercure non poteva essere noto, specie in Calabria. Siamo cioè di fronte ad un'esperienza nuova e non confrontabile, specie con gli eventi del 1638. Ricordo a tutti che il terremoto del Fucino del 1915 (Mw 7 e 33.000 morti) avvenne senza preavviso, così come il 1980 in Irpinia. Il terremoto di Mw 5.3 di Ottobre potrebbe essere il mainshock della sequenza oppure un forte foreshock di un evento futuro. Non lo possiamo sapere. Sappiamo però che in quella regione, storicamente, i terremoti non sono molto forti, nè distruttivi (vi cito un terremoto nel 1693 a Castrovillari ed uno nel 1708 nella Valle del Mercure). Sappiamo però che alla base del Pollino, verso Castrovillari, corre una faglia attiva silente da secoli e quindi potenzialmente capace di rilasciare grandi terremoti; non possiamo che stare all'erta ed informarci per bene sulla qualità delle nostre abitazioni e su tutti i comportamenti da assumere in caso di terremoto. Ricordo a tutti che, nella peggiore delle ipotesi, una casa non crolla immediatamente, ma solo dopo 10-20 secondi di scosse; un tempo che fa la differenza tra chi è preparato e chi no.

Spero di essere stato chiaro e non esitate a pormi le vostre domande

p.s. il giorno del terremoto ero proprio in zona alla ricerca di notizie storiche sui due unici terremoti che vi ho citato (1693 e 1708). Chi di voi si imbattesse per caso in qualche notizia coeva farebbe cosa saggia e gradita a comunicarmelo.

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tremuoto



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MessaggioInviato: Mer Dic 12, 2012 4:17 pm    Oggetto: Re: sciame sismico a Mormanno Rispondi citando

ve ne aggiungo un altro a fine Aprile-primi di Maggio 1559, con danni gravi a Morano Calabro....e basta! Possibile? No di certo.

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Abate Correale



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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 10:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Interessante articolo sul Corriere della Sera di oggi che riguarda i terremoti del passato e (forse) i terremoti del futuro..
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Citazione:

Esame ampiamente superato
Case antisismiche: i sistemi dei Borbone sono validi ancora oggi
Dopo il terremoto in Calabria del 1783 l'obbligo di intelaiature in legno all’interno delle pareti in muratura



Case antisismiche? Già all’epoca dei Borbone si sapeva come costruirle. È quanto sostengono gli scienziati del Cnr-Ivalsa di San Michele all’Adige (Trento) che, dopo aver ricostruito in scala 1:1 una parete di muratura e legno secondo le prescrizioni dei codici antisismici di fine Settecento, ne hanno testato la resistenza. Il risultato: esame ampiamente superato. Per comprendere l’importanza dello studio è utile ricordare che nel 1783 il territorio della Calabria meridionale fu colpito da un catastrofico terremoto che rase al suolo gran parte del costruito (tra cui le città di Reggio e Messina) e che causò circa 30-50 mila morti.

NORME ANTISISMICHE - I danni politici e sociali, pressoché incalcolabili, spinsero i Borbone delle Due Sicilie a redigere le prime norme antisismiche d’Europa: un codice per la costruzione degli edifici che raccomandava l’utilizzo di un’intelaiatura lignea all’interno della parete in muratura. Quando costruite «a norma», le case reggevano, grazie all’elasticità del legno – e questo si vide già dopo i terremoti del 1905 e del 1908, che pur essendo eventi tellurici importanti (magnitudo 6,9 sulla scala Richter) non provocarono nei «nuovi» edifici altro che «danni non significativi, con limitate porzioni di muratura collassate».

PALAZZO VESCOVILE DI MILETO - Un team di scienziati dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr (Cnr-Ivalsa) e del dipartimento di scienza della Terra dell’Università della Calabria ha ricostruito in laboratorio, seguendo le indicazioni del regolamento edilizio borbonico, una parete del Palazzo del vescovo di Mileto, eretto a Vibo Valentia a fine Settecento secondo le norme citate. Questo edificio monumentale, pur versando attualmente in uno stato di abbandono, è staticamente ancora indenne.

RICOSTRUZIONE - La ricostruzione è stata fedele: uguale la tecnica di costruzione della muratura, e uguale persino il legno (castagno calabrese) utilizzato per creare un’intelaiatura interna. La parete è stata quindi sottoposta a test meccanici. «Abbiamo imposto alla sezione una serie di spostamenti alternati nelle due direzioni, via via crescenti», ha spiegato Ario Ceccotti, direttore di Ivalsa, «così da simulare il comportamento alle azioni sismiche, anche le più importanti, della parete intelaiata».

PROVA - La parte in legno ha superato la prova rimanendo quasi completamente integra; i danni al resto della parete si sono limitati a «qualche piccola espulsione di muratura». L’accoppiata «legno più muratura» appartiene in effetti alla tradizione di molte zone sismiche. Registrata nei Balcani, in Grecia, in Asia centrale, in India «e in genere nei territori che da sempre si confrontano con questi eventi, potrebbe essere recuperata in maniera proficua. Oggigiorno», continua Ceccotti, «si usano tecniche completamente diverse, e anche il legno da costruzione ha assunto altre forme. Ma perché devo utilizzare necessariamente una camicia in cemento armato invece che un graticcio di legno?».

SICUREZZA - L’istituto di San Michele, che già aveva dimostrato l’ottima resistenza sismica di un edificio multipiano di legno in un esperimento tenutosi in Giappone, auspica nuovi fondi per continuare le indagini su una tecnologia che, per quanto plurisecolare, «potrebbe essere favorevolmente applicata a edifici moderni, garantendone la stabilità e dando sicurezza alle persone che li abitano».
9 settembre 2013 | 10:50



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Il palazzo del vescovo di Mileto a Vibo Valentia. L'edificio, attualmente in stato di abbandono, è staticamente ancora indenne dopo numerosi forti terremoti.


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Dopo il 1783 il nuovo codice edilizio raccomandava l’utilizzo di un’intelaiatura lignea all’interno della parete in muratura


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Gli scienziati del Cnr-Ivalsa di S.Michele all'Adige (Tn) hanno ricostruito in scala 1:1 una parete di muratura e legno secondo le prescrizioni dei codici antisismici di fine Settecento. L'esame antisismico è stato superato perfettamente.

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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 12:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Interessantissimo!
Grazie, Abate. Razz

Permettete un paio di riflessioni su questa normativa borbonica.

La prima, sulla tempistica.
La normativa è certamente intervenuta dopo il 1783, e quindi poco prima del "terremoto" napoleonico (contro il quale non c'era "intelaiatura" che tenesse...).
Poi, venne seguita dai brevi lustri murattiani.
Poi, dalla restaurazione.
Poi, dal 1860.
Una sequela di eventi più concatenata e pressante di uno sciame sismico...
...la quale ha certo favorito assai l'oblio di oltre 220 anni che tale normativa ha patito.

La seconda, sugli studiosi coinvolti.
Dopo Paolo Orsi, di nuovo il Trentino si occupa in maniera estremamente positiva della rivalutazione delle cose calabresi.

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da Fiore
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MessaggioInviato: Mar Set 10, 2013 10:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

bellissimo questo esperimento! Che il cemento sia deleterio per le antiche costruzioni lo andiamo predicando da anni, ma la convinzione che invece sia il toccasana è dura a morire...
Il terremoto in Umbria che costò il crollo della prima campata della Basilica di Assisi, dimostrò senza ombra di dubbio che le più danneggiate furono le case con il cordolo in cemento armato..un vero e proprio tritamuri!

Ho l'impressione che questa tecnica, che gli antichi chiamavano "a graticcio", sia stata suggerita agli ingegneri borbonici dagli scavi che si stavano effettuando a Pompei ed Ercolano. In queste due città, già colpite da terremoti prima della fatale eruzione del Vesuvio, erano molte le case costruite con questa tecnica, e non vorrei sbagliarmi ma in particolare quelle riparate più recentemente.
Ad Ostia molti degli isolati di abitazione popolare sono costruiti così, ed ancora stanno lì, ben conservati in elevato...

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Marilisa Morrone
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