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San Nicodemo

 
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Inviato: Dom Lug 22, 2018 11:21 pm    Oggetto: Ads

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Nicefora



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MessaggioInviato: Sab Dic 01, 2007 12:27 am    Oggetto: San Nicodemo Rispondi citando

buonasera a tutti,
avrei bisogno di informarmi su questo mistico personaggio, qualcuno può indicarmi dei buoni testi riguardanti la sua vita?

Smile

grazie

Nicefora

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Nikodemo



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MessaggioInviato: Sab Dic 01, 2007 10:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Credo che il lavoro più recente sia l'articolo di Giuseppe Hyeraci pubblicato nell'ultimo numero di Rogerius, la rivista della biblioteca "Calabrese" di Soriano.

Inviterei in ogni caso Axio ad aggiungere qualche nota bibliografica.

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Nikodemo
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Nicefora



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Residenza: Rocca Angitola

MessaggioInviato: Sab Dic 01, 2007 11:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

sono a conoscenza di questo articolo, ma cercavo una edizione che riportasse direttamente quella parte del menologio del monaco Nilo che lo riguarda, e che fosse il più dettagliata possibile, se qualcuno, per esperienza personale, per averlo già letto, sa consigliarmi qualche titolo, ne sarei grata.

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Licofoli
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MessaggioInviato: Lun Dic 03, 2007 12:40 am    Oggetto: Rispondi citando

Cenni alla vita di San Nicodemo sono contenuti nel volume di Enrica Follieri dedicato a San Fantino il giovane, uscito nel 1993. Ricordo che il testo del bios è stato pubblicato due volte, prima nel 1964 a cura di V. Saletta, Vita inedita di San Nicodemo di Kellerana, edizione non priva di sviste; una seconda edizione, decisamente più corretta, è quella curata nel 1969 da Melina Arco Magrì; segnalo che, nel mio piccolo, anch'io molti anni fa (1998) mi sono occupato dell'identificazione del sito di Psychrò, località di nascita del medesimo, formulando una nuova e modestissima ipotesi al riguardo.

Saluti

Licofoli

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Nicefora



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MessaggioInviato: Lun Dic 03, 2007 12:47 am    Oggetto: Rispondi citando

grazie per le segnalazioni, sarei curiosa di leggere la sua ipotesi.
e a tal proposito, non è che qualcuno conosce una località chiamata "Scanno", o consimile, nella piana di Gioia Tauro?

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Licofoli
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MessaggioInviato: Mar Dic 04, 2007 10:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile amica,

considerando che la mia ipotesi è stata pubblicata nel volume "Le pergamene angioine dell'archivio Carafa di Roccella", uscito nel 1998 e ormai da tempo esaurito; e considerando che non ho ancora dato alle stampe la seconda edizione, riveduta e ampliata, di quel mio lavoro, che, tuttavia, dovrebbe vedere la luce fra non molto tempo, ho decisto di estrapolare il testo contenente l'ipotesi da me avanzata e di inserirlo in questa sede. Ecco, dunque, l'estratto dal libro:

Il toponimo Psichrò, voce che deriva dal gr. YucróV (manca il font greco nel forum), freddo, mi sembra meritevole di una attenta analisi. La località menzionata nel testo va certamente identificata con l’attuale contrada Zifrò, costituita da una collina che domina un’ampia vallata percorsa dal fiume oggi denominato Cardillo , affluente del Barruca . Il luogo, che è sito a circa 2 Km a Nord-Ovest dell’abitato di Roccella, presenta alcuni suggestivi precipizi e non pochi ruderi meritevoli di un’attenta analisi. In questo ambito si colloca l’Aporium Peregrini Fasani, cioè l’appezzamento descritto nel passo; il fondo confinava, fra l’altro, con alcuni precipizi fra cui quelli di Precusa, Condò e Ypsicrhò, quest’ultimo avente una denominazione identica alla località che lo ospitava. Se il precipizio di Condò , come ritengo, fosse sito nei pressi della terra de Condò menzionata in precedenza, si potrebbe facilmente concludere che la località Psichrò, si trovasse a breve distanza dal casale di Pronia di cui si dirà più avanti e, dunque, in una zona abitata in età medievale.
Molto si è discusso in passato riguardo al luogo di nascita del santo italogreco Nicodemo del Kellarana, che visse gran parte della sua vita in eremitaggio sui monti a Nord-Ovest di Mammola, insieme ad altri monaci suoi discepoli. Nel bios del santo edito dal Saletta e dalla Arco Magrì , egli risulta originario di Sicrò o Ypsicrò, una località che l’autore della vita del santo colloca nella regione delle Saline. La maggior parte degli studiosi (Rossi Taibbi, Saletta, Arco Magrì, ecc.) hanno identificato il villaggio natale di San Nicodemo con Sicari, nei pressi di Sinopoli o con altre località del circondario di Palmi. In passato, invece, altri (Agresta, Martire, ecc.) avevano ritenuto Nicodemo originario di Cirò, noto centro in provincia di Crotone. Nonostante questa seconda ipotesi sia stata successivamente scartata per l’avvenuta localizzazione sui monti sopra Mammola del luogo in cui il monaco basiliano si era ritirato, il problema è rimasto sostanzialmente insoluto.
Pur non volendo trarre conclusioni affrettate e azzardate in questa sede, fra l’altro non appropriata, intendo comunque sottolineare che la località nel territorio di Roccella, menzionata nel doc. 3, fra quelle finora prese in esame, risulta certamente la più prossima ai luoghi dove il santo trascorse la maggior parte della sua vita. Dunque, ritengo che questa nuova Psichrò debba almeno essere aggiunta a pieno titolo all’elenco, già nutrito, delle località identificabili con quella dove nacque San Nicodemo. L’ipotesi che egli possa avere avuto i natali nel territorio di Roccella potrebbe trovare una valida conferma da due rilevanti circostanze. Il fatto che nel bios del santo si affermi che Nicodemo in età giovanile andò «nella casa dell’Ipponomeo, al grande e taumaturgo Fantino, che viveva in ritiro assieme ad alcuni confratelli» . Alcuni fra gli studiosi più autorevoli hanno identificato tale luogo con il monastero di San Fantino del Pretoriate , che sorgeva sul fiume omonimo (od. Torbido) e, dunque, a breve distanza dalla zona del Kellarana. Questa identificazione, a mio giudizio assai attendibile, pone la località roccellese al primo posto fra quelle candidate ad essere stata il villaggio natale del santo del Kellarana. Un Nicodemo nato nella turma delle Saline perché mai sarebbe stato condotto a studiare dai genitori, tra l’altro di umile condizione, in un monastero così distante dal proprio luogo d’origine, quale risultava la zona del fiume Pretoriate rispetto a quella delle Saline? Se il villaggio di Psychrò, al contrario, fosse sorto proprio nei pressi di Roccella, ecco che si realizzerebbe una perfetta coerenza, dal punto di vista logistico, rispettivamente fra i luoghi di nascita, studio e vita ascetica di Nicodemo. Egli, infatti, proveniendo dal territorio di Roccella, avrebbe potuto raggiungere facilmente il fiume Pretoriate per recarsi nel monastero di San Fantino che sorgeva in quei luoghi, dai quali negli anni successivi, come ritengono la Arco Magrì e il Guillou , si ritirò nella quiete del vicino monte Kellarana.
Il secondo elemento, che potrebbe risultare decisivo, è rappresentato da una notizia contenuta nella Descrittione del Regno di Napoli del geografo Scipione Mazzella. Egli, trattando di Motta Gioiosa e Roccella, così si esprime:

«Passato la Grotteria, si vede la Mottagioiosa, da Plinio e da Mela chiamata Ministra, dove si fa buon vino, oglio, e seta, e vi è anco la miniera del sale. Appresso al mare sta la Roccella...» .

Il passo fornisce un dato che, alla luce di quanto detto in precedenza, potrebbe essere basilare per l’identificazione del luogo di nascita del santo del Kellarana. Infatti, la menzione dell’esistenza, ancora fra XVI e XVII secolo, di una salina o miniera per l’estrazione del sale nella zona fra Motta Gioiosa e Roccella (luogo dove sorgeva Sicrò), costituisce un elemento di grande rilevanza giacché può essere messo in relazione alla notizia contenuta nella vita di Nicodemo, secondo la quale Sicrò sorgeva nelle Saline. Fino ad oggi i tentativi di localizzare l’antico villaggio (Saletta, Arco Magrì, ecc.) avevano dato sempre per scontata l’esatta corrispondenza fra la zona delle Saline menzionata nel bios di Nicodemo con quella omonima intorno al monte S. Elia, nei pressi di Melicuccà e Palmi. Tali tentativi di identificazione, tuttavia, non hanno mai tenuto conto della possibilità, peraltro facilmente prevedibile, che esistessero altre saline, site in diversi luoghi della regione. Questa ultima circostanza, dunque, mi induce a ritenere valida l’ipotesi che San Nicodemo del Kellarana possa avere avuto i natali proprio a Psychrò, oggi contrada omonima nel territorio di Roccella.


Sperando che susciti il suo interesse la saluto.

Licofoli

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Axiopistos anthropos



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MessaggioInviato: Mer Dic 05, 2007 7:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei segnalare che tra i choria delle Saline ne esisteva uno a nome Sikros.

So comunque che nel bios del santo non si parla di chorion

Qualcuno può darmi notizia se il monastero di S. Fantino di Tauriana fosse maschile o femminile?

E infine se non sbaglio e chiederei lumi anche a Nicefora esisteva un luogo di culto dedicato a S. Fantino a Rosarno?

Saluti
Axio Twisted Evil
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Nicefora



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MessaggioInviato: Mer Dic 05, 2007 8:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Axio, una chiesa di san Fantino di Rosarno è ricordata per il pagamento di decime ecclesiastiche nel 1310, e in una platea del 1656 il suo benefizio risultava di pertinenza della curia miletese.
Topograficamente ancora non l'ho individuata purtroppo....

p.s. grazie Licofoli!

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giuseppeantoniomartino



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MessaggioInviato: Lun Mag 12, 2008 5:03 pm    Oggetto: Luogo di nascita di San Nicodemo Rispondi citando

Per molto tempo è stato affermato che San Nicodemo fosse nato a Cirò, in provincia di Crotone (Agresta, Martire), ma non è sostenibile: si legge, infatti, nel bios che egli nacque nella regione delle Saline, “in un villaggio chiamato Sikron”. La turma (circoscrizione amministrativa bizantina) delle Saline comprendeva gli attuali comuni di Delianuova, Scido, S.Cristina, Oppido, Sinopoli, Melicuccà, Seminara, S.Martino. Da ciò è facile dedurre che San Nicodemo nacque nella pianura di Gioia Tauro.
Questa ipotesi è contenuta in un articolo che sarà pubblicato sul prossimo numero di “Calabria Sconosciuta” (N. 118).

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Licofoli
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MessaggioInviato: Mar Mag 13, 2008 1:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Certo che, almeno fin dai primi anni dell'età moderna, le ridde di ipotesi sulla località natale del santo del Kellerana, sono tantissime. Egli sembra proprio essere ambito da numerosi centri della Calabria. Meno male che, almeno per i luoghi in cui visse non sussistono più dubbi.

Riguardo alla "vexata quaestio" sul sito di Psychrò segnalo che alcuni studiosi (Burgarella) tendono a rivedere i confini della turna delle saline, il cui territorio potrebbe essere stato ben più vasto di quanto si è finora ritenuto ed abbracciare i territori al di là della Limina.

Chissà se un giorno si addiverrà ad una soluzione.

Licofoli.

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giuseppeantoniomartino



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MessaggioInviato: Mar Mag 13, 2008 4:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Le vicende biografiche di san Nicodemo vanno oggi riviste alla luce di una più corretta lettura del bios (cod. Mess. 30, ff. 245va-250va).
Nei bioi di altri santi italogreci (Sant'Elia Speleota, San Luca il Grammatico), tra l’altro, si parla di una cittadella commerciale (emporion) di nome Sicrò. Viene menzionata due volte, per esempio, nella vita di Sant' Elia Speleota come un villaggio posto in località vicina al monastero di Aulinas: una prima volta al n. 88 del bios, quando parla di un certo Cristofaro, proveniente dal paese di Sicrò; una seconda volta, al n. 92, quando si narra dell'arrivo al monastero dello Speleota di un Maele, venuto da Sicrò.
Il nome della regione Sicrò è attestato ancora nel sec. XI, ma designa ormai una contrada coltivata a vigne e frutteti. Un documento del sec. XI degli archivi medioevali della diocesi greca di Oppido (Hagia-Agathè, atto n. 2Cool, parla di frutteti e vignerti posseduti dal prete Leone di Plaji a Sicrò, mentre il monaco Antonio Chatzares possiede a Sicrò 100 piedi di vigna in enfiteusi (atto n. 32). Vi si parla anche di molte saline in produzione.
Tutte questi documenti permettono di cominciare a fare luce su tante arbitrarie affermazioni, nate, tra l’altro, in epoca di Controriforma.

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MessaggioInviato: Mer Mag 14, 2008 11:29 am    Oggetto: Rispondi citando

Penso che uno dei problemi maggiori esistenti per una corretta identificazione della Sicrò (toponimo ahimé fin troppo comune e diffuso in Calabria) sia legato proprio al fatto che dopo l'XI secolo non risultino attestate località abitate con questo nome, ma solo toponimi siti in zone scarsamente o per nulla urbanizzate (almeno nell'attuale provincia di Reggio, area nella quale va indubbiamente ricercata la Sicrò di S. Nicodemo).

Ho l'impressione che, ad un certo punto, le sole fonti documentarie non basteranno per una identificazione convincente o, addirittura, certa e che solo un'indagine di tipo archeologico nelle varie località "candidate" potrebbe sciogliere definitivamente il nodo.

Potrebbe apparire strano che un'affermazione del genere parta non da un archeologo ma da uno storico, cioè da uno che è abituato ad utilizzare le fonti con grande frequenza nel suo lavoro; tuttavia, trattandosi di vicende del X secolo, il ricorso ad un eventuale scavo mi appare l'unica via percorribile, ultimate le ricerche sui documenti beninteso.

Cordialmente

Licofoli

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giuseppeantoniomartino



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MessaggioInviato: Lun Mag 19, 2008 1:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riporto testualmente una ipotesi di Paolo Martino, ordinario di linguistica Generale presso l’Università LUMSA di Roma:

“Di Sicri si è persa ogni memoria storica; chi scorge nelle leggende dell’agiografo bizantino dello Speleota un’eco di vicende storiche può immaginare che sia stata distrutta anch’essa dai Saraceni: l’agiografo narra che i predoni saraceni giunsero di fronte alla grotta. Dunque i profughi scampati all’eccidio di sicri si sarebbero spostati nella valle di Melicuccà, più vicino alle grotte degli eremiti greci. Ma nulla vieta di pensare che tale spostamento sia avvenuto gradualmente e pacificamente, per l’attrazione economica e spirituale esercitata dai centri monastici basiliani.
Indubbiamente, dopo la repentina catastrofe di Taureana, l’emporio di Sicri dovette entrare in crisi, e la sua popolazione, che prima gravitava verso la madrepatria greca, fu attratta nell’orbita del monastero.”

Paolo Martino “S.Elia Speleota e il santuario delle grotte presso Melicuccà”, Villa san Giovanni 2000.

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